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Lancet: “Ecco quali Paesi sono responsabili del cambiamento climatico”

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Stati Uniti, Europa e Australia. Sono i principali responsabili del danno ecologico e dei cambiamenti climatici. Lo dice una vasta analisi internazionale pubblicata da Lancet Planetary Health, che prende in considerazione l’impronta ecologica di 160 Paesi nel corso degli ultimi 50 anni. È la prima volta che si procede così a ritroso per individuare con precisione le responsabilità di ciascuna delle nazioni esaminate. Lo studio è di un gruppo di economisti ambientali di Oxford, Leeds e della London School of Economics, ed ha stimato quante materie prime servirebbero a ogni nazione per soddisfarne i bisogni e quante invece sono state e sono realmente consumate. Se gli Stati Uniti eccedono del 27% nell’uso di risorse, l’Europa arriva subito dietro, capace di “sfruttarne” il 25% in più di quanto le spetterebbe, contro il 22 di Australia, Canada, Giappone e Arabia Saudita. Inteso come una entità a sé, fatta dai Paesi più poveri, il Sud del mondo ne sottrae comunque un 8% oltre il necessario. Ma quali sono queste materie prime e come funziona il nostro debito? In generale, nel mondo, negli ultimi 50 anni abbiamo estratto quasi 2,5 trilioni di tonnellate di materie prime naturali, ovvero 1,1 trilioni in più di quanto la Terra non sia in grado di rigenerare. Gli Stati più ricchi – appunto Stati Uniti, Europa e Australia, ma anche Canada, Giappone e Arabia Saudita, che rappresentano solo il 16% della popolazione globale – sono responsabili di oltre il 74% di questa estrazione irrazionale di risorse. Cosa facciamo se – legittimamente – altri Paesi seguiranno il nostro esempio? Il nostro “debito ecologico” è chiarito anche dall’Earth Overshoot Day, il giorno in cui finiamo le risorse che avremmo avuto a disposizione se calcolassimo (e lo facciamo, ma inutilmente) il tempo che poi serve al nostro Pianeta per rigenerarle. Estraiamo 90 miliardi di tonnellate di risorse, denuncia anche il National Footprint and Biocapacity Accounts 2022, ma ora, precisa Lancet, sappiamo esattamente di chi è la colpa. “I Paesi ad alto reddito dovrebbero tagliare in questo preciso istante del 70% il loro consumo di risorse rispetto ai livelli attuali per raggiungere un regime appena accettabile di sostenibilità per il pianeta”, arriva a commentare Jason Hickel, autore principale e ricercatore all’International Inequalities Institute della London School of Economics, tra i relatori dello studio. “I Paesi industrializzati dovrebbero smettere di concentrarsi sulla crescita del Prodotto interno lordo e riorganizzare le proprie economie al servizio del benessere del cittadino, cercando di ridurre le disuguaglianze”. Del resto, ormai una quota crescente di economisti non considerano il Pil lo strumento adatto a descrivere le reali condizioni socioeconomiche dei cittadini.

L’articolo Lancet: “Ecco quali Paesi sono responsabili del cambiamento climatico” proviene da The Map Report.

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