Senza categoria

Economia circolare: in quattro mesi l’Italia ha già raccolto 73.500 tonnellate di pneumatici usati

economia-circolare:-in-quattro-mesi-l’italia-ha-gia-raccolto-73.500-tonnellate-di-pneumatici-usati

Quanto a riciclo degli pneumatici usati l’Italia sta facendo meglio del previsto: superato il target definito per legge (67.232 tonnellate) nel periodo gennaio-aprile 2022.
Il settore è gestito da due grandi consorzi, Ecotyre e Ecopneus. Quest’ultimo è già a quota 73.750 tonnellate nei primi quattro mesi dell’anno (il mese clou è stato marzo, con oltre 20mila tonnellate).
Il Consorzio Ecotyre ha sede a Vinovo, in provincia di Torino, ma eroga servizi logistici di ritiro dei Pfu su tutto il territorio nazionale: nel 2021 sono stati raccolti oltre 44.700 tonnellate di Pfu e di questi 42mila provengono dalla rete nazionale del ricambio e 2.500 dagli autodemolitori Aci.
Proprio Ecotyre ha lanciato il progetto “Da gomma a gomma”, che consente di utilizzare la gomma triturata derivante direttamente dalle gomme giunte a fine vita, per generare una mescola utilizzabile per la produzione di altri pneumatici, come spiegato dal presidente di Ecotyre Enrico Ambrogio: “Il nostro obiettivo è quello promuovere la creazione di un nuovo pneumatico da un Pfu. Oggi uno pneumatico è fatto al 70% di gomma, al 20% di acciaio e da fibre per la rimanente parte. Se acciaio e fibre sono facili da riciclare, il discorso è diverso per la gomma. Dal granulo di gomma noi creiamo una mescola con un processo di devulcanizzazione, la facciamo tornare cruda, come quando si crea ex novo uno pneumatico. Per semplificare: come l’impasto della pizza. Noi diamo la mescola poi le varie aziende produttrici pensano a creare lo pneumatico. In questo momento trattiamo circa 50mila tonnellate l’anno. Abbiamo poi una partnership con Versalis, la società del gruppo Eni: sono stati fatti dei test su strada con i nostri pneumatici, tutto è andato bene”.
Tra i prodotti innovativi ce n’è uno in particolare, Tyrebirth, brevettato dall’Università di Firenze insieme al gruppo Caf, che permette di trasformare gli pneumatici fuori uso in nuovi prodotti da immettere sul mercato e il cui processo di elaborazione è totalmente green. “Tutto è partito da Caf e da una ricerca con l’Università di Firenze”, racconta Paolo Budroni, uno dei responsabili del progetto. “Ci basiamo sul principio della pirolisi, cioè un processo di decomposizione degli pneumatici mediante trattamento termico ottenuto con l’utilizzo delle microonde come fonte di energie: le microonde agiscono direttamente sulla struttura molecolare dello pneumatico, determinando la scissione delle molecole che lo compongono”.
Un processo che permette d evitare l’inquinamento da combustione. “Da noi non c’è combustione”, aggiunge. “Usiamo l’energia vibrazionale: portiamo a ’vibrare’ le molecole all’interno dello pneumatico finché la forza vibrazionale è più forte di quella di coesione. Lì comincia appunto una scissione, direi naturale”.

L’articolo Economia circolare: in quattro mesi l’Italia ha già raccolto 73.500 tonnellate di pneumatici usati proviene da The Map Report.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: