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Gli interessi economici dietro la farsa del nuovo obbligo: mascherine, l’affondo di Alessandro Sallusti

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Ordini e contrordini: giù le mascherine, su le mascherine ma solo per i dipendenti di aziende ed esercizi privati come ha stabilito ieri il governo. A me sembrano tutti matti e a questo punto è davvero difficile distinguere tra scienza e politica. Funziona così: io commessa di un negozio devo stare con la mascherina ma se entro nello stesso da cliente posso farne a meno; se sono impiegato per le sei ore di lavoro devo proteggermi la bocca ma per le restanti 18 no, qualsiasi cosa faccia. Apparentemente non c’è logica, a maggior ragione se pensiamo che tale nuovo obbligo, se abbiamo capito bene, non vale per i dipendenti pubblici che potranno lavorare a volto scoperto non si capisce in nome di quale misteriosa maggiore immunità. 

 

E dire che gli italiani, ancora una volta, stanno dimostrando maggior buon senso di chi li governa e da quando – il primo di maggio – è caduto l’obbligo alzano e abbassano la mascherina a seconda della comune percezione di pericolo, della loro situazione clinica e psicologica. Cioè usano la protezione non più in base a un generico concetto di sicurezza, peraltro oggi inutile a detta di numerosi esperti, bensì a un più pragmatico e legittimo senso, o necessità, di sicurezza personale. Sappiamo che diverse associazioni di categoria sia sindacali che imprenditoriali hanno spinto per reintrodurre l’obbligo e che il governo li ha accontentati. 

 

Sospettiamo che il motivo non sia sanitario ma abbia a che fare con la necessità di tutelarsi rispetto a possibili vertenze legali ed economiche che lavoratori eventualmente infettati potrebbero avanzare nei loro confronti. Un rischio reale figlio dell’ambiguità del decreto di fine aprile che aveva messo sì fine alle misure emergenziali ma lasciato alle aziende la libertà di fare o non fare alcune cose – tipo appunto l’obbligo di mascherina per i dipendenti – con le famose “raccomandazioni” perché non si sa mai cosa può succedere. Il governo non ha avuto il coraggio di dire basta e prendersi una responsabilità in tal senso, pensava di sfangarla “raccomandando” tutele. 

Come dire: cari imprenditori, vedetevela un po’ voi. E siccome nessuno è fesso, tantomeno gli imprenditori, ecco la marcia indietro. Ancora una volta la soluzione viene alla fine scaricata sui lavoratori: tenetevi ‘sta mascherina e qualsiasi cosa vi accadrà la colpa sarà solo vostra. In fondo, nulla di nuovo per questo Paese.

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