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Le lezioni di vita che non sappiamo prendere

Marco Landi ha 78 anni. E’ famoso per essere stato ad un certo punto il presidente e direttore generale della Apple e per aver riportato in azienda Steve Jobs che era stato defenestrato anni prima; e ha fatto e continua a fare un sacco di altre cose nel campo della tecnologia. A proposito delle startup italiane dice che stiamo facendo fuori le migliori, che gli investitori si comportano come se fossero banche che devono dare dei prestiti, come squali; e che le istituzioni si limitano a fare annunci. Racconta la storia di un giovane che cercava una mano per un brevetto ma si sentì rispondere “sei troppo giovane” e adesso ha una azienda che vola negli Stati Uniti. Le parole di Marco Landi sono come pietre eppure non cambieranno nulla. Non c’è un venture capitalist che dica “è vero, lo ammetto”, ma neppure che provi a confutare le accuse: ignorare e tirare dritto è sempre la migliore strategia di comunicazione.

Non solo per le startup: un paio di settimane fa un istituto di ricerca pubblica uno studio ampio su sogni paure e speranze dei giovani. Ad una domanda su fiducia e credibilità, viene fuori che in fondo alla lista ci sono i giornalisti. Che fossimo in basso si sapeva ma che fossimo anche la categoria che ha perso più posizioni durante la pandemia è una sorpresa. Ma come, con tutti i colleghi che hanno lavorato rischiando il contagio? Con le dirette fatte con il telefonino, con le stanze di casa trasformate in studio radio o tv pur di continuare a fare informazione? Con tutto ciò, i peggiori. Anche qui: reazioni? commenti? autoanalisi? rivendicazione di meriti? Nulla. Ignorare e tirare dritto.

Sono solo due esempi di un fenomeno che riguarda tutti. Non accettiamo le critiche, non siamo capaci di gestire un feedback negativo, ci sentiamo intoccabili, perfetti o, anche se imperfetti, in credito con il mondo e quindi al riparo da tutto. Guardate gli insegnanti: al termine di un anno così difficile c’è qualcuno che abbia ammesso “scusate, potevamo fare di più. impareremo a insegnare meglio”? Nessuno.  

Perché noi siamo quelli che dicono sempre “non prendiamo lezioni da nessuno” quando invece tutti dovremmo saper prendere lezioni, se non da qualcuno, almeno dalla vita. 

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