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Ucraina: Benaglia (Fim), ‘acciaierie italiane strette fra costi e ricerca materie prime’

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Roma, 12 mag. – (Adnkronos) – “Come Fim stiamo seguendo attentamente le conseguenze sulla filiera italiana legate all’arresto della seconda più grande acciaieria d’Europa”, quella di Mariupol, conseguenze che toccano in particolare “le acciaierie friulane e venete che avevano in Ucraina un rifornimento diretto molto affidabile”. Lo sottolinea all’Adnkronos Roberto Benaglia, segretario generale di Fim Cisl ricordando come il settore “ha avuto più rischi da gestire: da una parte la ricerca di mercati alternativi, dall’altra un forte aumento dei prezzi”.

Sul primo fronte, spiega, “al momento non ci sono gravi carenze di approvvigionamento: anche se c’è voluto un po’ di tempo per trovare soluzioni alternative le acciaierie italiane si sono organizzate, anche per il rottame, che è un’altra fonte primaria di alimentazione di forni elettrici”. Ma se “i grandi produttori sono riusciti a diversificare l’approvvigionamento di rottame e al momento l’industria siderurgica del Nordest sta reggendo a questa improvvisa chiusura delle forniture tradizionali”, per il leader Fim i timori non si sono placati.

Questo scenario “ha conseguenze forti” come quelle “sui costi dell’energia che restano molto alti. Abbiamo – osserva Benaglia – addirittura imprese che oggi hanno costi di reperimento di materie prime che sono pari a quelli che ieri erano i loro costi totali”.

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