TECNOLOGIA

MacOs Monterey, così cambia il Mac tra nuovi strumenti di produttività e condivisione

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Il futuro del Mac è già un po’ nel presente. Apple ha appena svelato la nuova versione di MacOS, il sistema operativo per suoi computer. Si chiama Monterey, come una delle zone più belle della California e porta in dote parecchie novità. Alcune sono già attive nella prima beta rilasciata agli sviluppatori, ma tutte saranno ovviamente disponibili nel rilascio definitivo, tra settembre e ottobre di quest’anno. Anche se è presto per una recensione completa, il primo contatto con quello che sarà Monterey nella sua forma finale è un importante punto di svolta per le funzionalità dei Mac. Perché in questo aggiornamento la chiave è l’unione che arriva dalla versatilità, l’apertura delle applicazioni native e del sistema stesso ad impieghi più ampi e scenari di produttività, comunicazione ed intrattenimento più estesi.

In questo senso le nuove possibilità di condivisione dei contenuti, attraverso lo sharing in tempo reale, diretto e ottimizzato di video e musica attraverso il canale di comunicazione FaceTime, è la prima apertura di rilievo. Non l’abbiamo ancora provato ma osservato nel dettaglio sì, e questa gestione avanzata di fruizione collettiva è un salto generazionale per questa generazione di dispositivi e di sistemi operativi, che in questo modo utilizzano le piattaforme di contenuti di Apple (Tv+ e Music, a cui bisogna naturalmente essere abbonati per poterne condividere le proposte) per creare dei veri e propri circuiti sociali di intrattenimento, contribuendo in modo sostanziale a diminuire le distanze ed avvicinare i partecipanti. Proprio come la rivoluzione dello smart working ha portato sempre più persone a lavorare insieme da postazioni remote. E in questo senso è tutta da provare la novità dell’audio spaziale, che consente di localizzare le persone collegate in call dalla provenienza dell’audio, quando si partecipa a una conferenza ascoltandola con gli auricolari AirPods Pro o le cuffie AirPods Max.

Ma tra le nuove funzioni di MacOS Monterey, quella che ci sembra più interessante si chiama Unified Control. Va pensata come un’update generazionale a quanto Apple aveva già fatto con Handoff, ovvero la funzionalità che permetteva di “spostare” le attività da e verso qualsiasi dispositivo, iOS o Mac. E Unified Control eleva questo discorso a potenza, permettendo di controllare più dispositivi con un’unica tastiera e mouse e di fatto creare un ambiente contiguo tra le varie piattaforme, che in realtà è un vero e proprio ambiente unico. Un esempio su tutti: abbiamo un disegno che stiamo realizzando su iPad con ProCreate. Ci lavoriamo, lo salviamo sull’iPad. Con un Mac collegato in Unified Control, possiamo prendere il file direttamente dall’iPad, portarlo sul Mac e elaborarlo ancora con qualsiasi altra applicazione. Questa nuova funzione sarà disponibile anche sui Mac dal 2017 in poi, e anche sui dispositivi iOS non recentissimi. Ovviamente lavora al top coi processori M1, ma vi diremo meglio quando potremo provare quella che sicuramente è una pietra miliare nell’interconnesione degli ecosistemi Apple, e insieme una caratteristica in grado di snellire parecchio i processi produttivi e rendere efficiente la catena di passaggi tipici in qualsiasi contesto applicativo.Di fatto i dispositivi diventano un’unica piattaforma unita, e si può solo immaginare come potrà evolvere questo sistema, magari affidando al processore di un iPad collegato via Thunderbolt parte del lavoro che si sta facendo sul Mac, come si farebbe con una eGpu.

Monterey poi raccoglierà quanto seminato su iOS in fatto di automazione. Gli utenti Mac più avanzati che già usano Automator (che per ora rimarrà disponibile) troveranno nelle nuove Shortcuts di Monterey la potenza delle “Recipes” già vista su iOS con cui il nuovo gestore di scorciatoie per MacOS è pienamente compatibile. Queste nuove formule di automazione per far svolgere al Mac i compiti, le macro e le sequenze di comandi più disparate saranno condivisibili e decisamente più semplici da impostare e utilizzare. Di fatto un boost di produttività che se su iOS è quasi accessorio, per i power user di MacOs era davvero necessario.Ma le novità sono ancora parecchie, dal redesign completo del browser Safari alla presenza di un Autenticatore per le proprie utenze web più sensibili, il riconoscimento del testo nelle foto (tutto avviene in locale e non sul cloud, per chi avesse legittimi dubbi sulla privacy) e ancora, una completa riprogettazione delle Mappe e l’introduzione, parallelamente a iOS e iPadOS 15, della modalità Focus, che imposta sul computer delle specifiche condizioni di notifica, pienamente customizzabili, che quindi saranno bilanciate in relazione alle attività che si vanno a svolgere.

Vedremo com’è MacOS Monterey quando uscirà, ma da un primo contatto è chiaro che lo sforzo di Apple stavolta è particolarmente calibrato sull’integrazione e sull’ampliamento di possibilità per ogni impiego di utilizzo del Mac, e in cui l’iPad esce dal ruolo di “Sidecar” visto in Big Sur e diventa parte assolutamente attiva. 

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