attualità

Casa, la rapina della cedolare secca: tasse, quanti soldi si prende lo Stato

casa,-la-rapina-della-cedolare-secca:-tasse,-quanti-soldi-si-prende-lo-stato

L’intenzione del presidente Draghi, supportato dalle forze di centrosinistra, di aumentare la tassazione sugli immobili, incrementando l’aliquota della cedolare secca, rischia di avere effetti gravi sulla società e sull’economia italiane. L’imposizione fiscale sulla casa è già oggi in Italia superiore alla media dei Paesi Ocse: 6.1% contro una media Ocse del 5.5%. È quasi il triplo di altri Paesi europei come Svezia (2.2%) e Germania (2.7%).

 

L’investimento in beni immobili è attualmente più tassato degli equivalenti investimenti in beni mobili: un appartamento a Milano di 100 mq, con un valore di mercato stimato dalla Agenzia delle Entrate di 391.800 euro, un valore catastale attuale di 142.900 euro, paga di Imu 1629 euro. Investendo 391.800 euro in un deposito regolamentato, si paga di imposta di bollo soltanto 784 euro, la casa paga dunque il 108% in più.

A Roma va ancora peggio con una differenza del 264%, a Napoli la differenza è di 154%, a Bari del 299%, a Firenze del 142%, a Genova del 255%. Uno studio pubblicato nel 2019, ha dimostrato che l’introduzione dell’Imu, con un aumento del gettito dagli immobili residenziali di 14 miliardi di euro, ha portato un calo consistente della spesa delle famiglie a causa delle maggiori imposte pagate sull’abitazione.

 

I proprietari immobiliari non sono ricchi speculatori: il 94% dei proprietari di immobili ha un reddito compreso tra 0-55 mila euro. Circa il 23% ha un reddito non superiore a 10.000 euro; quasi il 45% ha un reddito compreso tra 10-26 mila; il 26% si colloca nella fascia 26-55 mila. Solo il 6% dei contribuenti proprietari immobiliari ha un reddito superiore a 55 mila euro.

Negli ultimi 10 anni l’incidenza dei costi relativi all’abitazione sulla spesa complessiva delle famiglie è cresciuta in misura sempre più accentuata fino a superare la soglia del 30%. Gli investimenti sugli immobili sono sempre più rischiosi: aumentata morosità, blocco degli sfratti, oscillazioni di mercato, poca competitività rispetto agli investimenti mobiliari. 

L’aumento della cedolare secca si andrebbe così ad aggiungere all’Imu, di cui fra l’altro si prospetta l’incremento a seguito del probabile aggiornamento dei valori catastali, a crescenti spese di amministrazione straordinarie e ordinarie, a causa dell’inflazione. Le conseguenze probabili sarebbero nefaste: innalzamentodei canoni di affitto, incremento delle locazioni in nero con sensibile evasione contributiva, disinvestimento nel mattone. Ora, stando ad uno studio di Alessandro Amadori su fonti pubbliche, solo l’arredamento incide per circa 25 miliardi di valore aggiunto. Attaccare la casa significa colpire il ceto medio e impoverire il Paese.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: