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Giornata Mondiale del Rifugiato: due italiani su tre favorevoli ad accogliere chi fugge dalle guerre

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Mentre la guerra in Ucraina è al suo 116esimo giorno, le Nazioni Unite celebrano la Giornata Mondiale del Rifugiato, indetta 71 anni fa per commemorare l’approvazione della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Da allora l’appuntamento, che cade il 20 giugno, vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione di milioni di rifugiati, richiedenti asilo e sfollati nel mondo che, costretti a fuggire da guerre e persecuzioni, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era la loro vita per cercare salvezza altrove. L’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, celebra il loro coraggio, la loro forza e resilienza e ribadisce il loro diritto di essere protetti e di ricostruire la propria vita in dignità, chiunque siano e da qualsiasi luogo provengano, sempre.

In occasione della Giornata, Ipsos ha reso noti i risultati di un sondaggio internazionale, condotto in 28 Paesi, tra cui l’Italia, che ha indagato le opinioni e le percezioni dei cittadini nei confronti dei rifugiati.
L’indagine rivela che, in media, il 78% degli intervistati è d’accordo sul fatto che le persone debbano potersi rifugiare in altri Paesi, compreso il proprio, per sfuggire a guerre o persecuzioni ed è soltanto il 16% ad essere in disaccordo. Anche l’Italia è tra i Paesi che esprime il maggiore grado d’accordo, con l’80% dei giudizi favorevoli.
Rispetto all’anno scorso, Ipsos sottolinea come gli atteggiamenti siano diventati più favorevoli nella maggior parte dei Paesi intervistati, suggerendo che la crisi in Ucraina abbia aumentato l’apertura dell’opinione pubblica nei confronti dei rifugiati e annullato alcune delle preoccupazioni generate dalla pandemia. L’UNHCR rivela che attualmente nel mondo ci sono oltre 100 milioni di persone sfollate, soprattutto come conseguenza della crisi ucraina.
In questo contesto, dal sondaggio Ipsos emerge come gli italiani si mostrino favorevoli all’ingresso nel proprio Paese del maggior numero di persone in cerca di asilo per sfuggire a guerre/conflitti violenti (66%) oppure disastri naturali/effetti del cambiamento climatico (54%).
Inoltre, l’Italia registra un atteggiamento nei confronti dei rifugiati meno scettico rispetto ad altri Paesi oggetto dell’indagine. Infatti, è del 44% (-10% rispetto alla media internazionale) la percentuale di chi concorda sul fatto che la maggior parte degli stranieri arrivi per motivi economici o per usufruire dei servizi sociali.
In generale, è oltre la metà degli italiani (60%) ad essere in disaccordo con la chiusura totale delle frontiere ai rifugiati. Inoltre, il 59% dei nostri concittadini crede che i rifugiati ospitati si integrino con successo nella nuova società e il 49% ritiene che possano offrire un contributo positivo al Paese.
Gli atteggiamenti più favorevoli nei confronti dei rifugiati sono stati accompagnati da azioni concrete di sostegno. Un buon attivismo si registra anche nel nostro Paese, con quasi un italiano su due (46%) che dichiara di aver intrapreso azioni a sostegno dei rifugiati. Per oltre la metà (55%) le azioni intraprese sono state motivate dalla situazione in Ucraina. Un quarto (25%) afferma di aver espresso sostegno ai rifugiati per la prima volta e oltre un quarto (27%) dichiara di sostenere regolarmente i rifugiati.
Nonostante l’aumento del sostegno ai rifugiati, però, le opinioni degli intervistati appaiono discordanti sull’opportunità che i Governi forniscano un maggiore supporto. In Italia, il 30% ritiene che il proprio Governo dovrebbe accettare un numero di rifugiati inferiore a quello attuale, mentre il 43% pensa che stia ospitando il numero giusto e soltanto un italiano su tre (13%) vorrebbe che ospitasse un numero più alto di rifugiati.
Ancora, il 46% degli italiani chiede al Governo di mantenere invariati gli attuali livelli di spesa per il sostegno ai rifugiati nel mondo, al contrario, il 29% pensa che dovrebbe diminuirli e, anche in questo caso, solo uno su sei (13%) pensa che la spesa dovrebbe essere aumentata.
Qual è la percezione degli intervistati sui Paesi del mondo che ospitano il maggior numero di rifugiati? A livello internazionale, un terzo pensa che il proprio Paese sia tra i principali Paesi ospitanti del maggior numero di rifugiati al mondo, ma il più delle volte si tratta di una percezione errata e un numero crescente di intervistati sopravvaluta il contributo del proprio Paese nell’accoglienza dei rifugiati. Ad esempio, soltanto un intervistato su sette è a conoscenza del fatto che la Turchia – che in realtà ospita il maggior numero di rifugiati – è tra i primi tre Paesi.
Nel nostro Paese, il 15% degli intervistati ritiene che l’Italia rientri tra i primi tre Paesi ospitanti del maggior numero di rifugiati al mondo, invece, nella realtà dei fatti si posiziona al 35° posto.
Il 54% degli italiani è favorevole all’accoglienza dei profughi provenienti dall’Ucraina. Invece, per i rifugiati provenienti da Paesi come Afghanistan, Birmania, Sudan del Sud, Siria e Venezuela, le percentuali scendono intorno al 30%. Al contempo, il 39% degli italiani è favorevole all’accoglienza dei rifugiati indipendentemente dal luogo di provenienza.

L’articolo Giornata Mondiale del Rifugiato: due italiani su tre favorevoli ad accogliere chi fugge dalle guerre proviene da The Map Report.

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