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Perisic-Lautaro, l’Inter sbanca a Udine: fiato sul collo del Milan, la corsa scudetto è più viva che mai

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Colpo su colpo. L’Inter soffre ma non molla, risponde al Diavolo e si tiene in corsa per la volata scudetto. Il lavoro psicologico di Inzaghi è servito a non sbandare un’altra volta nonostante ancora incertezze e pericolosi black-out. La squadra dimentica il flop infrasettimanale di Bologna e in terra friulana si rialza piegando per 2-1 l’Udinese con le reti di Perisic e Lautaro, che si confermano insostituibili in questa squadra. Raggiunto il doppio vantaggio la squadra nerazzurra, complice anche una serie di occasioni gettate al vento, ha faticato a gestire nell’ultima mezz’ora il match subendo il forcing dei bianconeri andati in rete con Pussetto al 72′. Ma la squadra di Inzaghi si è compattata portamdo a casa tre punti preziosi che tengono sempre vive le sperenze per la difesa del titolo di campione d’Italia. Troppo importante era la sfida per non lasciare scappare, in maniera probabilmente definitiva, il Milan e c’è voluto un atteggiamento da trincea ne finale di partita per non inciampare in maniera rovinosa una seconda volta nel giro di una settimana 

 

 

 

Il tecnico nerazzurro si affida in porta all’esperienza di Handanovic lasciando Radu in panchina dopo l’errore contro il Bologna, e schiera dal 1′ Dzeko in coppia con Lautaro. Nell’Udinese Chioffi punta su Success insieme a Deulofeu e ripropone titolare Pereyra. L’Inter parte forte, vuole fare la partita e alza il ritmo costringendo l’Udinese ad arretrare e affidarsi alle ripartenze. Il primo affondo è dei friulani con un destro di Pereyra dopo un controllo in area di Success ma i nerazzurri sono subito concreti e al 12′ sbloccano il match con Perisic che di testa su calcio d’angolo mette il pallone sull’angolo basso. Sivestri sorpreso non riesce ad evitare il gol che mette la partita dei nerazzurri in discesa. Pochi minuti dopo Lautaro è vicino al raddoppio ma Silvestri salva in mischia. Lentamente l’Udinese – che perde Success per infortunio muscolare poco prima della mezz’ora – prova a riordinare le idee e di farsi pericolosa pur senza scoprirsi troppo lasciando all’Inter la possibilità di colpire con azioni in velocità. E al 36′ dopo un’occasione fallita in contropiede con Gagliardini, l’Inter si costruisce l’azione che porta al raddoppio. Silvestri ferma in uscita un tiro di Lautaro da distanza ravvicinata, sul pallone di avventa Dzeko che viene atterrato in area. L’arbitro dopo aver consultato il Var fischia il penalty. L’argentino dal dischetto colpisce il palo, il pallone sbatte sul braccio di Silvestri e di testa il ‘Toro’ ha il guizzo giusto per mettere il pallone in rete per il 2-0. Il match si incattivisce e poco prima di andare negli spogliatoi c’è un accenno di rissa all’altezza del fallo laterale con Gagliardini e Pussetto protagonisti. Serve l’intervento del tecnico Cioffi per calmare gli animi 

 

 

 

Nella ripresa il canovaccio è chiaro. L’Inter non ha nessun interesse ad alzare il ritmo cercando di sfruttare i buchi dell’Udinese, costretta a scoprirsi per recuperare la partita. Su lancio lungo di Handanovic Dzeko spreca una facile occasione per chiudere il match perdendo sotto porta il passo proprio nell’ultimo controllo. La gestione del match da parte dei nerazzurri è senza brividi ma l’Udinese è squadra piena di forza e coraggio e al 72′ trova la rete che riapre il match con Pussetto. Su punizione di Deulofeu, grande parata di Handanovic ma Udogie serve l’attaccante che nette dentro da pochi passi. L’Inter trema e Inzaghi corre subito ai ripari, cambiando Dzeko per Correa, Gagliardini per Vidal e Lautaro per Sanchez. L’ex giocatore della Lazio al 78′ ha una facile occasione per firmare il terzo gol nerazzurro ma non ha la lucidità per servire Vidal e opta per una soluzione viziata da un evidente fuorigioco. Continuano e occasioni sprecate dell’Inter che negli ultimi venti minuti si fa mettere sotto dai bianconeri, che spingono alla ricerca il pareggio. Nel finale conta solo il cuore e l’agonismo. Barella esce a pochi minuti per un problema al ginocchio ma non è il simbolo della resa. L’Inter regge e si tiene in scia. Il Diavolo è avvertito

 

 

 

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