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Geotermia e pompe di calore per raggiungere l’autosufficienza energetica. E l’ambiente respira: 2200 tonnellate di CO2 in meno

Duemiladuecento tonnellate di anidride carbonica emessa in meno nell’aria. Un numero, relativo agli ultimi tre anni, che fotografa il “peso” della sostenibilità di Eneren, azienda del sistema HiRef, che dal 2007 sviluppa soluzioni di climatizzazione tecnologiche, affidabili, sostenibili ed ora anche di design. Precursori in Italia nel campo della geotermia, il team dell’azienda padovana sta rispondendo ora ad un aumento esponenziale di richieste per le pompe di calore e gli altri prodotti del catalogo Eneren.

«Da edifici complessi di grandi dimensioni alle case di ognuno di noi: il nostro know-how ci permette di intervenire analizzando con modelli matematici precisi le diverse situazioni progettando soluzioni ad hoc, con la capacità di individuare il prodotto migliore: un servizio che copre quindi tutta la filiera delle esigenze del cliente, dall’idea all’installazione – spiega Alberto Salmistraro, General Manager di Eneren –. Ultimamente ci troviamo di fronte ad un grande aumento di richieste: solo nel primo quadrimestre 2022 abbiamo portato a termine un numero di interventi quasi uguale a quello dell’intero 2021. Un risultato che premia in primis la nostra capacità di crescere che abbiamo avuto dal 2007, data di fondazione di Eneren, ad oggi: abbiamo saputo anticipare le domande che il mercato ci avrebbe posto. A far crescere la richiesta di pompe di calore ci sono anche altri due motivi: gli incentivi, ovvero gli ecobonus, e ora la guerra in Ucraina, con il pericolo di carenza energetica che ne consegue. Sta cambiando il punto di vista di molti: se prima la sostenibilità veniva vista come un elemento in più che poteva dare valore agli edifici, ora invece viene percepita sempre più essenziale, tanto che sempre più persone si domandano come fare per raggiungere, possibilmente, l’autosufficienza dal punto di vista energetico».

Uno dei punti di forza di Eneren è l’esperienza accumulata nel campo della geotermia: ovvero la capacità di utilizzare il calore che c’è nel sottosuolo per raffreddare o raffrescare edifici. «Utilizziamo modelli geotermici per utilizzare, dove possibile, una risorsa totalmente non inquinante, il calore della terra – ricorda Salmistraro –. Quindici anni fa la geotermia era poco conosciuta in Italia: noi siamo stati precursori nel campo e abbiamo contribuito a diffondere un know-how che prima non c’era nel Paese».

H-FARM E L’EFSA DI PARMA

Dalla terra agli edifici, quindi. Come dimostrano due impianti realizzati da Eneren. Il primo è la sede dell’EFSA (European Food Safety Authority) di Parma. Un impianto costituito da 80 sonde geotermiche da 100 metri, con utilizzo di acqua pura: la nostra competenza progettuale ci ha permesso di realizzare un impianto senza additivi chimici anticongelanti.

«La scelta di un ente europeo importante come EFSA di adottare un impianto geotermico è sintomo di consapevolezza della necessità di scegliere soluzioni green a servizio di edifici così impattanti all’interno dei territori urbani», ricorda Salmistraro.

La geotermia è al centro anche dell’impianto installato a H-Farm a Roncade (Treviso) uno dei maggiori poli di formazione e innovazione a livello europeo. Uno spazio ampio: abbiamo realizzato un impianto ad anello a servizio di tutte le sottocentrali termiche degli edifici. Grazie a questa particolare soluzione il corretto dimensionamento del campo di geoscambio è garantito dalla presenza di un unico “motore”, in grado di bilanciare il fabbisogno di energia di tutti gli edifici. Il risultato è stato l’ottenimento di efficienze energetiche estreme, ben superiori ai tradizionali impianti aerotermici o a combustibile e un notevole risparmio economico d’esercizio.

IL DESIGN IN MOSTRA A KLIMAHOUSE

Eneren sarà presente con uno stand a Klimahouse 2022, che andrà in scena dal 18 al 21 maggio, in Fiera a Bolzano. «Porteremo una pompa di calore innovativa, con un design capace di farla diventare elemento d’arredo – conclude Salmistraro –. Ci siamo concentrati su un aspetto che ancora non viene considerato, creando un prodotto che non debba essere per forza nascosto, ma che possa aumentare il valore estetico del contesto nel quale viene inserito».

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