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Imu, la stangata nessuno escluso: ecco quanto pagherai in più all’anno, cifre da incubo

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Non si placano i tentativi di bastonare le case degli italiani. È bastato l’invio della ennesima raccomandazione da parte della Commissione europea al governo italiano, per scatenare la sinistra che torna ad invocare una revisione dei valori catastali in nome di una presunta maggiore equità. Così, per esempio, la sottosegretaria Maria Cecilia Guerra, che subito parte all’attacco utilizzando la nota europea per invocare tasse più alte su tutti quegli immobili che si sono rivalutati nel tempo. 

 

Peccato che questa operazione toccherebbe la grande maggioranza delle abitazioni, posto che i valori attuali sono quasi ovunque superiori a quelli di 30 anni fa. Ciò comporterebbe un aumento medio dell’Imu per immobile pari a 1.400 euro l’anno. Finge che l’operazione di revisione del catasto sia a costo zero per i contribuenti pure Paolo Gentiloni secondo cui «l’aggiornamento dei valori catastali non fa aumentare le tasse sulla casa». Evidentemente l’ex presidente del consiglio piddino non ha mai raffrontato i valori catastali attuali con le quotazioni di mercato raccolte dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare (Omi). Ma vediamo come stanno le cose.

La nota europea intanto, udite udite, auspica una sorta di mini flat tax. Al paragrafo 25, dopo aver infatti affermato testualmente che la tassazione sulle persone fisiche e sul lavoro è troppo alta, riscontra eccessive differenze (“sharp discontinuities”) fra le aliquote.

RIVALUTAZIONE
Auspica poi che le risorse per una riforma fiscale si trovino da una rivalutazione degli estimi catastali. E qui smentisce clamorosamente chi a sinistra ha parlato di compensazione di costi e benefici fra le varie categorie di proprietari. La raccomandazione europea dice una cosa ben diversa: “neutrale” sarebbe l’effetto della manovra sul bilancio dello Stato, non sulle tasche dei proprietari di case. Le loro perdite sarebbero talmente pesanti da riuscire a finanziare l’intera riforma fiscale. E veniamo ad un’altra bugia della sinistra. Si è detto: la Ue pretende la riforma del catasto come condizione per finanziare l’intero PNRR. Niente di più falso. 

 

Una dichiarazione di un «alto funzionario di Bruxelles», riportata dalla agenzia Adnkronos, chiarisce che «il rispetto delle raccomandazioni della Commissione europea per quanto riguarda il fisco, tra cui quelle relative all’aggiornamento dei valori catastali NON sono una precondizione per l’esborso delle risorse previste per finanziare il PNRR». Se a ciò si aggiunge che la Commissione europea non ha competenze specifiche in materia fiscale, e che dunque le raccomandazioni in materia di tributi esprimono solo un auspicio di chi le fa, condizionato da soggettive impostazioni politiche e culturali, si deve concludere che l’Europa non può essere presa come paravento per politiche redistributive del reddito, certamente illiberali, quali quelle sostenute e auspicate dalla sinistra italiana.

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