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Eric Demuth di Bitpanda si racconta a Forbes: “In Italia 200mila i clienti entro il prossimo anno”

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Prodotto, persone ed espansione. Ha voluto utilizzare queste tre parole Eric Demuth per identificare la strategia presente e futura di Bitpanda, la fintech austriaca che ha fondato nel 2014 insieme a Paul Klanschek e Christian Trummer. Con una missione precisa: rendere rendere il mondo degli investimenti facile, disponibile e accessibile a tutti.

Un’idea che, in effetti, ha permesso alla società di diventare in pochi anni un punto di riferimento nel settore finanziario e di convincere un’importante platea di investitori. Come dimostrano i 500 milioni di euro di euro di finanziamenti, raccolti solamente negli ultimi 12 mesi, e la valutazione economica di 4,1 miliardi di euro. Oggi Bitpanda conta 3 milioni di utenti in tutto il mondo e un team di 600 persone di 50 nazionalità diverse. Partendo, tra l’altro, da un asset di investimento, quello delle criptovalute, spesso al centro di polemiche, ma cresciuto costantemente nel corso degli anni a ritmi spaventosi.

Qual è stata la scintilla che ha portato alla creazione di Bitpanda?
Nel 2013 era molto complicato comprare bitcoin e si utilizzava ancora lo stesso meccanismo per effettuare gli ordini di mercato. Quando ho incontrato Paul Klanschek ci siamo subito concentrati su un’idea: “Due click e potresti avere subito il tuo Bitcoin”. Non dovevamo richiedere alcun know-how tecnico, ma allo stesso tempo volevamo offrire i più alti standard di sicurezza. Ecco perché abbiamo trovato in Christian Trummer, co-fondatore e responsabile dell’infrastruttura tecnica come cto, il collega esperto di tecnologia che ci mancava.

Qual è stato il vostro primo pensiero al momento della nascita ufficiale dell’azienda?
Dopo aver lavorato per 9 mesi al sito, quando eravamo online per la prima volta (siamo alla fine del 2014) abbiamo subito pensato che il vero lavoro era appena cominciato.

Quasi 500 milioni di euro raccolti negli ultimi 12 mesi e una valutazione di 4,1 miliardi di euro. Come ci siete riusciti?
Grazie al fatto che non ci piace operare come le altre startup tecnologiche, abbiamo iniziato un viaggio veramente insolito che ci ha permesso di crescere in modo sostenibile: non è un caso se, ormai, siamo in attivi da 5 anni. E anche se abbiamo iniziato il nostro percorso nel venture capital molto tardi, siamo stati comunque molto fortunati, perché abbiamo sempre scelto con chi collaborare. Un vero e proprio lusso che ci sta dando dei vantaggi importanti. Anche perché la nostra visione a lungo termine può essere facilmente supportata da round di finanziamento guidati da investitori di alto livello.

Insomma, siete orgogliosi del vostro percorso.

Tantissimo. Perché il nostro successo è frutto di tanti sacrifici: stress, battute d’arresto, notti insonni e anni di duro lavoro. Ecco perché non osiamo fermarci e vogliamo continuare a portare i nostri insegnamenti e novità sia nell’ambito degli asset tradizionali, sia in quello delle criptovalute. Vogliamo continuare a essere pionieri. Di conseguenza, adesso dobbiamo continuare il nostro processo di scalabilità, aggiungere nuovi prodotti ai servizi già esistenti, e portare le nostre soluzioni finanziarie innovative a un nuovo pubblico.

Quali sono gli elementi distintivi che vi differenziano dai vostri potenziali concorrenti?
Quando si tratta di regolamentazione, siamo i migliori della classe in Europa. E vogliamo che questo sia il nostro focus principale in ogni mercato che decidiamo di presidiare. Abbiamo iniziato a impegnarci con i regolatori fin dall’inizio, il che ci dà un grande vantaggio quando arriverà il MiCA (la proposta di regolamentazione sulle cripto-attività). L’altro punto che ci contraddistingue è la semplicità. Vogliamo che chi utilizza la nostra app abbia accesso sia agli strumenti sia all’istruzione. Così da far nascere in lui/lei quella fiducia necessaria per combinarli insieme e prendere il controllo del proprio futuro finanziario. In sintesi, vogliamo aiutare le persone a controllare sempre di più le proprie finanze. Non avendo quindi la preoccupazione di dover fare i conti con chi gestisce i suoi soldi.

Perché avete deciso di aprirvi a tutti i tipi di investimenti e non solo alle criptovalute?
Se il mercato azionario fosse stato inventato oggi, quindi ai tempi dell’era digitale, sarebbe molto simile alle criptovalute. Di conseguenza, non facciamo altro che prendere i grandi insegnamenti e l’innovazione portata dalle criptovalute e trasferirli nel mercato azionario. Non è un caso, infatti, se abbiamo per esempio lanciato le cosiddette azioni frazionate, che permettono a tutti di avere lo stesso accordo e di partecipare indipendentemente da quanto può essere l’investimento economico. E la stessa cosa vale per il trading 24 ore su 24. Stiamo portando il mondo finanziario tradizionale nell’era digitale per l’investitore al dettaglio.

Per quanto riguarda le criptovalute, in quale momento ci troviamo secondo te? Considerando anche l’idea della Central Bank Digital Currency (Cbdc), come lo yuan, il dollaro e l’euro?
Siamo ancora in una fase embrionale. In quanto stanno iniziando a diventare adesso un’asset class consolidata nell’industria finanziaria. Non sarei sorpreso se il market cap del Bitcoin possa superare il market cap dell’oro. Considerando che secondo me, anche se ha bisogno di altro tempo, è un investimento di gran lunga superiore rispetto all’oro. Le CBDC arriveranno e porteranno molti miglioramenti. Non sono assolutamente in contraddizione con le criptovalute, anzi, si completeranno a vicenda.

Che anno è stato per voi il 2020 e soprattutto come pensate di chiudere, in termini economici, questo 2021?
Posso dire con fiducia e gratitudine che per noi è stao un ottimo anno. Con 3 milioni di utenti, Bitpanda è riuscita a diventare una delle fintech in più rapida crescita in Europa. La nostra valutazione è più basata sui numeri che sull’hype. Penso che sia abbastanza insolito nell’area fintech che un’azienda faccia ricavi e profitti netti adeguati alla fine di ogni anno. I numeri sembrano buoni, la crescita sembra promettente, e in più quello di cui nessuno parla quando si tratta di valutazione, è che internamente siamo abbastanza solidi. Abbiamo dato vita a diverse assunzioni e stiamo seguendo un percorso esemplare, in cui la regolamentazione è fondamentale.

E guardando ai prossimi obiettivi, cosa dobbiamo aspettarci? Anche altri investimenti?
Aspettatevi tre punti focali: prodotto, persone ed espansione. Abbiamo più di 600 persone di oltre 50 nazionalità nell’azienda, siamo costantemente alla ricerca di nuovi talenti. Stiamo aprendo 8 nuovi uffici in tutta l’Ue, come quello di Milano, e un nuovo quartier generale di 8.000 m2 a Vienna. L’Italia rappresenta per noi un mercato chiave: a fine 2021 i clienti Bitpanda saranno 100mila e il nostro obiettivo è di raddoppiarli per la fine del prossimo anno. Inoltre, con la nostra Academy (che offre contenuti video e scritti) vogliamo continuare ad alfabetizzare chi non ha mai avuto a che fare con il mondo degli investimenti, ma vuole iniziare a farne parte. Riguardo i prodotti, invece, vogliamo concentrarci sempre di più sulla nostra soluzione white label per diventare anche un’infrastruttura finanziaria digitale affermata. L’Italia è in realtà il primo paese in cui abbiamo annunciato una partnership di questo genere: abbiamo, infatti, unito le forze con Fabrick per facilitare l’accesso al trading di asset digitali per i consumatori finali delle banche tradizionali e delle fintech italiane. Questa partnership strategica permette a questi istituti di offrire ai loro clienti l’accesso a un portafoglio di oltre 170 asset digitali. E a breve ci saranno altre novità.

L’articolo Eric Demuth di Bitpanda si racconta a Forbes: “In Italia 200mila i clienti entro il prossimo anno” è tratto da Forbes Italia.

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