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Drogata e umiliata? Ma ha inchiodato Alberto Genovese: la rivelazione sulla modella, quella notte a Milano…

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Di seguito, alcuni stralci di un capitolo di “I predatori (tra noi) – Soldi, droga, stupri: la deriva barbarica degli italiani”, il nuovo libro di Gianluigi Nuzzi, edito da Rizzoli. Nei brani riportati, la storia di Alberto Genovese, l’imprenditore accusato di violenze sessuali alcune delle quali perpetrate nella sua abitazione milanese ribattezzata “Terrazza sentimento”, e Ludovica, una giovane modella che è finita a far parte del suo giro caratterizzato da sesso estremo e droga. (…)

Genovese era rimasto incantato dalla luminosa bellezza della studentessa, con campagne pubblicitarie e spot per importanti marchi della moda già all’attivo. Da maggio a ottobre del 2017 aveva teso la sua ragnatela, studiato la personalità, individuato la fragilità centrale: Ludovica è a Milano, giovane e sola, cerca punti di riferimento, e un uomo più grande, con illimitate disponibilità finanziarie può far breccia. Così Genovese la introduce nel suo mondo di eccessi, cene stellate, abiti di lusso, feste lunghe ventiquattr’ ore, le dà progressiva importanza, la fa sentire preziosa, la coinvolge in viaggi uno più affascinante dell’altro, tra Stati Uniti, Grecia e Ibiza. La ragazza pensa sia amore e i due si fidanzano. (…)

 

 

Ludovica entra così nel mondo di Terrazza Sentimento, con Genovese che la inizia alle sue parafilie, ai rapporti di gruppo e violenti, e lei non si sottrae: «Ho ancora i lividi sul culetto… comunque sogni d’oro», e ancora: «Amore da quando facciamo gli afterelli sono diventata immune al dolore, la depilazione è una piccola tortura cinese». Partecipa con piacere ai rapporti con Alberto e un’altra ragazza, soprannominata «la Bionda», appena più grande, classe 1995. (…) In apparenza, Alberto e Ludovica sono una coppia ricca e dannata. Lei è sua complice nel sesso, nella mondanità e nella droga. Li ritroviamo a Los Angeles nell’estate del 2018, quando Genovese mette in contatto Ludovica con il pusher «Bag Man Pizza» e lei, tutta soddisfatta, dopo gli acquisti scrive all’amato di aver preso «13 coc e 42 md», dove probabilmente intende 13 grammi di cocaina e 42 pastiglie di MDMA, ovvero di ecstasy. (…) In parallelo, proprio in quei giorni, Genovese inizia la storia con Sarah Borruso, che potrebbe scalzare Ludovica dal ruolo di fidanzata ufficiale. In realtà, Genovese sta costruendo un autentico harem, un alveare con tante api ma nessuna regina, un cerchio magico.

Le contendenti entrano in competizione, tra gelosie, rancori, tensioni e dispetti, alimentando così la parte narcisa del predatore. Al di là dei frequenti rapporti occasionali con ragazze che entrano ed escono da quello che Genovese chiama il «circo», l’arrivo di Sarah condiziona il rapporto con Ludovica, che sembra logorarsi. A marzo del 2019 arriva la prima violenza, una brutalità che sconvolge: Durante un rapporto sessuale ha avuto uno scatto d’ira perché io gli continuavo a ripetere che non avevo nessuna relazione con qualcuno e che doveva fidarsi perché lo amavo. Alberto ha iniziato a darmi dei pugni sulla schiena tanto da lasciarmi dei lividi… in lacrime gli ho urlato di smetterla e che me ne sarei andata via di casa… lui poi ha smesso, si è avvicinato a me, dandomi dei baci per calmarmi. (…) Ludovica è comunque collocata nel cerchio magico dell’ecosistema di re Alberto, l’esclusivo gruppo di donne alle quali erano garantiti incredibili benefit. Vacanze su misura, spesate in tutto, viaggi esclusivi con jet privati per raggiungere mete da sogno: Baleari, l’isola di Mykonos in Grecia, i festival psichedelici nel deserto del Nevada, la movida di Los Angeles, New York, Londra, Parigi, Tulum, Istanbul, Capri e la Costa Smeralda. Per i soggiorni Genovese sceglieva solo dimore incantate con piscina, spesso altri edifici vicini per gli ospiti, meglio se in località isolate, in modo da non suscitare, durante i party a base di musica techno, alcol e droga, le ire dei vicini infastiditi e magari qualche controllo. (…)

 

 

 

Ogni beneficiata aveva anche a disposizione una carta di credito. Infatti sui conti correnti Fineco e Crédit Agricole di Genovese venivano addebitati i resoconti di una dozzina tra American Express, Fineco e Visa: dalle quattro gold (in uso a lui stesso, alla cugina, all’autista e alla solerte e fida segretaria) ad alcune prepagate, come quelle perla domestica Sandra e appunto Ludovica, fino alla carta a uso personale per Sarah Borruso con 5000 euro di plafond mensile. Alle donne arrivavano anche bonifici bancari. (…) La sorprendente scoperta di fine aprile dell’ammanco. Ludovica l’ha tradito. Ha speso non 130.000 euro come all’inizio l’accusava Genovese, ma comunque 93.000 euro in vestiti e scarpe di marca senza dire niente a nessuno.
(…) Nessuno aveva mai avuto l’ardire di prendere più di quanto offerto, di saccheggiare i conti del predatore.

 

 

Alberto si confida con Sarah, che reagisce male, è livida di rabbia. Un paio di settimane dopo Genovese – secondo la ricostruzione degli inquirenti – raggiunge Ludovica a casa sua, le chiede di scendere e la porta nel proprio appartamento. Quindi inizia a offrirle droga, tanto che poco dopo la giovane studentessa sarà già «messa male», stando alla valutazione che proprio Genovese comunica a Sarah che si informa dello stato di salute della ragazza. (…) È tardo pomeriggio, sono le 18.28, Genovese è nudo e osserva senza piacere il corpo magrissimo, abbandonato, della ragazza che quasi non si muove. Ma almeno sente, percepisce qualcosa? Chissà. Il predatore vuole iniziare il suo rito sadomaso. (…) Deve insistere con la complice delle sue ossessioni, Sarah. Deve coinvolgerla per forza. Lei è vicina, a poche decine di metri, nell’attico con l’insegna «Sentimento» sempre accesa. Con la mano si allunga sino al telefonino, apre WhatsApp, rivolge aSarah parole suadenti: «Allora vieni, hai fatto la righina? Porta le manette. Dai vieni…». Sarah tentenna, non vuole raggiungerlo ma nemmeno desidera che Alberto allenti la presa sulla giovane (…) «Se vengo sono libera di decidere se andarmene?… Cosa devo portare?». Ancora una volta, il predatore ha centrato l’obiettivo. Voleva Sarah e lei ha ceduto. Certo, ha sempre voluto che Sarah facesse sesso a tre, ma stavolta è diverso, perché prendersi Ludovica insieme rappresenta una vittoria doppia: la rivalsa per quelle spese pazze, ma anche una vittoria su Sarah, indotta a un triangolo con un’ex fidanzata come Ludovica. (…) Ottenuto l’assenso, Genovese, compiaciuto, sospira: «… ma resterai… [ricorda le, NdA] manette» e Sarah: «Ok ma come è messa lei ora?». E lui: «Male ma voglio le manette, dai…». Sarah ci pensa un attimo e le prende. (…) Quanto accade trai tre non è dato sapere, ma di certo conosciamo le reazioni di Ludovica e di Genovese. (…) Il racconto di Ludovica, però, è molto diverso. È stato un trauma. Ha paura. (…) Qualche giorno dopo, quando l’imprenditore, con i soliti toni manipolatori e melliflui, torna alla carica e ripropone un altro incontro a tre, Ludovica lo respinge:

GENOVESE: Cosa posso fare per convincerti? A parte prometterti solo coccole. L’altra volta ci è un po’ scappata la mano…
LUDOVICA: Ecco appunto…
io sono rimasta traumatizzata e ho paura.
GENOVESE: Zero parole, Ludo. A te voglio bene. Poi a letto mi piaci tanto ma ti voglio bene.
LUDOVICA: Magari mi vuoi bene ma non sono un tuo oggetto da prendere e trattare come tale. Ed essere umiliata da TE e LEI. In quel modo.
Genovese a questo punto si fa suadente: GENOVESE: Avevo voglia di coccole.
LUDOVICA: No Albhai davvero esagerato.
GENOVESE: Nessuna umiliazione, Ludo. Mi era scappata la mano per i casini che avevi fatto… siamo pari.
LUDOVICA: Sì vero siamo pari.
GENOVESE: Ma hai fatto fuori 113k. Siamo pari.
LUDOVICA: Mi dispiace Alberto. È vero siamo pari.
GENOVESE: Non devi dispiacerti, ho goduto da 113k… godo come una bestia a legarti.

 

(…) Alla fine, risale sulla giostra di Genovese, questa volta in Puglia, sul Gargano, dove l’imprenditore la raggiunge quando la studentessa è lì in vacanza con la sua famiglia. (…
) Mi ha cercato dicendomi che si era lasciato definitivamente da Sarah, a questo punto mi raggiunse in Puglia dove ero coni miei genitori. Abbiamo trascorso l’ultima sera della mia vacanza poi mi ha preso a schiaffi durante il sesso… solo per non essersi sentito soddisfatto sessualmente da me… mi stava riempiendo di schiaffi e pugni in testa, ho avuto timore per la mia incolumità… un occhio nero… ho iniziato a piangere implorandolo di smetterla. Sono scappata in bagno, verso le 7 il driver mi ha portato all’aeroporto a Bari per prendere un volo per Venezia… (…) Ma al predatore la sofferenza delle vittime sembra non interessare. Genovese cerca con Ludovica le pratiche più estreme, l’umiliazione più profonda. Le infila oggetti come bottigliette di Coca-Cola negli orifizi non per una comune ricerca del piacere ma per il disprezzo che nutre verso questa ragazza. (…) Ludovica non se la sente di denunciare il predatore. Lo teme, ma con quel volto tumefatto non può certo sfilare in passerella. A questo punto-siamo ormai a fine agosto del2020-chiede soldi a Genovese: «Ciao Alberto visto che hai detto che mi avresti dato una mano… io sono impresentabile per andare in agenzia e per i lavori che ho dovuto cancellare… Ti chiedo per favore semi dai una mano economicamente sia per pagare l’affitto che l’università». Genovese non indugia e chiede alla segretaria di effettuare un bonifico di 2000 euro a favore della ragazza. Non era più la fidanzata, e avrebbe potuto costituire un pericolo visto che Genovese temeva che potesse denunciarlo, tanto da fare continuamente leva psicologica sull’utilizzo smodato della sua American Express per intimorire la giovane.

Così partono altri bonifici. Il 21 settembre ne dispone uno di 3000 euro: «Alberto finita la nostra relazione mi aveva promesso che per un annomi avrebbe aiutato economicamente con dei bonifici. Dal marzo 2019 ho ricevuto quattro bonifici da 2000 euro ciascuno per i pagamenti dell’università come mi aveva promesso. Quando ho ricevuto i 3000 euro non ho chiesto spiegazioni, giustificando questo suo bonifico come un mezzo per farsi perdonare a seguito dell’aggressione dell’agosto 2020». Ma il più cospicuo, da 5000 euro, verrà accreditato il 19 ottobre, quindi dopo la notte di violenze subita da Francesca, la prima a denunciare l’imprenditore. (…) Tutto ormai precipita: dopo la denuncia di Francesca, Genovese viene arrestato con le accuse di violenza sessuale, sequestro di persona, lesioni e spaccio di droga. Lo scandalo esplode. Ludovica è sconvolta e rimane attonita quando riceve una telefonata dalla mamma del predatore, che le chiede di testimoniare il fatto che «Alberto è una persona sana eche solo a seguito di uso di sostanza stupefacente manifesta un comportamento aggressivo. Ho così informato la madre di Alberto che non ero disposta a testimoniare come stava chiedendo». 

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