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Draghi “distrugge” i partiti di maggioranza (grazie alla guerra?): il sondaggio che terremota il parlamento

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Più di un italiano su due ha un buon giudizio del premier Mario Draghi, un gradimento personale leggermente superiore a quello del suo governo. La fotografia scattata da un sondaggio Ipsos condotto dal 19 al 21 aprile scorso è di un presidente del Consiglio in ottimo stato di salute, a dispetto delle polemiche sulla tenuta traballante della sua maggioranza e qualche battuta (a vuoto) sul piano comunicativo, come quella sulla scelta da fare tra pace e condizionatori accesi in estate.

 

 

Secondo la rivelazione condotta dall’istituto di Nando Pagnoncelli, la gestione della guerra in Ucraina, con la violentissima contrapposizione tra Occidente ed Europa da un lato e Russia dall’altro, ha trovato fin qui l’approvazione del 55% degli intervistati. Il 53% invece dà un buon giudizio all’intero esecutivo. Nello specifico, Draghi raccoglie il massimo dei consensi (il 60%) fra le persone di età superiore ai 65 anni, che forse più di altri si trovano in sintonia con le contrapposizioni da Guerra fredda di queste ultime settimane. I picchi di gradimento si raggiungono tra i laureati (75%) e gli imprenditori (74%), numeri da plebiscito bulgaro (o Duma russa, visto il momento), leggermente superiore al giudizio positivo degli impiegati (62%). Buono il dato anche tra le persone diplomate, con livello di istruzione medio (59%).

 

 

 

Più diminuisce il livello economico-culturale, più la solidità della base pro-Draghi si sgretola: soltanto il 38% dei disoccupati promuove il premier, stessa quota dei commercianti. In generale, crolla tra coloro che hanno solo la licenza media (46%). Significativo, infine, il distinguo del sondaggio su governo e maggioranza. Il primo, come detto, ottiene un giudizio favorevole dal 53% degli intervistati, non male visto le forche caudine attraversate in questi mesi tra pandemia, ripresa economica e, ora, lo spauracchio di una certa crisi energetica e una possibile Guerra mondiale. L’operato dei partiti che sostengono Draghi, però, ha un gradimento che crolla al 37 per cento. Difficile stupirsi.

 

 

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