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Negli oceani si rischia un’estinzione di massa senza precedenti. Ma possiamo ancora evitarla

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In un primo momento, gli scienziati che lavoravano a uno studio sul rischio di estinzione delle specie marine, pensavano a un titolo semplice e conciso: “Marine Extinction Risk From Climate Warming” (Rischio di estinzione marina riscaldamento climatico).
Tuttavia, con l’avanzare delle ricerche, hanno scoperto che il destino a cui andranno incontro le specie marine che vivono nell’oceano, nei prossimi tre secoli, si trova davanti a un bivio: se le emissioni di gas serra non verranno ridotte, gli oceani saranno il teatro di una estinzione di massa senza precedenti; se, invece, riusciremo ad invertire la rotta e ridurre le emissioni, riusciremo a salvarle (non tutte, ma una grande percentuale).
Davanti a tali risultati, i ricercatori hanno quindi deciso di cambiare il titolo del loro studio: “Stavamo per inviarlo e ho pensato: Accidenti, sembra che il titolo metta in evidenza solo lo scenario negativo”, ha raccontato Curtis Deutsch, professore di geoscienze all’Università di Princeton che studia come il cambiamento climatico influenzi il oceano. “Non il lato positivo.”
Hanno così aggiunto la parola “Avoiding” all’inizio del titolo : “Avoiding ocean mass extinction from climate warming”, per sottolineare che una concreta possibilità per salvare gli oceani esiste ancora.
Lo studio, pubblicato su Science, rivela che nel caso peggiore, “con l’accelerazione delle emissioni di gas serra, le perdite di specie dovute al solo riscaldamento e all’impoverimento dell’ossigeno … culmineranno in un’estinzione di massa che rivaleggia con quelle del passato della Terra”, scrivono gli autori.
Il caso peggiore è quello che prevede un riscaldamento globale di 4°C alla fine di questo secolo, lo scenario C7 presentato nell’ultimo rapporto IPCC (AR6 WG3), che è ritenuto compatibile con la traiettoria su cui ci troviamo oggi (entro il 2100 non si raggiunge la neutralità di carbonio e il picco di CO2 arriva solo nel 2080-2095). Improbabile, ma non impossibile. Se si realizza, avverte lo studio, gli oceani vanno incontro a un evento catastrofico paragonabile alla 3° estinzione di massa, avvenuta 250 milioni di anni fa, durante la quale scomparì il 96% delle forme di vita.
L’aspetto interessante che emerge è che gli effetti attesi cambiano molto a seconda dei diversi scenari emissivi: se con 4°C si va inesorabilmente incontro a un’estinzione di massa, con un riscaldamento globale nei limiti dell’Accordo di Parigi (2°C), sarebbero a rischio circa il 4% delle specie marine viventi oggi.
In ogni caso, però, le specie più a rischio estinzione sono le specie polari perché, semplicemente, non avrebbero altro posto dove andare per trovare un habitat vivibile (né avrebbero il tempo di adattarsi).
Per questo, gli autori insistono sulla necessità di agire concretamente contro il climate change, Certo, non si possono limitare tutti gli effetti della sesta estinzione di massa ormai in corso, ma “invertire le tendenze delle emissioni di gas serra diminuirebbe i rischi di estinzione di oltre il 70%, preservando la biodiversità marina accumulata negli ultimi circa 50 milioni di anni di storia evolutiva”, concludono gli autori.

L’articolo Negli oceani si rischia un’estinzione di massa senza precedenti. Ma possiamo ancora evitarla proviene da The Map Report.

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