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Juventus-Genoa, Cuadrado e Dybala piegano i rossoblu. Allo Stadium torna il sorriso

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La Juventus si rialza, si prende con ostinazione, pazienza e sacrificio la vittoria per 2-0 sul Genoa di Shevchenko e si proietta al quinto posto, nelle zone che valgono un posto in Europa. Serviva una vittoria senza incertezze per non aggiungere altri cattivi pensieri e dare una prima sterzata ad una stagione tutta in salita. E i tre punti sono arrivati al termine di una rincorsa non facile e a tratti faticosa. Sbloccato il risultato dopo appena 9′ minuti con una rete fortunosa ed impossibile di Cuadrado direttamente su calcio d’angolo ha speso oltre 70 minuti per trovare il raddoppio, dopo aver sprecato una mezza dozzina di occasioen nitide che hanno tenuto il Genoa sempre in partita. A chiudere il match ci ha pensato Dybala all’81’ con uno dei suoi gioielli, un fendente mancino che si infila sul palo lontano dove Sirigu, tra i veri protagonisti della serata, non è potuto arrivare. Un successo che non deve essere letto come scaccia crisi, visto la difficoltà degli attaccanti nel segnare, ma comunque è un segnale di piccola rinascita che potrebbe anche segnare il punto di partenza per inseguire piani di classifica più prestigiosi. Il Genoa, condizionato da una serie di infortuni, ha potuto reggere poco l’urto bianconero, e solo le prodezze di Sirigu hanno consentito ai rossoblù di pensare ad un miracolo. Al di là della forza di un Grifone in difficoltà, La Juve sembra aver ritrovato in parte se stessa. In fase difensiva non ha concesso nulla, il centrocampo è apparso più dinamico e in avanti ha costruito molto, pur non riuscendo a finalizzare con continuità. Ma una luce sembra ci sia in fondo al tunnel con quattro vittorie in cinque gare. Ma adesso oltre alla vittoria c’è anche il gioco.

 

 

 

Allegri fa riposare Bonucci e si affida al duo De Ligt-Chiellni mentre a centrocampo viene confermato Pellegrini al posto di Alex Sandro. In avanti Morata è supportato sulla trequarti da Bernardeschi, in avanti Kulusevski e Dybala. Il Genoa, ampiamente rimaneggiato per una lunga serie di infortunati, perde anche Rovella e schiera Behrami, Hernani e Tourè. In attacco il tecnico Shevchenko si affida a Ekuban e Bianchi con Pandev che parte dalla panchina. La squadra bianconera prova a partire forte e al 9′ va subito in rete con Cuadrado che infila la palla in porta direttamente su calcio d’angolo. Il colombiano infatti con una parabola tesa a rientrare beffa Sirigu andando a colpire il palo interno. La Signora, sbloccato seppur in maniera fortunoso il match, ha la possibilità di giocare con meno ansie ma la mira dei suoi attaccanti continua a non essere all’altezza. Ci prova prima Dybala che raccoglie un pallone dopo una deviazione ma il pallone è strozzato e si spegne sul fondo. Poi ci prova Morata che serve in profondità Bernardeschi che rientra sul piede meno potente e calcia addosso a Sirigu. La Juventus avanza, alza il suo baricentro ma non riesce ad essere davvero pericolosa. Fallisce anche una buona combinazione tra Dybala e Pellegrini e lo stesso argentino spreca un’altra buona occasione non impattando al meglio con il destro su assist di Locatelli. Il Genoa si difende con ordine senza esporsi troppo. L’unica vera fiammata è di Ekuban che con una splendida azione in solitaria entra di forza in area ma non trova il tempo giusto per la conclusione. Sul finire del primo tempo altri due tentativi bianconeri con De Ligt che colpisce di testa a due passi dalla porta (Sirigu attento) e poi con Morata il cui tiro da pochi passi dalla porta, su splendido assist di Dybala, viene respinto dal portiere.

 

 

 

Il vantaggio dei bianconeri è stretto, serve il raddoppio per mettere al sicuro il risultato e nella ripresa la squadra di Allegri è obbligata a continuare a produrre gioco. Il Genoa ha invece bisogno di un po’ più di coraggio per cercare di ribaltare il match. La Juventus deve cercare di più l’uno contro uno per scardinare la difesa rossoblù, e solo Morata non basta. C’è tanto possesso palla ma i bianconeri non riescono a colpire per le vie verticali. Shevchenko dopo un’ora di gioco cambia tre pedine, inserisce Pandev, Galdames e Portanova per Bianchi, Behrami e Tourè, così da dare più incisività, coraggio e qualità. Nella Juventus invece continua il festival delle occasioni mancate: Sirigu si oppone prima su Dybala da posizione ravvicinata, poi neutralizza un tiro di Quadrado sul palo lontano. Anche Kulusevski non morde. Morata si innervosisce, subisce un cartellino giallo e viene subito sostituito da Allegri che inserisce Kean al 73′. Il gol che scaccia via ogni ansia arriva all’82’ con Dybala che firma uno dei suoi gol capolavoro che ridà morale e coraggio ad una Juventus che ha tanta voglia di tornare protagonista.

 

 

 

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