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Open Arms: Conte, Di Maio e Lamorgese tra testi difesa Salvini, il 15 il via al processo/Adnkronos (4)

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(Adnkronos) – Sul banco dei testimoni anche il comandante della nave Marc Reig Creus, che è pure parte civile, e la capo missione Ana Isabel Montes che spiegheranno, secondo la difesa, perché “seguirono certe rotte” ma anche cosa c’era sul diario di bordo. Nel corso dell’udienza preliminare l’avvocata Giulia Bongiorno, durante la discussione, aveva più volte sottolineato che “il divieto di ingresso di Open Arms in acque italiane” sarebbe stato all’epoca firmato dai ministri “Salvini, Toninelli e Trenta. Ma qui è presente solo Salvini”. Mentre lo stesso Salvini, nella lunga memoria aveva sottolineato: “Da un attento esame dei fatti accaduti non può ritenersi sussistere nessuna violazione di norme penali in quanto la condotta che mi viene contestata è insussistente”. “La condotta” che “mi viene contestata non è che un’automatica conseguenze delle scelte politiche effettuate dall’intera compagine governativa nel perseguimento dell’interesse pubblico a un corretto controllo e a una corretta gestione dei flussi migratori, nonché a una piena tutela dell’ordine pubblico e, più in generale, un doveroso atteggiamento di salvaguardia delle prerogative costituzionali dello Stato italiano sulla scorta delle relazioni internazionali e del diritto internazionale in condizione di parità con gli altri Stati”, diceva ancora Salvini.

I 147 migranti, tra cui numerosi minori non accompagnati, che nell’agosto del 2019 furono soccorsi dalla nave della ong spagnola Open Arms, in attesa di ottenere un porto di sbarco, rifiutato dal Viminale guidato in quel momento da Matteo Salvini, “vennero costretti forzatamente a rimanere a bordo per sei giorni, dal 14 agosto sino all’esecuzione del sequestro preventivo, in data 20 agosto”. Ecco perché, secondo i giudici del Tribunale dei ministri di Palermo, il leader della Lega, accusato di sequestro di persone, dissero che il leader della Lega deve andare a processo. Giorni molto convulsi, quelli di metà agosto del 2019, con un fitto scambio di lettere tra Salvini e il premier Giuseppe Conte, con una decisione del Tar, con decreti sul divieto di ingresso nei porti italiani e persino una ispezione sanitaria a bordo. Secondo i magistrati di Palermo “la protrazione della permanenza a bordo dei migranti sulla Open Arms, per le precarie condizioni, sanitarie, psico-fisiche e logistiche, in cui essi versavano ha certamente compresso in modo rilevante e, dunque, giuridicamente ‘apprezzabile’ la loro libertà di movimento”. “La privazione di libertà personale dei soggetti a bordo della Open Arms ha dunque assunto carattere di illegittimità, non solo in quanto inflitta in violazione di precise norme di rango primario, ma altresì in quanto non era consentita né imposta da alcuna ragione giuridicamente rilevante”, questo il motivo per il quale Salvini, per i magistrati del Tribunale di Palermo, va processato.

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