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“Con i primi freddi, dovevano chiudere”. Covid, la follia di Montanari: chi vuole “punire” per i contagi | Video

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A Otto e Mezzo, il regno di Lilli Gruber, si parla del bollettino: va rivisto? Va diffuso settimanalmente? Oppure va bene così com’è? Tema di assoluta attualità oggi, giovedì 13 gennaio. E tra chi si schiera per non toccarlo, insomma per mantenere il report quotidiano nonostante le storture e nonostante gli effetti negativi che può comportare, c’è Tomaso Montanari, il professore pronto a tutto pur di dar contro a Mario Draghi.

 

Ma che c’entra Draghi? Presto detto: per Montanari, infatti, “abolire” il bollettino servirebbe a coprire i suoi errori. Ma procediamo con ordine. Interpellato sul punto della revisione del bollettino dalla Gruber, Montanari afferma: “A me sembra un segno terribile di debolezza e di essere smentiti. Questo dato, terribile, che ci arriva ogni giorno ad inquietare, serve a valutare le scelte politiche del governo. I morti di oggi, per esempio, hanno a che fare con scelte fatte 20 giorni fa. E ci si può chiedere se la scelta di far correre il virus nei giorni di Natale sia stata giusta oppure no”, rimarca. Insomma, togliere il bollettino sarebbe una sorta di “copertura” per il premier e l’esecutivo. Siamo, quasi, a una nuova teoria del complotto.

 

Da uno studio, riprende Montanari, “emerge che in quel periodo nella fascia 60-79 anni, due terzi dei morti erano vaccinati con due dosi. Si sarebbe dovuto avere delle misure più restrittive. Con i primi freddi, per esempio, andavano chiusi i ristoranti. Andavano imposte prima le mascherine Ffp2, bisognava ripensare la scuola. Ho l’impressione che la corsa al Quirinale, gli equilibri politici e le scelte del capo del governo, abbiano molto condizionato in peggio le politiche del governo stesso”, conclude solenne. Notevole il passaggio in cui rimprovera al governo di non aver chiuso i ristoranti “ai primi freddi”. Insomma, secondo il prof a pagare dazio dovevano essere ancora una volta i ristoratori. Lunare…

 

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