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“Se l’esercito russo continua così…”: Luttwak ribalta il quadro, ecco perché l’Italia è in pericolo

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A fare il punto sul conflitto in Ucraina ci pensa Edward Luttwak. Siamo a Dritto e Rovescio, su Rete 4, il regno di Paolo Del Debbio, dove il politologo dice la sua sulla situazione in atto. Luttwak rilancia una teoria a lui cara, più volte sostenuta in queste settimane: serve una sorta di plebiscito in Donbass per consegnare le regioni a Vladimir Putin e farla finita con questa guerra.

 

“I fatti sono che il negoziato continua e la proposta vincente è che ci saranno plebisciti nelle due oblast sotto controllo internazionale, neutro, come ci furono dopo il trattato di Versailles in sei-sette posti in Europa”, premette. I due oblast sono le regioni di Donetsk e Lugansk, ossia il Donbass. “Serve la certificazione di chi è eleggibile. Con questi plebisciti, Putin può dire ai russi che lui ha vinto il diritto di espressione della popolazione, questo dovrebbe essere sufficiente per lui a giustificare l’uscita dalla guerra”, rimarca il politologo.

 

 

Dunque Luttwak sposta i riflettori su un altro aspetto, su un altro problema di questa guerra, soprattutto in prospettiva: “Adesso il problema di tutta Europa e Italia è che se l’esercito russo continua a riprendersi in termini di qualità, con cambi di generali uccisi al fronte e le truppe che progrediscono, vuol dire che le armi che si mandano in Ucraina non saranno più sufficienti”, conclude profetico. Il tempo, insomma, al contrario di quel che si dice gioca a favore di Mosca?
 

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