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“È stato un auto-sabotaggio”. Missili termobarici sui soldati russi: chi sono gli ammutinati

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Si fa un gran parlare di un possibile sabotaggio avvenuto negli ultimi giorni all’interno dell’esercito russo. Dei missili termobarici sarebbero stati lanciati dai russi contro le loro stesse truppe: a rivelarlo è stato l’ex giornalista ed editore ucraino, Viktor Kovalenko, che ha citato il 97º battaglione di fanteria ucraino. Ovviamente non possono essere prese come fonti del tutto attendibili, essendo comunque di parte, ma il fatto che dalla controparte russa non sia arrivata alcuna smentita è piuttosto indicativo.

 

 

Il battaglione di fanteria ha pubblicato un post sui social in cui ha irriso il Cremlino, ringraziando le truppe russe per essersi fatte del male da sole: “Esprimiamo soddisfazione per le azioni degli occupanti russi, per l’utilizzo del pesante sistema antincendio Sunsepak in direzione Zaporizhzhia contro le loro posizioni, bruciando gli occupanti della terra ucraina. Tali azioni sono percepite positivamente e ampiamente sostenuto dai militari ucraini. Inoltre il nostro 97º battaglione di fanteria continua a distruggere gli occupanti sulla terra ucraina in difesa e seguendo gli ordini della leadership. Gloria all’Ucraina!”.

 

 

Stando a quanto riportato da Kovalenko, sarebbero stati utilizzati missili termobarici TOS-1A: si tratta di armi molto potenti, che possono distruggere grandi bersagli. Inoltre circola l’ipotesi che possa essersi trattato di un sabotaggio, più che di un errore. Sul campo pare ci sia infatti una sparuta minoranza di russi che però può fare danni come questo: è composta da oppositori politici, disertori ed ex prigionieri di guerra; tutte persone che avrebbero deciso di dare una mano agli ucraini pur di andare contro il regime di Putin.

 

 

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