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“Non mi stupirei se lo consegnassero a Formigli”. Vittorio Feltri, che cos’è diventato il premio Nobel

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È stato assegnato il Nobel a un giornalista russo e a una giornalista filippina per la loro opera meritevole: entrambi i colleghi stranieri infatti si sono battuti eroicamente in favore della libertà di stampa, parente stretta della civiltà. Bene. Siamo contenti. Apprendere che due valenti cronisti hanno meritato il premio più ambito del mondo ci rincuora. Però c’è un aspetto di questa storia che ci inquieta e rattrista. In Italia non sapremmo chi scegliere per incoronarlo col Nobel, visto che siamo sprovvisti di uomini e donne che si siano segnalati per aver svolto la professione giornalistica con animo sereno, avendo come scopo quello di informare il pubblico con onestà.

Nel nostro Paese coloro che scrivono su quotidiani e settimanali in effetti sono i più liberi del mondo di attaccare l’asino dove vuole il padrone. In questa arte sono insuperabili, basta leggerli. Essi sono impegnati spasmodicamente a compiacere i poteri, non solo quelli forti, ma anche quelli debolissimi. Se c’è in giro un cretino abile nel leccare le terga ai politici, specialmente di sinistra, tutti gli scribacchini fanno a gara per superarlo nello spargimento di saliva. Gli editori nel nostro Paese sono prevalentemente imprenditori che si occupano di qualunque attività tranne quella attinente all’editoria. I quotidiani servono loro per fare favori e ottenerne. Cosa legittima.

Ma è ovvio che gli addetti a stendere articoli siano più attenti agli interessi di chi li paga piuttosto che a quelli di chi li legge. Sono pochissimi i personaggi di penna, che vergando un pezzo, pensano agli acquirenti del prodotto cartaceo. Stendiamo un velo sui signorini che fanno televisione i quali devono obbedire anche ai dirigenti della Rai nominati dal governo. Il risultato è evidente, la stampa è in crisi profonda e il piccolo schermo è ributtante. Non mi stupirei, dato l’andazzo, che a qualcuno venisse in mente di consegnare il Nobel o qualcosa del genere a Corrado Formigli, il principe di Piazza pulita che in realtà è piena di letame, come abbiamo potuto verificare nelle ultime due puntate durante le quali per spargere la cacca egli ha usato con insistenza il ventilatore.

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