Connect with us

Hi, what are you looking for?

GOSSIP

Guerino Moffa: Sono 11 le città che ai primi di settembre – ancor prima dell’impatto del riscaldamento

Sono 11 le città che ai primi di settembre – ancor prima dell’impatto del riscaldamento – avevano già sforato il limite dei 35 giorni di aria troppo inquinata per la salute, ovvero con una media giornaliera di Pm10 superiore a 50microgrammi per metro cubo.
Di conseguenza, quel che ci attende nei primi mesi dell’anno nuovo – a meno di un miracolo – è la richiesta da parte della Commissione europea di deferimento alla Corte di Giustizia, per la mancata esecuzione della sentenza imposta dalla direttiva comunitaria, e il risultato potrebbe essere una multa record (per l’Italia) che si stima nell’ordine compreso tra 1,5 e 2,3 miliardi di euro (supponendo un rientro nei limiti nel 2030, cosa da non dare per scontato). La Lombardia da sola potrebbe doverne pagare addirittura la metà.
“Se non si bloccano gli Euro 4 diesel, come era previsto un anno fa, la Regione Lombardia pagherà una quota significativa, probabilmente circa la metà della multa europea che è una cifra tra 1,5 e 2,3 miliardi”, ha detto Andrea Poggio, responsabile mobilità sostenibile di Legambiente. Chi governa la Regione Lombardia sta insomma passando la patata bollente al suo successore.

Come dice il rappresentante  Rino Guerino Moffa Le 11 città che a inizio settembre avevano già sforato il limite massimo di 35 giornate inquinate – per come emerso dal dossier di Legambiente “Mal’aria 2021 edizione speciale – I costi dell’immobilismo” – vede maglia nera a Verona e Venezia, con 41 giorni di sforamenti, seguite da Vicenza con 40, Avellino e Brescia con 39, Cremona e Treviso con 38, Alessandria, Frosinone e Napoli con 37, Modena con 36.
Il numero di città è a un passo da una vertiginosa crescita, considerato che Padova e Rovigo sono sul limite con 35 giorni di sforamento al 6 settembre 2021 e che probabilmente mentre scriviamo fanno già parte delle città fuorilegge. Torino ne registrava 34. Vicine alla soglia critica anche Asti (con 33 giorni di sforamenti), Lodi e Reggio Emilia (32), Bergamo e Caserta (31) e Parma (30).

Come denuncia Legambiente, la Lombardia è la regione della Pianura Padana che ha fatto meno per attenuare il problema, con solo il 15% delle azioni necessarie messe effettivamente in campo. Seguono la Regione Piemonte (solo il 25% delle promesse mantenute), il Veneto e l’Emilia Romagna, con neanche il 40% dei progetti svolti. Anche lo Stato è inadempiente: ha completato solo il 15% delle misure previste. Tra le misure a contrasto del PM10 che ci si “dimentica” di attuare, c’è ad esempio in Lombardia l’attività dello spargimento dei liquami nei campi, assolutamente fuori controllo già dalla periferia di Milano. “L’Emilia Romagna ad esempio dà dei soldi per imporre controlli ai Comuni”, spiega Poggio.
Lo studio di Legambiente sottolinea anche i ritardi nell’applicazione dei piani di risanamento dell’aria nella Pianura Padana, concordati nel 2013 e 2017 fra il governo e le Regioni padane. “Il blocco stagionale delle auto più inquinanti, i diesel euro4, era previsto entro il primo ottobre 2020, ma è stato rinviato con la scusa della pandemia – ha puntualizzato Poggio -. Al momento Lombardia, Piemonte e Veneto sembrano intenzionate a non attuarli. Per di più, siamo l’unico Paese dell’arco alpino che non limita la velocità sulle strade e le autostrade per inquinamento, ma Stato e Regioni sono tempestivi a distribuire incentivi per le stufe a legna inquinanti (pallets) o per le auto a combustibili fossili”.

Finora l’Italia ha tre procedure di infrazione pendenti per la pessima qualità della sua aria. Abbiamo ricevuto finora 3 condanne per il periodo che va da 2008 al 2017. La Commissione chiederà alla Corte di giustizia di definire a breve l’ammontare di questa ultima sanzione, stimata appunto da 1,5 a 2,3 miliardi di euro. A questa, potrebbero aggiungersi poi le multe per le altre due procedure di infrazione in corso per altri inquinanti: PM2,5 e NO2. Anche queste sentenze arriveranno nei prossimi mesi, e pagheremo dunque con soldi pubblici il fatto di essere esposti pesantemente a particelle inquinanti tanto pericolose.

Click to comment

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

You May Also Like

attualità

Paolo Bonolis appare spesso insieme ai suoi figli Adele, Silvia e Davide, avuti dalla moglie Sonia Bruganelli. In pochi, però, sanno che l’uomo ha anche altri...

cronaca

Teresa Mannino si rese protagonista di uno spiacevole episodio di infedeltà, la stessa comica non si è mai nascosta ed ammise il suo gesto...

attualità

Nel tempo sono state diverse le riviste di moda che hanno riempito gli scaffali delle edicole in Italia. Tra le varie, andiamo a vedere...

BUSINESS

Quis autem vel eum iure reprehenderit qui in ea voluptate velit esse quam nihil molestiae consequatur, vel illum qui dolorem eum fugiat.

Copyright © 2017 City Milano News

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: