ESTERO

Stretta di mano tra i leader, via al summit di Ginevra Biden-Putin

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GINEVRA – Con uno strappo alle regole anti-Covid, sono entrambi vaccinati, i leader delle due potenze mondiali si sono incontrati scambiandosi una stretta di mano. Il presidente Usa, Joe Biden, è arrivato a Villa La Grange, la spettacolare residenza a Ginevra, dove si svolgerà lo storico summit con il suo omologo Vladimir Putin, pochi minuti dopo il collega russo. Entrambi hanno percorso un centro cittadino blindato con un lungo corteo di mezzi. Ad accoglierli è stato il presidente della Confederazione Elvetica, Guy Parmelin.

Il primo summit tra Biden e Putin, in un momento in cui i rapporti tra i due paesi sono ai minimi storici, dovrebbe durare 4-5 ore, prima delle due conferenze stampa separate. Si parte con un incontro tra i due, accompagnati dai rispettivi ministri degli Esteri, Antony Blinken e Serghei Lavrov. Seguirà una riunione allargata dove i due presidenti avranno cinque consiglieri per parte.

(afp)

Primo scambio di battute

“Penso che sia sempre meglio incontrarsi faccia a faccia”: ha detto Biden avviando l’incontro con Putin a Ginevra. “Spero che il nostro incontro sia produttivo e grazie per avere preso l’iniziativa di incontrarci”, ha risposto il leader russo. Il breve scambio di battute ha avuto luogo nella biblioteca al primo piano di Villa La Grange, di fronte alle telecamere.

I temi sul tavolo

Diritti umani e il caso Navalny sono tra i temi più scottanti con una probabile convergenza d’interessi. L’antiproliferazione nucleare e il controllo degli armamenti è senz’altro il dossier dove si potrebbe trovare più facilmente un’intesa. Qui si potrebbe aprire qualche spiraglio per un nuovo accordo sui missili a media e corta gittata e, magari, l’apertura di un tavolo sui super-vettori, le arme ipersoniche di ultima concezione. Mosca, sostengono diversi analisti, è avanti rispetto a Usa e Cina nel loro impiego e non ha pregiudizi a parlarne. Il Cremlino ha fatto capire che Biden e Putin oggi potrebbero dare il là a un percorso negoziale separato sul tema – “non sarà facile” – con indicazioni chiare sul “come e il quando”.


Nel campo del controllo degli armamenti , il dossier è la regolamentazione del cyber-spazio, dove si vuole avviare un processo di de-escalation simile a quanto avvenuto per le armi atomiche negli anni Ottanta del Novecento. Cruciale per Mosca, è poi il tema del

fronte occidentale. Ovvero l’Europa dell’Est. Con il conflitto nel Donbass. L’ingresso nella Nato dell’Ucraina è fumo negli occhi per Putin. E la Bielorussia deve restare nell’area d’influenza russa.


Stando alle informazioni della vigilia al vertice Putin e Biden parleranno anche di cooperazione economica, clima, Artico e lotta al coronavirus. E ancora, Siria, Libia, Nagorno-Karabakh e l’accordo nucleare iraniano. Probabile anche un accordo sul ritorno nelle capitali dei rispettivi ambasciatori, John Sullivan e Anatoly Antonov, lontani da diversi mesi. E poi lo scambio di alcuni detenuti ‘eccellenti’. Si fanno i nomi del pilota russo Konstantin Yaroshenko (condannato per traffico di droga) e degli americani Trevor Reed e Paul Whelan.

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