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I social non credono alle promesse di aziende e governi sulla sostenibilità: in 3 conversazioni su 4 il sentiment è negativo

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Quando a Milano Greta Thunberg accusava i leader mondiali di avere offerto “solo parole che non hanno portato a nulla”, non esprimeva solo l’opinione di giovani attivisti per il clima. Quasi i tre quarti delle conversazioni sui principali social network, infatti, esprimono sentimenti negativi quando si parla di sostenibilità. A volte si tratta di paura (nel 2% dei casi), altre di tristezza (5%) o di rabbia (17%). A prevalere è però la percezione dell’inefficienza di aziende e istituzioni a dispetto dei proclami, presente nel 64% delle conversazioni.

Ad affermarlo è la prima social sentiment analysis di PwC Italia sul tema della sostenibilità. Uno studio condotto su più di 160mila conversazioni e 115mila post fra circa 30mila utenti di Twitter, Instagram e Facebook tra marzo 2020 e settembre 2021.

I millennial rappresentano la generazione più attenta alla sostenibilità delle aziende e generano il 47% delle conversazioni sul tema. Sono, in particolare, i più attivi nella richiesta di azioni concrete, trasparenza e responsabilità da parte delle imprese. L’88% dei millennial interessati a questi temi, peraltro, è rappresentato da donne.

Quali sono i temi più discussi in ambito sostenibilità

Il tema più discusso in assoluto sui social, nel campo della sostenibilità, è il cambiamento climatico, al centro del 40% delle conversazioni. Il sentiment negativo sull’argomento arriva addirittura al 77%. Il restante 23% parla invece in toni positivi di iniziative come la Giornata della Terra, il Plastic month e il Festival dello sviluppo sostenibile.

Il secondo tema più popolare è la decarbonizzazione, per la quale il giudizio negativo scende al 68%. Più di due conversazioni su tre, dunque, evidenziano l’insufficienza degli sforzi dei singoli e il bisogno di misure più stringenti. Nel rimanente 32%, invece, viene riconosciuto l’impegno delle aziende nella riduzione delle emissioni. Tra gli esempi più citati ci sono il taglio dell’utilizzo di mezzi inquinanti, le iniziative per la sensibilizzazione dei dipendenti e le scelte d’investimento green. PwC ha introdotto peraltro un indice – il PwC net zero economy index – che misura la correlazione tra crescita economica ed emissioni. Il tasso di decarbonizzazione annuale necessario per contenere il surriscaldamento globale entro 1,5° C – limite fissato dagli Accordi di Parigi – è del 12,7%. Nel 2019, era all’11,7%.

Segue, nella classifica degli argomenti più dibattuti, quello delle rinnovabili. Il 75% delle conversazioni esprime perplessità sul costo elevato e sulla scarsa disponibilità dei cittadini a spendere di più per prodotti green. Oltre a scetticismo verso le aziende che affermano di investire nelle rinnovabili e di partecipare alla transizione ecologica, quando ancora dipendono da investimenti neri come carbone, petrolio e gas.

Il sentiment negativo scende al 58% nel caso della finanza sostenibile, quarto tema più discusso. Le perplessità si concentrano sul cosiddetto greenwashing e sulla poca trasparenza da parte delle aziende. Nel 42% delle discussioni, invece, vengono condivisi articoli e notizie sugli investimenti sostenibili delle imprese e manifesta la volontà di informarsi sul tema, di partecipare a eventi e webinar.

Che cosa chiedono i cittadini

La principale richiesta rivolta alle aziende è quella di una maggiore trasparenza. A volerla è infatti il 54% degli utenti, che chiede maggiori informazioni e più report di sostenibilità. “Per le aziende sarà fondamentale essere trasparenti in quanto i finanziamenti, anche legati al Pnrr, saranno indirizzati soprattutto verso le organizzazioni capaci di rendicontare in modo concreto i propri risultati”, ha detto Andrea Toselli, presidente e amministratore delegato di PwC Italia.

Il 24% pretende invece maggiore inclusività. Vuole, cioè, essere coinvolto nel cambiamento e chiede alle imprese di ascoltare i suoi progetti. Il 22% esige invece responsabilità da parte delle aziende, che dovrebbero agire in prima persona, comunicare i loro obiettivi e definire le loro strategie senza attendere disposizioni governative.

Quali sono le migliori iniziative di sostenibilità secondo i social

Il 41% degli utenti dei social esprime opinioni positive sulle aziende che mettono al centro i loro dipendenti e li educano sulle scelte sostenibili. Il 32% dimostra di approvare iniziative che aiutano realtà locali e piccole e medie imprese, mentre il 27% apprezza progetti aziendali che coinvolgono i giovani.

Le iniziative di tutela ambientale lanciate da aziende ed enti pubblici – per esempio quelle dei comuni per la raccolta di rifiuti, oppure quelle per favorire la mobilità urbana – sono quelle che attirano di più i cittadini, con un peso del 60% nelle conversazioni sui social. Il 24% mostra di apprezzare progetti che coinvolgono nei processi di cambiamento, anche a livello aziendale, come le call to action e le call4ideas. Il 16% degli utenti, invece, afferma di volere acquisire nuove competenze in materia di sostenibilità, informandosi e partecipando a eventi digitali.

L’articolo I social non credono alle promesse di aziende e governi sulla sostenibilità: in 3 conversazioni su 4 il sentiment è negativo è tratto da Forbes Italia.

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