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Curare la depressione con ketamina e psilocibina: la nuova tendenza dei viaggi psichedelici nei retreat di lusso

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Nella nuova miniserie Amazon con Nicole Kidman Nine perfect Strangers, nove sconosciuti con esperienze di vita tanto problematiche quanto comuni – lutti, fallimenti, delusioni sentimentali – si recano in un lussuoso ritiro spirituale alla ricerca di una insperata serenità personale e professionale. Ben presto si renderanno conto che il miglioramento delle loro condizioni non è imputabile alla dieta detox o alle sedute di yoga, ma alla somministrazione nei pasti di microdosi controllate di psilocibina, una triptammina psichedelica estratta da alcuni funghi allucinogeni.

Nine perfect Strangers, che Amazon ha deciso di dosare con una puntata alla settimana, ha il merito di rispolverare una tematica spinosa quanto attuale – l’utilizzo della psilocibina per l’alleviamento di patologie come ansia e depressione, in alternativa ai comuni farmaci. Le basi scientifiche di questa nuova frontiera nella cura delle malattie della mente sono solide: tutti i principali studi clinici randomizzati disponibili (uno dei più recenti si intitola Effects of psilocybin-assisted therapy on major depressive disorder ed è stato realizzato dai ricercatori della John Hopkins University e pubblicato sulla rivista JAMA Psychiatry a maggio) concordano su una tesi: l’assunzione controllata di psilocibina, assistita da supporto psicologico, può avere maggiori effetti benefici e minori controindicazioni dei farmaci oggi prescritti su larga scala.

I pazienti in costante crescita – secondo la World Health Organization la depressione interessa oltre 300 milioni di persone nel mondo ed è la prima causa di disabilità – e la macchinosità della ricerca psichiatrica nella definizione di terapie più personalizzate, hanno incentivato negli ultimi dieci anni il fiorire di centinaia di aziende che propongono viaggi psichedelici nei (pochi) Paesi in cui questi trattamenti sono legali.

È così che nel 2016, da una costola dell’inglese Psychedelic Society, è nato Alalaho, retreat immerso nella campagna olandese, a due ore di macchina da Amsterdam, dove è possibile iscriversi a soggiorni periodici e dove le somministrazioni di psilocibina sono accompagnate da sedute di yoga e passeggiate nei boschi. Il listino prezzi parte da 1.650 euro per quattro giorni ai quasi 3mila per un ritiro settimanale, vitto e alloggio inclusi. Molto più costoso il Journeymen Collective di Vancouver, in Canada, dove gli sciamani metropolitani Robert Grover e Gary Logan organizzano, con prezzi a partire da 40mila euro, ritiri ad hoc per singoli, coppie e nel formato executive, pacchetti pensati per imprenditori e alti dirigenti alla ricerca di più elevati traguardi nel proprio lavoro. Tra i costoni rocciosi dei monti Catskill, a 160 chilometri da New York, sorge invece Floresta, un team di medici e facilitatori che somministra (i prossimi ritiri sono previsti in novembre, prezzi a partire da 1.500 euro) ai propri clienti microdosi di ketamina.

Come la psilocibina, anche per la ketamina è in corso negli ultimi anni una cauta riabilitazione a fini terapeutici: i principali studi in merito affermano che questo potente anestetico, spesso utilizzato a fini ricreativi, genera rapidi e persistenti effetti antidepressivi. È anche sulla scia di questi studi che la Commissione Europea ha dato lo scorso febbraio un secondo lasciapassare, il primo risale al 2019, per lo Spravato della Janssen (gruppo Johnson & Johnson), uno spray nasale a base di esketamina somministrabile nelle emergenze psichiatriche.

A nutrire il palinsesto dei viaggi psichedelici c’è anche un altro noto composto, l’ayahuasca, decotto a base di vegetazione amazzonica utilizzato dalle tribù indigene per i suoi effetti di espansione della coscienza e sdoganato nell’ultimo decennio anche dall’esperienza di celebrità come Sting e Lindsay Lohan. Alcuni tra i migliori centri si trovano nel luogo di origine di questo composto di foglie e liane, il Sud e Centro America. Tra questi il Soltaria Healing Center, resort a ridosso della foresta nebulosa di Monteverde, in Costa Rica dove – con prezzi che partono da 2.500 euro per cinque notti fino a 11.500 euro per una settimana – gli ospiti sono guidati da guaritori indigeni peruviani Shipibo in un percorso che include cerimonie medicali e corsi di yoga. Le prenotazioni per festeggiare un Capodanno alternativo in Costa Rica sono già disponibili.

In Italia le terapie a base di psilocibina, nonostante il supporto degli studi scientifici internazionali, sono ancora tabù. C’è invece un vuoto normativo sull’ayahuasca, che rende di fatto non illegale il suo utilizzo. Così tour operator nostrani come Ayahuasca Travel propongono sia viaggi organizzati in Amazzonia colombiana che raduni lungo la penisola, dalla Costiera Amalfitana fino a Bologna e Milano, dove al prezzo di 585 euro per tre notti è possibile accedere alla cerimonia dell’ayahuasca o all’uso di sostanze enteogene naturali tra cui quelle prodotte dalle ghiandole dei rospi bufi.

Deborah Muras, facilitatrice per l’Italia di Inner Maestry, impresa che organizza ritiri di evoluzione interiore, spiega a Forbes Italia: “Prima del Covid il 90% dei nostri partecipanti erano addetti ai lavori erano terapeuti, ricercatori mentre oggi la quasi totalità di chi si unisce a noi sono persone comuni, dall’impiegato al manager, provate dal lockdown e dalla situazione generalizzata”. La diffusione dei ritiri psichedelici in tutto il mondo corre in parallelo alle nuove sperimentazioni mediche sull’efficacia di sostanze come la psilocibina nella cura dei mali della mente.

Da una manciata d’anni, per la prima volta nella storia dei mercati finanziari, si sta assistendo a un crescente interesse da parte di grandi investitori internazionali nei confronti delle società biotecnologiche che studiano le implicazioni sull’uomo di questi composti psichedelici. Una di esse è la startup inglese Compass Pathways, che ha concluso lo scorso luglio la fase due del più importante studio al mondo sugli effetti della psilocibina sulla mente umana. I risultati saranno pubblicati entro l’anno; poi, se non ci saranno intoppi, il composto sintetico COMP 360, che nel 2018 ha avuto un primo lasciapassare da parte della Fda, approderà alla fase tre. Alla Compass, quotata al Nasdaq con una capitalizzazione azionaria di 1,4 miliardi di dollari, si affianca la Beckley Psytechha, società con sede a Oxford che ha chiuso ad agosto un round di finanziamenti da 68,5 milioni di euro. Il denaro, ha dichiarato l’azienda, sarà utilizzato per continuare gli stage clinici sull’utilizzo della psilocibina nella cura della depressione resistente ai farmaci, la più problematica per i sistemi sanitari nazionali.

I dati odierni dicono che Usa e Inghilterra sono i due principali hub al mondo in questo campo. Alcuni investitori di entrambi i Paesi preannunciano per il mercato degli psichedelici legali un futuro al rialzo, in grado di ricalcare gli andamenti del business della cannabis e delle criptovalute. Anche le ricerche di mercato vanno in questa direzione: un recente report di Research and Markets prevede che dai 4,75 miliardi di dollari attuali, l’affaire degli psichedelici varrà 10,75 miliardi nel 2027.

Non tutti però sono concordi con queste prospettive di boom a breve termine. Secondo certi analisti, i rischi per gli investitori sono ancora troppo elevati a causa delle restrizioni vigenti, anche in Paesi come America e Inghilterra. Tuttavia, come ha dimostrato una survey condotta su YouGov lo scorso giugno dal think-tank Psilonautica, l’opinione pubblica britannica di ogni partito è favorevole a una riforma della legislazione in merito. Quello che da più parti viene già annunciato come un rinascimento psichedelico, necessità però di un inquadramento a 360 gradi. Nonostante le esperienze di chi abbia sperimentato queste sostanze siano in gran parte positive, occorre ricordare che esistono casistiche in cui l’utilizzo della psilocibina e dell’ayahuasca ha provocato conseguenze negative sulla salute mentale dei pazienti.

I pericoli, spiega Deborah Muras, possono provenire dal carente sostegno psicologico in alcuni centri o dall’uso concomitante di psicofarmaci SSRI. Prima di decidere di sperimentare l’una o l’altra sostanza, è bene dunque sapere cosa si cerca e perché. Soprattutto, ripetono gli esperti, occorre spiegare con chiarezza che non si tratta di svaghi ricreativi fine a sé stessi ma di vere e proprie terapie che possono aiutare a ritrovare dentro di sé le autentiche ragioni della propria esistenza.

L’articolo Curare la depressione con ketamina e psilocibina: la nuova tendenza dei viaggi psichedelici nei retreat di lusso è tratto da Forbes Italia.

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