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Giornata mondiale delle vittime dell’amianto. ONA: 7000 morti nel 2021

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In occasione della giornata mondiale delle vittime dell’amianto che ricorre oggi, 28 aprile, Legambiente ha pubblicato un’inchiesta dedicata, per ricordare che a 30 anni dalla legge 257/1992 che l’ha messo al bando, in Italia si continua a morire di amianto.
A confermarlo è il Rapporto del registro nazionale dei mesoteliomi (Renam), arrivato il 14 febbraio scorso, che prendendo in esame oltre 31.572 casi di mesotelioma maligno diagnosticati tra il 1993 e il 2018, rileva che, nell’80% dei casi, la malattia è dovuta proprio all’esposizione alle fibre d’amianto.

Nonostante i primi segnali di riduzione del ritmo di crescita della neoplasia, vale a dire la crescita incontrollata di cellule anomale nei soggetti interessati, la media annua dei casi diagnosticati resta infatti alta, fra i 1.500 e i 1.800. Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia-Romagna sono le regioni più colpite, concentrando da sole oltre il 56% dei casi.
“La cifra di 4.400 vittime all’anno per malattie provocate dall’amianto in Italia, di cui 1.600 per mesotelioma pleurico, rappresenta una tragedia silenziosa e immane che va affrontata subito con interventi adeguati alla cura e la prevenzione e con un’azione massiccia per lo smaltimento delle ingenti quantità di amianto presenti tutt’ora a livello nazionale”, ha dichiarato Fulvio Aurora del Coordinamento Nazionale Associazioni Amianto (CNAa). Ma non solo in Italia. La Giornata mondiale delle vittime dell’amianto 2022 serve a ricordare che in tutto il pianeta si stima muoiano ancora oggi più di 107mila persone l’anno.
Nonostante queste evidenze, ovunque in Italia il processo di bonifica va a rilento, sia per l’edilizia privata che per quella pubblica, così come nei grandi siti industriali.
Per questo, Legambiente coglie l’occasione per parlare della necessità di agire nella lotta contro la fibra killer, l’amianto, definito “il grande escluso del Pnrr”, che rappresenta un’occasione mancata per mettere davvero al centro la salute dei cittadini. “L’argomento amianto non sembra essere una priorità per il governo, che nel Pnrr trova accenno solo in riferimento agli investimenti nel parco agrisolare, bruciando ogni chance di destinare preziose risorse nella sua lotta e sancire così il primato della salute dei cittadini e della difesa dell’ambiente”, denuncia Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente. “Dopo trent’anni non è chiaro anche chi si debba occupare di amianto in Italia, essendo le competenze suddivise tra uffici che si occupano di sanità, rifiuti, ambiente o bonifiche e che non permettono una visione d’insieme del problema”, conclude Minutolo.
L’Osservatorio nazionale amianto. ONA, ricorda che le vittime dell’amianto nel 2021 sono state 7.000, di cui circa 2.000 per mesotelioma, quasi 4.000 per tumore del polmone da amianto, e poi tutte le altre malattie asbesto correlate. Come Legambiente, anche l’osservatorio pone l’accento sulla necessità di utilizzare il Pnrr per l’emergenza amianto e insiste affinché si disponga della bonifica dei siti, utilizzando i fondi del PNRR, non solo per i cosiddetti siti orfani, ma anche perché si attivi per quel programma di leva fiscale, ovvero di incentivazione fiscale, con credito di imposta, per le bonifiche. Così per i privati come per gli imprenditori.
Inoltre, l’ONA, come auspicato anche nell’incontro istituzionale avvenuto a marzo con il Sottosegretario Andrea Costa, insiste perché si dia corso anche alla bonifica degli acquedotti, molti dei quali realizzati prima dell’entrata in vigore del divieto di utilizzo di amianto.

L’articolo Giornata mondiale delle vittime dell’amianto. ONA: 7000 morti nel 2021 proviene da The Map Report.

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