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I media hanno un ruolo chiave nell’influenzare l’opinione pubblica sulle questioni climatiche

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Nel suo libro Possiamo salvare il mondo prima di cena, lo scrittore Jonathan Safran Foer scrive: “L’emergenza ambientale non è una storia facile da raccontare né una buona storia: non spaventa, non affascina, non coinvolge abbastanza da spingerci a cambiare. Per questo rimaniamo indifferenti, o paralizzati”.
É la stessa conclusione a cui sono arrivati recentemente i ricercatori dell’Università dell’Ohio, analizzando il ruolo dei media nell’influenzare l’opinione pubblica su questioni relative al cambiamento climatico, scoprendo così che un pubblico esposto a un’informazione scientifica acquista consapevolezza sulla questione, ma tende a rimuoverla quando entra in contatto con posizioni negazioniste.
Secondo lo studio, condotto da Thomas Wood, professore associato di scienze politiche dell’ateneo dell’Ohio, Brendan Nyhan del Dartmouth College e Ethan Porter della George Washington University, i report scientifici e la divulgazione sulle questioni relative al clima sono in grado di spostare l’opinione pubblica e farle assumere consapevolezza e sostenere le azioni di contrasto al climate change. Si tratta, tuttavia, di convinzioni fragili e immediatamente inclinabili con l’esposizione a opinioni negazioniste o scettiche.
La ricerca ha coinvolto 2.898 partecipanti, durante l’autunno del 2020, e si è articolata in quattro fasi.
Nella prima, il pubblico ha letto articoli di media popolari che esprimevano il consenso scientifico sulle cause sulle cause antropiche dei cambiamenti climatici.
Nella seconda e nella terza fase, per simulare il contesto cui siamo esposti nella vita di tutti i giorni, sono stati proposti un articolo simile, uno scettico sulla scienza del clima, uno sul dibattito sul tema e un altro su questioni non concernenti l’argomento.
Nella quarta e ultima fase dell’esperimento, è stato infine chiesto ai partecipanti di esprimere le proprie opinioni sul tema e i propri orientamenti politici.
Dopo ciascuna fase, è stato chiesto loro se credevano nell’esistenza dei cambiamenti climatici e nella loro origine antropica, e quali fossero le loro considerazioni sull’azione del governo contro i cambiamenti climatici e le energie rinnovabili.
I risultati
Ciò che è emerso è che l’esposizione a un’informazione scientificamente accurata ha avuto effetti positivi su tutti i gruppi, indipendentemente dalle loro posizioni politiche: “Non solo la comunicazione scientifica ha cambiato la comprensione dei fatti delle persone, ma ha anche spostato le loro preferenze politiche, ma ha fatto loro pensare che il cambiamento climatico è stato un pressante preoccupazione del governo che dovrebbe fare di più”, ha spiegato Wood.
Tuttavia, la consapevolezza acquisita nella prima fase è andata affievolendosi già nella seconda. Gli articoli sul dibattito tra posizioni hanno riscontrato poco interesse e non hanno influenzato le posizioni dei partecipanti. Mentre, più i partecipanti venivano sottoposti contenuti negazionisti e scettici, più le conoscenze scientifiche precedentemente interiorizzate scomparivano.
In conclusione, lo studio ha dimostrato che i media svolgono un ruolo chiave nelle convinzioni e negli atteggiamenti degli americani su questioni scientifiche come il cambiamento climatico.
“È stato sorprendente per noi come i soggetti del nostro studio sono stati suscettibili a quello che hanno letto sul cambiamento climatico nel nostro studio. Ma quello che hanno imparato è svanito molto rapidamente

L’articolo I media hanno un ruolo chiave nell’influenzare l’opinione pubblica sulle questioni climatiche proviene da The Map Report.

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