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“Dovete smetterla…”. Di Maio, il brutale sfogo rubato: l’umiliazione più dura per Conte, tutto in una frase

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“Nei panni del barricadero non è credibile. Sembra Di Battista con la pochette”. La frase virgolettata e anonima è riferita a Giuseppe Conte, reo secondo i pentastellati “dimaiani” di voler assumere il ruolo di leader anti-sistema cambiando svariate volte la “maschera” pur di sopravvivere politicamente. Francesco Verderami nel suo editoriale per il Corriere inanella le “svolte” più clamorose, quelle che gli rinfaccia oggi il suo avversario interno, Luigi Di Maio: ora innalza la bandiera del pacifismo e opponendosi all’invio di nuove armi all’Ucraina, dimenticando che da premier, “nel 2019, per assecondare l’amico Trump, firmò il documento della Nato che impone di portare le spese militari al 2% del Pil. Nel 2020 autorizzò la vendita di due navi da guerra alla Marina militare egiziana, incurante del «caso Regeni». Infine, con la Finanziaria del 2021 è passato alla storia come il capo del governo che più di ogni altro ha aumentato il budget della Difesa“.

 

 

Da parte sua Conte punta l’indice contro il ministero degli Esteri rinfacciandogli di essere rimasto folgorato sulla via del draghismo per ragioni di potere dimenticando l’infatuazione per il regime venezuelano e i gilet gialli. Il risultato è che nel Movimento Cinque Stelle è in atto una scissione che potrebbe travolgere anche il Partito democratico. Perché, se è vero che il segretario Enrico Letta prova a gettare acqua sul fuoco con frasi del tipo “Le discussioni nei partiti sono il sale della democrazia”, l’onda d’urto – fa notare Verderami – potrebbe colpire il Nazareno, che rischia di ritrovarsi al fianco un alleato radicalizzato e un Movimento destinato all’irrilevanza. Cosa della quale Di Maio ritiene responsabile l’ex premier: “Siccome non ha una linea, può andare ovunque. E a forza di alzare il tiro non si sa dove può arrivare. Dovete fargli capire che se rompe sul governo lui non va all’opposizione, porta il Paese alle urne. Dovete smetterla di trattarlo come un invincibile”. 

 

 

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