attualità

Troppo Real, Inter al secondo posto. E quel rosso a Barella che pesa come un macigno…

troppo-real,-inter-al-secondo-posto.-e-quel-rosso-a-barella-che-pesa-come-un-macigno…

Resta il tabù e quell’unica vittoria del 1967 dell’Inter di Helenio Herrera. Al ‘Bernabeu’ la squadra nerazzurra sbatte ancora una volta contro il muro del Real Madrid, cede per 2-0 alla corazzata di Ancelotti e deve accontentarsi del secondo posto nel girone, posizione teoricamente ‘scomoda’ che la mette a rischio di un sorteggio non proprio agevole. Ma nella notte madrilena non è bastato il coraggio, la dedizione e il sacrificio per avere la meglio sulle ‘merengues’ e conquistarsi una notte da prima della classe. Un Real cinico, attento, ‘velenoso’ al momento giusto, ha fatto prima ‘sfogare’ l’Inter e la sua intraprendenza nei primi minuti per poi pungere subito al primo affondo con Kroos e legittimare il risultato con una serie di azioni pericolose, un palo e il gol di Asensio al 79′ che ha chiuso i conti. I sogni si erano però spezzati già al 64′ quando Barella veniva espulso per aver reagito, in maniera giudicata scomposta dall’arbitro, nei confronti di Militao, che nell’entrare deciso sul centrocampista nerazzurro lo ha scaraventato contro le barriere. Da quel momento l’Inter ha perso misure e coraggio, resettato e trovato solo il modo di concludere il match limitando il passivo e gestendo le energie in vista delle prossime sfide di campionato. Il Real ha confermato invece le sue qualità e la compattezza di un gruppo di grande personalità che ha mostrato di avere sempre il match sotto controllo, anche quando si è trovato a subire per la larga parte del primo tempo le azioni offensive ma sterili dei nerazzurri. 

 

 

 

Inzaghi decide di dare continuità a D’Ambrosio nella difesa a tre mentre in avanti fiducia alla coppia Dzek-Lautaro con Dumfries e Perisic sulle fasce. Ancelotti, che deve fare a meno di Benzema, schiera Jovic nel tridente completato da Rodrygo e il guizzante Vinicius, oper il resto nessun cambio rispetto al match vinto contro il Tiraspol. L’Inter parte con grande personalità e costruirsce subnioto un paio di azioni pericolose. Il Real si limita ad accelerare solo quando trova deli spazi che i nerazzurrim, schierati bene a centrocampo, non concedono. Ma i ‘blancos’ confermano le loro qualità con i singoli, giocano a ritmi bassi affidandosi ad improvvise fiammate soprattuttoi con Vinicius, uno dei più attivi. E al primo vero affondo i madrileni, sfruttando una mancata lettura di Barella su un passaggio in orizzontale di Rodrygo, fanno centro con una splendida rete di Kross che con un sinistro teso infila il pallone nell’angolo più lontano. E’ la rete numero 1000 del club nel massimo torneo continentale. L’Inter non si scompone, continua nel suo gioco in verticale. Quando aumenta la velocità del palleggio diventa più pericoloso. Conquista una serie di calci d’angolo che testimoniano volontà, determinazione e coraggio. Qualità che però non si sposano pero con la finalizzazione. A cercare la via del gol ci provano prima Perisic, poi Dzeko, Brozovic e Calhanoglu con una conclusione dalla distanza fuori misura dopo una azione ben impostata. La partita continua a farla l’Inter che gioca stabilmente nella metà campo avversaria ma il Real si mostra molto più concreto e velenoso soprattutto in fase di ripartenza Sul finier del primo tempo legittima il vantaggio sfiorando almeno due volte il raddoppio, Carvajal taglia il campo servendo in profondità Jovic che con un tocco sotto supera Handanovic ma la palla finisce sull’esterno della rete. Poi è Rodrygo, su passaggio di Kroos, a colpire il palo con il portiere nerazzurro immobile. Al Real sono bastate dunque quattro o cinque giocate in 45′ per indirizzare il match.

 

 

 

Nella ripresa Inzaghi sostituisce Dumfries con Dimarco posizionando D’Ambrosio più laterale per avere maggiore spinta. Serve più ritmo ma è il Real ancora una volta a farsi pericoloso con il solito Vinicius che inventa per Jovic che riesce a concludere da posizione defilata. In casa nerazzaurra nulla cambia e allora il tecnico al 60 opta per tre cambi facendo entrare Sanchez, Vecino e Vidal, per Dzeko Calhanoglu e Brozovic. L’intenzione è anche quella di far rifiatare i giocatori in vista dei prossimi impegni. Un minuto dopo l’Inter si trova in 10 per l’espulsione di Barella, colpevole di un fallo di reazione dopo essere stato spinto contro le barriere da Militao. L’Inter si scioglie, perde le misure e la concentrazione e il Real Madrid ne approfitta per sigillare il match con Asensio che sugli sviluppi di un corner si inventa un arco perfetto dal limite che si infila nel palo più lontano. Le ‘merengues’ rischia anche di fare il terzo gol ma per questa Inter, comunque coraggiosa e combattiva, sarebbe stata una punizione troppo severa.

 

 

 

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: