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Perché Israele è diventato un rifugio sicuro per gli oligarchi russi

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Molti miliardari nati in Russia hanno anche la cittadinanza di un altro Paese, e quella israeliana è tra le più comuni. La probabile repressione/serrata sui programmi per ottenere il passaporto di uno stato membro dell’Ue (i cosiddetti “passaporti d’oro”) renderà il Paese una meta ancora più ambita dai super ricchi in fuga.

Igor Bukhman e suo fratello Dmitri sono nati e cresciuti a Vologda, in Russia. Lì hanno costruito le fondamenta della loro azienda, Playrix, uno sviluppatore di giochi per dispositivi mobili che è diventato uno dei più grandi al mondo e ha permesso ai due di accumulare patrimoni per 16,2 miliardi di dollari complessivi. Una decina d’anni fa, quando la guerra in Ucraina era solo una remota possibilità, i fratelli iniziarono a sentirsi poco sicuri nel loro stesso paese. Un brutto incontro con la polizia, in merito ad alcuni terreni che erano stati indotti a comprare con l’inganno, li fece preoccupare parecchio. Di lì a poco, decisero di andarsene.

I Bukhman, per loro fortuna, avevano un facile percorso di uscita. Per via della loro discendenza ebraica, i fratelli potevano infatti chiedere la cittadinanza israeliana attraverso la Legge del Ritorno. “Ottenerla è abbastanza semplice, se riesci a dimostrare le tue radici ebraiche”, ha spiegato Igor Bukhman, apparso di recente sulla copertina di Forbes per i problemi che gli sono derivati dalla presenza contemporanea di Playrix in Russia e Ucraina durante la guerra. “Dato che entrambi i miei genitori sono ebrei, nel mio caso è stato molto facile”. I fratelli hanno fatto le valigie e si sono trasferiti in Israele nel 2016, prima di sopostarsi a Londra nel 2020.

Come Bukhman, altri miliardari nati in Russia hanno approfittato della Legge del Ritorno, altrimenti nota come Aliyah, che concede l’ingresso automatico e i passaporti a chiunque sia ebreo o possa dimostrare di avere almeno un nonno ebreo. Secondo il suo portavoce, Leonid Solovyev, Yuri Milner, che ha accumulato circa 7,3 miliardi di dollari grazie a investimenti tempestivi (tra l’altro ha investito in Facebook e Twitter agli esordi), ha ottenuto la cittadinanza in questo modo nel 1999. Nato da un padre ucraino e madre russa, entrambi ebrei, Milner ha voluto il passaporto soprattutto per la sua “discendenza ebraica e per un forte legame personale con la cultura ebraica”, afferma Solovyev. Il miliardario si è trasferito nel 2005 con la sua famiglia in Israele, dove sono nate le sue prime due figlie. Milner ora vive nella zona della Baia di San Francisco.

Secondo le indagini di Forbes, più del 40% dei 111 miliardari nati in Russia ha almeno un altro passaporto (il 6% ne ha altri due o più). Quasi la metà dei 35 miliardari russi sanzionati ha una doppia cittadinanza. 15 hanno la cittadinanza di Cipro grazie al programma, oramai interrotto, di cittadinanza in cambio di investimenti (almeno due milioni di euro), anche detto sistema dei “passaporto d’oro”. Quello israeliano, con 11, è il secondo passaporto più comune e precede quelli del Regno Unito (cinque) e di Malta (tre).

La guerra in Ucraina ha gettato una luce diversa sul programma israeliano. Tre dei più importanti oligarchi russi sono infatti cittadini israeliani: i cofondatori di Alfa Bank, Mikhail Fridman e German Khan, e Roman Abramovich, proprietario del Chelsea, che è il più conosciuto dei tre. Abramovich ha fatto fortuna grazie a una grossa quota nel gigante petrolifero Sibneft, che ha poi venduto nel 2005 a Gazprom, compagnia di proprietà dello stato russo, per 13,1 miliardi di dollari. Abramovich, a cui è stato concesso un passaporto israeliano nel 2018, è stato avvistato in una sala vip nell’aeroporto internazionale di Israele a marzo, dopo essere stato sanzionato dal governo del Regno Unito (oltre che da Ue, Canada, Australia e Svizzera). Israele è rimasto in gran parte neutrale nel conflitto, anche se sta ospitando migliaia di rifugiati ucraini.

Non sono solo i miliardari a guardare a Israele. Il Paese sembra attrarre infatti una vasta gamma dei cittadini più ricchi della Russia. L’avvocato israeliano Eli Gervits, specializzato nella Legge del Ritorno, ha detto a Forbes che gli affari del suo studio legale sono cresciuti di 25 volte rispetto a prima della guerra. L’impennata, osserva, è ancora maggiore di quella registrata dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia. “Quasi tutti coloro che si avvicinano a noi non sono ucraini”, afferma. “E non sono neanche solo russi. Sono moscoviti”.

“Credo che nei prossimi due anni [i russi] vivranno un momento davvero difficile negli affari”, conferma David Angel, che gestisce uno studio legale con sede a Tel Aviv, che aiuta persone di tutto il mondo a immigrare in Israele. “Naturalmente gli ebrei vorranno arrivare in Israele e si troveranno in una posizione più facile per affrontarlo”. Angel dice che il suo numero di clienti è salito del 500% dall’inizio della guerra.

Una persona che sembra in cerca questo passaporto è Mikhail Prokhorov, il magnate delle miniere di nichel che fino al 2019 possedeva la squadra Nba dei Brooklyn Nets. Secondo Ynet, Prokhorov è arrivato in Israele all’inizio di questo mese su un jet privato e ha presentato i documenti per ottenere la cittadinanza attraverso la Legge del Ritorno. Prokhorov e il governo israeliano non hanno risposto alle molteplici richieste di commento di Forbes. (Prokhorov non è nella lista degli oligarchi sanzionati).

La cittadinanza israeliana è diventata più attraente anche perché di recente è diventato molto più difficile ottenerne altre. Per anni i più ricchi e quelli con le migliori amicizie hanno potuto acquistare cittadinanze di paesi Ue attraverso i cosiddetti regimi dei “passaporti d’oro”, che hanno conferito la cittadinanza a chiunque fosse disposto a investire una certa somma. Dall’inizio della guerra, almeno tre stati hanno interrotto questi programmi, tra le crescenti pressioni della Commissione europea. Il parlamento bulgaro ha votato a favore di modifiche legislative per porre fine al programma, che richiedeva un investimento di almeno 500mila euro. Malta ha messo in pausa il suo programma (750mila euro di investimento minimo) per russi e bielorussi e, secondo quanto riferito dalla stampa del Paese, sta considerando di porvi fine del tutto. Cipro ha revocato i passaporti a otto oligarchi e a tutti i loro familiari.

A differenza di altri passaporti, il cui rilascio può richiedere anni, in genere ci vogliono solo poche settimane o mesi per la cittadinanza israeliana, anche se Gervits dice che questa tempistica si è allungata con la guerra. Una volta che una persona ha dimostrato la propria discendenza ebraica al ministero degli Affari interni israeliano, ottiene subito un visto. Il passaporto può essere ritirato non appena la persona è in grado di arrivare in Israele (e per questo aiuta avere un jet privato). In particolare, il Paese non respingerà le richieste per motivi politici. L’ingresso in Israele attraverso la Legge del Ritorno può essere negato solo a chi ha precedenti penali, una malattia contagiosa o precedenti di terrorismo.

“Nessun paragrafo della Legge del Ritorno può impedire agli oligarchi ebrei di ottenere la cittadinanza israeliana,” dice Gervits, sottolineando come la legge sia stata creata più di 70 anni fa, all’indomani dell’Olocausto. “Nessuno pensava allora agli oligarchi o alla guerra tra Russia e Ucraina”.

A parte il passaporto, la cittadinanza israeliana ha altri vantaggi per i miliardari. I nuovi immigrati in Israele ricevono infatti un’esenzione di dieci anni dalla dichiarazione dei redditi e dal pagamento delle tasse sui redditi realizzati all’estero. Inoltre, il Paese non ha una legge sulle sanzioni, il che significa che non sono in atto procedure legali specifiche per attuare le sanzioni applicate da altri. Tuttavia, i leader israeliani hanno sottolineato che il paese non potrà essere utilizzato come un rifugio per sfuggire alle sanzioni e ha una task force dedicata ad “affrontare le ripercussioni” delle sanzioni. “La cittadinanza israeliana non è un modo per sfuggire alle sanzioni, nemmeno lontanamente”, afferma Gervits.

Altri paesi, come Spagna e Austria, prevedono percorsi simili per le persone di discendenza ebraica. La legge portoghese del 2015, che dà ai discendenti di ebrei sefarditi espulsi dalla penisola iberica alla fine del XV secolo il diritto di rivendicare la cittadinanza, è finita di recente sotto i riflettori. È così che, nell’aprile 2021, Abramovich ha aggiunto un passaporto Ue alla sua collezione. Tuttavia sono sorte domande sui legami di Abramovich con i sefarditi (Abramovich è un cognome comune tra gli ashkenaziti, ma non tra i sefarditi), che hanno scatenato ripercussioni interne al Portogallo, tra cui un’indagine del governo sulla sua domanda, l’arresto del rabbino che ha facilitato la naturalizzazione di Abramovich e un cambiamento della legge in base alla quale il miliardario ha ottenuto la cittadinanza. La città di Porto, dove il rabbino di Abramovich guidava la comunità ebraica, ha dichiarato che non collaborerà più con lo stato portoghese per certificare le richieste.

“Roman Abramovich ha completamente rovinato la nostra attività”, afferma Michael Decker, partner e specialista di diritto dell’immigrazione israeliano di Decker Pex Ofir & Co. “A causa sua abbiamo perso tutti i nostri affari con il Portogallo. E a causa di Abramovich e di altri le autorità israeliane sono sul chi vive e stanno cercando di rendere più difficile ottenere la cittadinanza”.

Decker sostiene che Israele sta facendo ora pressione sui richiedenti perché forniscano la prova che vivranno davvero nel paese. Secondo lo stesso Decker, però, questa richiesta è “una pistola caricata a salve”, in quanto l’intenzione è quasi impossibile da dimostrare.

Molti si oppongono alla regole che permettono ai miliardari russi di fuggire in paesi come Israele. Pur riconoscendo che ci sono “motivi legittimi per voler avere un secondo passaporto”, Eka Rostomashavili, membro dell’agenzia anti-corruzione Transparency International, sostiene che alcuni dei miliardari sanzionati per i loro collegamenti con il Cremlino “hanno passaporti Ue perché probabilmente non vogliono vivere nel caos che hanno contribuito a creare”.

Anche se gli oligarchi russi subiscono una pressione maggiore, dice Decker, non c’è alcun rischio concreto che vengano esclusi da Israele. Il governo locale potrebbe prendere misure per rendere più difficile ottenere il passaporto, come porre maggiore enfasi su un requisito di residenza, ma non arriverà a respingere le persone per i loro legami politici o la provenienza. “Al contrario. Se vi trovate in una crisi politica, sappiate che Israele dovrebbe essere un rifugio sicuro per gli ebrei di tutto il mondo”, dice Decker. “Sarebbe incostituzionale per Israele non salvare un rifugiato ebreo. Per noi è un obbligo”.

L’articolo Perché Israele è diventato un rifugio sicuro per gli oligarchi russi è tratto da Forbes Italia.

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