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Putin “furioso coi suoi: comanda lui le truppe”. Ma i generali si ribellano: qui può crollare tutto…

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«Putin ha preso il controllo diretto della gestione del conflitto, delegando quella della Russia al primo ministro». Fonte della informazione è Mujtaba Rahman: a onta del nome da islamico del Subcontinente Indiano, è un esperto di rischio geopolitico, managing director per l’Europa della società di consulenze Eurasia Group e firma della autorevole testata Usa “Politico”. Glielo avrebbe confidato un pezzo grosso della Ue. Talpe dal Cremlino intanto confermerebbero che la situazione fisica e mentale di Putin è andata peggiorando dal novembre del 2010, per poi farsi evidente dal settembre del 2021. Da cui il diradarsi della sue apparizioni, e anche il modo in cui tiene a lontano i suoi interlocutori con tavoli interminabili. Secondo uno studio, in questo momento si troverebbe in una tappa tre di un processo degenerativo che dalla tappa cinque andrebbe al cervello. Un altro studio ipotizza però che già le medicine contro il cancro gli avrebbero alterato il cervello, e che il gonfiore di faccia e collo sarebbero effetto secondario di un uso prolungato di steroidi.

 

 

GENERALI INCAVOLATI – Secondo un’altra indiscrezione, Putin starebbe cercando di curarsi anche con rimedi tradizionali siberiani a base di bagni in sangue di corna di cervo, e per questo viaggerebbe spesso nella regione dell’Altai. Le due cose non sono però incompatibili, anzi: Putin potrebbe voler assicurarsi un risultato prima di non essere più in condizioni, e potrebbe stare accelerando il suo autoritarismo proprio perché malattia e medicine gli hanno dato alla testa. Per essere un effetto collaterale, però, la guerra non è meno feroce. Anche perché, assicura la testata di opposizione The Moscow Times, i comandi dell’esercito non sarebbero affatto d’accordo con l’idea di abbandonare l’attacco a Kiev per concentrarsi sul Donbass, e metterebbero sotto accusa i servizi segreti Fsb per i suoi fallimenti. Da loro, dunque, pressione per tornare ad attaccare la capitale ucraina. Ne sarebbe effetto il clamoroso bombardamento della città durante la visita del segretario dell’Onu Guterres, in cui è stata uccisa la giornalista ucraina Vera Girich.
E tuttavia, i russi continuano a non prendere neanche la ormai iconica acciaieria Azovstal, anche se gli attacchi continuano. Nella struttura ospedaliera improvvisata all’interno e colpita dai russi al momento ci sono oltre 600 persone rimaste ferite: lo ha detto il sindaco di Mariupol, Vadym Boichenkoha. «Prima del bombardamento dell’ospedale, il numero dei feriti era di 170. Ora oltre 600». «I russi stanno facendo progressi lenti e irregolari» dice il Pentagono, mentre le forze armate ucraine annunciano la riconquista del villaggio di Ruska Lozova, nella regione di Kharkiv, e sarebbe stato bombardato un checkpoint a Kursk, in Russia.

 

 

 

 

ARTIGLIERIA – Sempre il Pentagono annuncia una dozzina di voli per far arrivare nuove armi all’Ucraina in capo a 24 ore. Tra di essi i droni fantasma Phoenix, radar e mine. Gli Usa stanno addestrando i militari ucraini al di fuori del Paese per insegnare loro a maneggiare l’equipaggiamento di artiglieria in arrivo: lo ha riferito il portavoce del Pentagono, John Kirby. «Posso annunciare che gli Usa hanno cominciato ad addestrare le forze armate ucraine su sistemi chiave presso le basi militari americane in Germania». Ma le forniture arrivate sarebbero solo una prima e modesta parte di quanto potrebbe arrivare con l’approvazione del finanziamento di 33 miliardi chiesto al Congresso da Biden. «È cruciale che la mia richiesta di fondi sia approvata il più velocemente possibile», ha scritto il presidente Usa su Twitter. «Se non aiutiamo gli ucraini a difendere il loro Paese restiamo a guardare mentre i russi continuano a compiere atrocità ed aggressioni». 

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