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“Norimberga per i russi, via dal Consiglio Onu”. Zelensky, non solo Bucha: “Bimbi stuprati, cranii schiacciati”

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Volodymyr Zelensky si collega con il Consiglio di sicurezze delle Nazioni Unite per chiedere “un tribunale come quello di Norimberga” che processi le atrocità dei russi visto che, a suo dire, i crimini commessi sono “i peggiori” dalla seconda guerra mondiale. L’intervento del leader ucraino è duro. “Se avete solo parole vuote e non potete fare niente per noi”, allora “l’opzione è smantellare le Nazioni Unite”, tuona nei confronti dell’organizzazione che “non sta dando le garanzie di sicurezza”.

 

 

 

L’invito di Zelensky è quello di escludere dal consesso la Russia che “non può” bloccare le decisioni che riguardano la propria guerra. “Il diritto di veto non può significare diritto a uccidere”, dice apertamente prima di accusare di Mosca di voler trasformare l’Ucraina “in una terra di schiavi silenziosi”. Da Kiev, dopo un problema tecnico, viene trasmesso poi un video con immagini di civili uccisi a Motyzhin, Irpin, Dymerka, Bucha, compresi bambini, cadaveri con le mani legate, corpi in strada e bruciati, fosse comuni. Il video si chiude con la scritta #StopRussianAggression.

 

 

 

Le notizie che arrivano dal campo restano agghiaccianti. Kiev denuncia infatti torture di massa sui civili. “A Irpin sono stati trovati bambini di 10 anni con segni di stupro e torture – spiega Lyudmila Denisova, commissaria del parlamento ucraino per i diritti umani – nella regione di Kiev al ‘campo per bambini’ di Prolisok, dove per tre settimane ha fatto base l’esercito russo, sono stati rinvenuti nel seminterrato cinque corpi di uomini con le mani legate dietro alla schiena. Sono stati torturati e uccisi a sangue freddo. Uno aveva il cranio schiacciato“. E quanto visto a Bucha e potrebbe essere solo la punta dell’iceberg. “Ci sono già informazioni che a Borodyanka e in altre città liberate il numero delle vittime potrebbe essere ancora maggiore”, dice Zelensky. Particolarmente colpita pure la città di Mykolaiv dove i russi avrebbero colpito “con armi non convenzionali” anche l’ospedale pediatrico causando morti e feriti. Una giornalista del Kiev Indipendent invece pubblica una foto di una bambina con scritti sulla schiena alcuni numeri di telefono. Un escamotage scelto dalla madre qualora la piccola si dovesse trovare da sola “e l’Europa sta ancora discutendo di gas”.

 

 

 

La risposta di Mosca è sempre la stessa. Qualsiasi accusa contro la Russia sulla situazione a Bucha “non è solo infondata, ma è uno spettacolo tragico ben messo in scena”, ribadisce ancora una volta il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. La richiesta è quella di un’indagine “veramente imparziale e neutrale” invece “sembra che l’Occidente abbia semplicemente chiuso occhi e orecchie con i paraocchi e non vuole ascoltare nulla”. Un concetto confermato pure dall’ambasciatore di Mosca all’Onu Vassily Nebenzia secondo cui la Russia ha “centinaia, se non migliaia, di testimonianza video di persone pronte a raccontare le atrocità commesse dai nazionalisti ucraini“. E in merito a Bucha “non si possono non notare evidenti incongruenze nella versione dei fatti presentati dai media ucraini e occidentali”. A fare la differenza conclude Nebenzia “il fatto che non ci fossero cadaveri nella città subito dopo la partenza delle truppe russe, come molte riprese video dimostrano”. 

 

 

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