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TECNOLOGIA

Luna di Fragola, come fotografarla con lo smartphone

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Nella serata del 24 giugno la Luna raggiungerà nuovamente il plenilunio. È quella che gli americani chiamano Luna delle Fragole. Il nome non dipende dal colore, che non cambierà, ma deriva dal periodo dell’anno che coincide con la raccolta delle fragole, appunto. Non sarà una superluna, come quelle che abbiamo potuto osservare a maggio e aprile, ma sarà comunque un’occasione buona a scattare qualche foto notturna più suggestiva del solito. Chi non avesse a disposizione una fotocamera tradizionale può utilizzare anche uno smartphone relativamente recente. Per realizzare foto di buona qualità da condividere su Instagram bastano gli accorgimenti che vi suggeriamo in questa guida.

Quale obiettivo usare

Nella maggior parte dei casi, per fotografare la Luna piena è bene utilizzare un teleobiettivo. Le ottiche a focale lunga fanno ormai parte delle dotazioni standard di moltissimi cellulari, in tutte le fasce di prezzo. Gli smartphone top di gamma hanno dalla loro una serie di vantaggi, come la stabilizzazione ottica dell’immagine, ma non è necessario possedere un iPhone 12 Pro Max o un Samsung Galaxy S21 Ultra per seguire i consigli di questa guida e ottenere foto di buona qualità.

Munirsi di cavalletto

Poiché utilizzerete la focale lunga per fotografare un soggetto che si muove nel cielo notturno, il consiglio più importante è questo: montare lo smartphone su un cavalletto. Munitevi di una clip che si possa agganciare a un treppiede e usatelo per tenere fermo il dispositivo. Bastano anche i supporti pieghevoli che si trovano a pochi euro nei bazar o su Amazon. In alternativa appoggiate lo smartphone su una superficie rigida e usate un oggetto più pesante (come ad esempio una bottiglia d’acqua) per tenerlo in posizione. Per minimizzare le vibrazioni, si può utilizzare la modalità di autoscatto a tempo, disponibile ormai nell’app fotocamera di qualsiasi smartphone, in modo da non toccare in alcun modo il telefono durante lo scatto.

Sperimentate con le impostazioni manuali

I dispositivi di ultima generazione includono ormai tutti una modalità di scatto “Pro” o “Manuale”. In questo caso può tornare molto utile, per regolare i tempi di esposizione, l’apertura e l’Iso (la sensibilità) del sensore per riuscire ad ottenere il miglior scatto possibile della Luna.

Su iPhone, senza ricorrere a impostazioni particolari, si può provare ad abbassare la ‘luminosità’ dell’inquadratura tenendo premuto il dito sul punto di fuoco e scorrendo verso il basso, in modo da diminuire in automatico il livello di esposizione e minimizzare il rumore nelle parti più scure della foto.

Poiché la Luna è un corpo luminoso nel cielo scuro, non serve aumentare la durata dell’esposizione, al contrario: “Se l’esposizione è troppo lenta, al posto della Luna vedremo un’orrenda striscia. In una notte limpida, inoltre, regolare la velocità dell’otturatore è essenziale – spiega David Noton, fotografo paesaggista e Pro Ambassador di Canon – È sufficiente un’esposizione di 1/250 di secondo a f/8 ISO 100 per evitare l’effetto mosso”.

Evitare la modalità notte

La maggior parte degli smartphone più recenti include una modalità di scatto notturna coadiuvata dall’intelligenza artificiale. Se volete fotografare la Luna, però, vi consigliamo di evitarla. Questa funzione infatti è ottimizzata per visualizzare anche ciò che l’occhio non percepisce: si ottengono spesso foto gradevoli, soprattutto in presenza di soggetti umani, ma che non rispecchiano del tutto la realtà della scena inquadrata. Con un soggetto molto luminoso in un cielo buio, come la Luna appunto, la “modalità notturna” rischia di andare in tilt e di non produrre risultati di qualità soddisfacente. Alcuni smartphone hanno un’opzione dedicata per immortalare la Luna (come lo Zoom 100X del Samsung Galaxy S21 Ultra): funziona, ma il risultato sarà sempre una foto di un disco biancastro nel cielo, uguale a milioni di altre foto.

Includere il paesaggio nell’inquadratura

“Sebbene uno scatto ingrandito della Luna possa essere ricco di dettagli, il suo interesse rimane squisitamente astronomico – spiega ancora Noton – Personalmente, preferisco integrare il fascino della Luna nei miei paesaggi o utilizzare il satellite come fonte di luce”.

Riuscire a includere la Luna nel paesaggio scattando con lo smartphone, però, potrebbe non essere semplice. In città, in particolare, i palazzi o i lampioni sono punti di luce intensa che complicano molto le regolazioni necessarie ad armonizzare la Luna in un’inquadratura più ampia. Il consiglio, in questo caso, è di cercare un luogo ideale senza troppe luci artificiali e con elementi in penombra (“come un albero su una collina”, dice Noton), sufficienti a dare un’idea, per confronto, delle dimensioni del satellite.

App fotografiche

Sia che usiate uno smartphone Android, sia che abbiate un’iPhone, prendete in considerazione la possibilità di utilizzare applicazioni fotografiche dedicate, alternative all’app Camera inclusa nel dispositivo. Di solito costano qualche euro, ma offrono la possibilità di sfruttare al meglio le potenzialità dei sensori fotografici del dispositivo con impostazioni manuali dettagliate.

Su iPhone le migliori sono Halide, Reflex Camera, Manual e VSCO Cam (app nota per i filtri, ma dotata anche di un’ottima modalità di scatto manuale).

Su Android potete provare Camera Zoom FX, Camera FV-5 o la stessa VSCO Cam.

Le impostazioni manuali dell’app Reflex Camera per iPhone 

Timelapse

Uno dei vantaggi di usare uno smartphone per fotografare l’eclissi è che si possono sfruttare delle modalità di scatto alternative a quella standard. La Luna che spunta all’orizzonte e poi si sposta nel cielo è un soggetto ideale per un video timelapse di sicuro effetto. Anche in questo caso il dispositivo dovrà essere assicurato ad un treppiede oppure appoggiato su una superficie piana dove non potrà essere toccato o fatto cadere. Considerate la possibilità di attivare la modalità aereo durante il timelapse per evitare che la vibrazione di un messaggio o di una chiamata in entrata possano spostare il dispositivo rovinando così l’intera operazione. 

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