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Metodo Lefevbre, l’arma segreta del Cremlino: “Controllo riflessivo”, così stanno manipolando le nostre menti

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Fu la Polizia Postale ad accertare che la notte tra il 27 e il 28 maggio 2018 si erano attivati all’improvviso 400 profili twitter fino ad allora dormienti, per scatenare con centinaia di messaggi di insulti e richieste di impeachment del presidente Mattarella. Ma “Fabbrica di Troll” è stata definita quella Internet Research Agency con sede al numero 55 di Via Savushkina a San Pietroburgo che impiega decine di persone per immettere contenuti sui Social 24 ore su 24.

Che l’Italia ne sia uno dei bersagli preferiti, le Intelligence occidentali lo danno talmente per acquisito che ne hanno fatto un caso di studio. Al tema martedì è stato dedicato un convegno all’Istituto Sturzo: “Dezinformacija: la strategia russa di disinformazione e guerra cognitiva in Italia”, a cura dell’Istituto Gino Germani di Scienze Sociali e Studi Strategici. Tra le varie cose, si è ricordato l’«ecosistema variegato» che diffonde il punto di vista russo in Italia. Un nucleo duro rappresentato da testate come Sputnik, L’Antidiplomatico, Geopolitica, i cui temi sono poi ripresi in ambiti più ampi. Fino al caso citato di un Tg che alle 13,30 ha riportato una intervista a un “sindaco di Mariupol” senza spiegare che era quello messo dagli occupanti russi e non quello eletto dai cittadini. Si è parlato anche della particolare tv di talk-show che in Italia punta allo scontro per creare audience, e che fa del nostro l’unico Paese in Occidente in cui in questo momento si dà grande spazio in prima serata a giornalisti russi sconosciuti ma indicati dall’ambasciata, e a personaggi con scarsa qualifica sul tema ma con grossa capacità di fare spettacolo.

 

 

PUTIN SI INGANNA DA SOLO – Dal dibattito, però, è emersa anche una conclusione quasi paradossale. L’ucrainista Massimiliano Di Pasquale parlando di “Narrazioni disinformative sulla guerra in Ucraina nei media filo-russi in Italia” ha ricordato la narrazione secondo cui gli ucraini si considererebbero un solo popolo con i russi, e dunque avrebbero accolto i soldati di Putin come «liberatori», facendolo cadere Zeklensky in 48 ore. Così non è stato, l’esercito russo si è impantanato, e viene il dubbio se alla fine il Cremlino non abbia finito per cadere esso stesso nella propria disinformazione.

O sono stati i Servizi a mentire apposta a Putin perché non lo sopportano più e cercano di farlo cadere? Ufficiale Medico Psichiatra, esperto in tecniche Humint e sicurezza e autore di una relazione sul tema “Gli aspetti psicologici della guerra cognitiva russa”, Marco Cannavicci ci spiega che forse gli uomini dei Servizi «hanno fatto finta di credere, nel senso che gli è convenuto credere. Per come si sta muovendo Putin questi momenti, con tutta quella paura e senso di persecuzione, è consigliabile non dico assecondarlo ma quanto meno non contrastarlo».

 

 

 

DUE TEORIE CONTRAPPOSTE – Tutti quelli che lo hanno contrastato negli ultimi mesi sono stati eliminati, o comunque mandati via. «Chi gli sta vicino», prosegue Cannavicci, tende dunque molto ad assecondarlo in questo suo isolamento in quanto è un soggetto solo, non si fida di nessuno, non si confida con nessuno, agisce in modo individuale e personale, per cui chi gli sta vicino non lo contrasta più di tanto. Probabilmente, in questo isolamento Putin non ha una visione molto chiara di quello che è la realtà o di quello che sta succedendo».

Nel suo intervento Cannavicci ha contrapposto la Teoria dei Giochi Usa al Controllo Riflessivo russo. «La teoria dei giochi ti dà uno scenario di tutte le possibili situazioni che si possono venire a creare, per prevedere gli sviluppi. ll controllo riflessivo mira invece a determinarli gli sviluppi, secondo l’elaborazione di Vladimir Lefebvre». Come si è spiegato nell’intervento, si può fare a livello di singole persone, ma funziona ancora meglio a livello di massa, con una serie di tecniche. Distrarre la mente dell’avversario su temi non di interesse. Dare molte informazioni in contraddizione in modo da affaticare e far agire in automatico. Ripetere una falsità più volte, fino a farla percepire come vera. Alla fine l’obiettivo, è far fare all’avversario ciò che si vuole. «Provocare in lui la reazione che, conoscendo la sua psicologia, possiamo con buona probabilità anticipare che si comporterà in quel modo. Quindi quando si riscontra un punto debole, un punto di fragilità, un punto dove l’emotività del soggetto prevale sulla ragione, noi stimoliamo quel punto e otteniamo come riflesso condizionato quella risposta».

GENERARE CONFUSIONE – L’intervento di Renée DiResta, dello Stanford Internet Observatory, ha ricordato ad esempio come negli Usa la Russia ha utilizzato i social media per fomentare tensioni sociali e razziali. Ma nel convegno è stato pure ricordato che l’80% delle notizie no vax venivano dalla Russia. «La Russia ha creato un suo vaccino, e ha fatto una importante campagna sulla spedizione mandata per aiutare a vaccinare gli italiani. Ma al contempo ha diffuso notizie No Vax. L’obiettivo non era combattere i vaccini, ma creare tensioni sociali per indebolire il governo». Però si è detto anche che questo effetto sui sta riducendo… «Dopo il Covid la società italiana è molto meno sensibile a questi messaggi dei Social media, che sono stati abbandonato da molte fasce di età giovanili, passate a altre forme di comunicazione». Ma comunque quale dovrebbe essere la contromisura alla propaganda russa? «Secondo tutti gli studi la contromisura è lo scetticismo. Mettere tutto in dubbio e in discussione».

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