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Una donna promettente è il film che racconta alla perfezione il presente

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Cinque nomination agli Oscar e la statuetta per la Miglior sceneggiatura originale, dopo essere partito proprio da zero. Quella di come questo film è stato messo insieme è una storia da spirito del tempo

“Una donna ubriaca è stesa sul letto mentre viene spogliata da un uomo. Biascica semicosciente qualcosa come: ‘Che stai facendo?’, e quando tocca alle mutande essere sfilate di colpo si tira su, è sobria e gli chiede: ‘Che cosa stai facendo?’, seria e determinata”. È esattamente questa la maniera in cui Emerald Fennell ha descritto a Screen International come il suo film è stato presentato alla LuckyChap, società di produzione che l’ha immediatamente preso. Non c’erano ancora attori, non c’era tutta la sceneggiatura completa (che include anche una morte, una vendetta e un finale non proprio prevedibile); c’era solo l’embrione di un’idea: quella di una donna che si finge ubriaca e incastra gli uomini che se ne approfittano.

Una donna promettente è partito letteralmente da zero ed è arrivato a cinque nomination agli Oscar (tra cui Miglior film) e la vittoria per la Miglior sceneggiatura originale. Nessuno, se non chi segue il circuito dei festival, l’aveva sentito nominare prima della campagna degli Academy Awards, nessuno al di fuori del Regno Unito conosceva Emerald Fennell come regista (e anche nello stesso Regno Unito non era proprio nota). Quella di come questo film è stato messo insieme è una storia da spirito del tempo che spiega bene che cosa agiti gli anni che viviamo e quale sia la personalità di una regista capace di incunearsi nel tema giusto, con la tenacia giusta, la scintilla giusta e la messa in scena giusta. Una donna promettente coglie il presente.

Emerald Fennell non viene dal nulla, è un’attrice che ha messo le mani nella scrittura e nella regia. Il suo ruolo più noto è quello di Camilla Parker Bowles nella serie The Crown, ma è stata la sceneggiatrice principale della seconda stagione di Killing Eve, e ha messo in scena una versione moderna di Cenerentola con Andrew Lloyd Webber (senza contare che ha sceneggiato il fumetto della DC Zatanna per la Warner). Una donna promettente è il suo esordio, ma è anche la prima conseguenza della nascita della LuckyChap Entertainment, società co-fondata da Margot Robbie che dal 2014 ha come missione la produzione di storie femminili da parte di cineaste.

Si tratta, dunque, di un film militante, con una tesi precisa che sa bene chi attaccare e come farlo. Specialmente il finale ha quello scopo: di sorprendere lo spettatore e farlo arrabbiare. E dire che originariamente doveva essere ancora più duro e senza speranza. “Non può essere tutto così facile, quando guardi un’immagine o un film ti provoca in una qualche maniera”ha detto la regista, e l’intento di Una donna promettente è “far diventare la femminilità un’arma. La protagonista, infatti, “usa il pregiudizio sulle donne come esca per predatori, e lo cavalca truccandosi e abbigliandosi in una certa maniera. Perché alla fine della fiera non c’è niente che preoccupi di più la società di una donna che non si trucca e indossa abiti macchiati. È come se fosse una minaccia”.

Curiosamente proprio questo film è stato al centro di una polemica sessista dopo l’uscita. Il critico di Variety ha sottolineato che forse Carey Mulligan non fosse l’attrice adatta alla parte di una donna con quel tipo di attrattiva per gli uomini, mentre la produttrice Margot Robbie sarebbe stata perfetta. La cosa ha scatenato una reazione abbastanza arrabbiata della prima, che ha portato Variety a prendere le distanze inserendo un disclaimer prima della recensione e il sindacato americano dei critici a condannare a sua volta la rivista per non aver difeso la propria firma.

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