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Quella telefonata a Giorgetti. “Contatto”, indiscrezioni su Mario Draghi: ecco perché non dorme più la notte

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Mario Draghi ha tutta l’intenzione di candidarsi per il Quirinale, ma ha paura dei franchi tiratori. È per questo che, secondo il Fatto Quotidiano, il premier ha iniziato a sondare il terreno con grande discrezione, ovvero avviando diversi contatti informali: sarebbero stati avvicinati i ministri di Forza Italia, Renato Brunetta e Mariastella Gelmini, così come sarebbe stata coinvolta una parte del Pd di governo.

 

 

E poi ci sarebbe Giancarlo Giorgetti, l’unico al quale Draghi avrebbe telefonato di persona per parlare di Quirinale. D’altronde il ministro leghista è il primo che ha lanciato il premier in pubblico verso il Colle, da dove potrebbe continuare a “guidare il timone” del Paese. Il problema però è sempre lo stesso: nel segreto dell’urna neanche un accordo tra i vari leader di partito può offrire a Draghi la garanzia di evitare sgambetti pericolosi per lui e per la credibilità dell’intero Paese.

 

 

Il  ricorda l’unico precedente su cui si potrebbe basare l’operazione che Draghi vorrebbe condurre in porto: si tratta dell’elezione di Carlo Azeglio Ciampi, che da ex premier venne eletto presidente della Repubblica alla prima votazione con 707 voti. Ovvero 33 in più rispetto al quorum, ma circa 180 in meno rispetto a quelli che erano stati messi in conto guardando la maggioranza e il Polo. “Draghi, che assistette allo spoglio con Ciampi – si legge sul Fatto – dovrebbe essere eletto allo stesso modo: ne va della credibilità dell’Italia”.

 

 

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