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Uno schiaffo a Macron fa tornare lo spettro della violenza politica

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PARIGI – Una scena che dura pochi secondi, ma fa precipitare di nuovo la Francia nello spettro di una violenza politica fuori controllo. Durante il suo viaggio nel sudest, Emmanuel Macron è stato schiaffeggiato da un giovane mentre andava incontro a un gruppo di sostenitori che lo aspettavano fuori da un istituto alberghiero. Il presidente, in maniche di camicia, ha camminato verso alcune persone radunate dietro alle transenne. E ha poi allungato la mano a un uomo, in maglietta verde, con occhiali e maschera, pensando che volesse salutarlo. A quel punto è stato strattonato ed è partito lo schiaffo che non è completamente riuscito perché la sicurezza ha subito allontanato il capo dello Stato.

L’immagine è comunque forte, una sorta di lesa maestà nel sistema francese, definito spesso come una monarchia repubblicana. Per una volta la solidarietà è unanime, anche nell’opposizione, da Marine Le Pen a Jean-Luc Mélenchon che hanno condannato l’aggressione. Il giovane ha urlato uno slogan monarchico, il grido di battaglia dei Capetingi, i seguaci di Ugo Capeto, terza dinastia dei re di Francia: ‘Montjoie! Saint-Denis!”. E poi ha aggiunto: “À bas la Macronie”, abbasso il macronismo, slogan piuttosto diffuso nelle manifestazioni di protesta. Ventotto anni, senza precedenti penali, l’aggressore è stato fermato insieme a un’altra persona che era con lui. Rischiano fino a tre anni di carcere.

Macron è rimasto nelle vicinanze per qualche minuto, gesticolando verso qualcuno dall’altra parte delle barriere, prima che la scorta lo portasse via. Il premier Jean Castex, che si trovava in parlamento per un discorso, ha interrotto la seduta per denunciare un “attacco alla democrazia”. Macron era arrivato nella Drôme, la regione di Valence, per la nuova tappa del “Tour de France” che ha lanciato la settimana scorsa dopo i lunghi mesi di lockdown e restrizioni sanitarie, in cui ha dovuto limitare i suoi spostamenti. Il leader vuole così rompere l’immagine di un dirigente politico troppo lontano dai cittadini. La giornata doveva essere anche un modo di celebrare le riaperture, in particolare quelle dei ristoranti chiusi per oltre sette mesi.

Nel 2016 Macron, che all’epoca era ministro dell’Economia, era stato colpito con uova da sindacalisti dell’estrema sinistra durante gli scioperi contro le riforme del lavoro. Nell’autunno 2018, durante il movimento dei gilet gialli, alcuni manifestanti lo avevano aggredito verbalmente e nei raduni in piazza circolava la minaccia di dare l’assalto all’Eliseo. Anche se quel movimento di contestazione è ormai finito, da mesi si respira di nuovo aria di tensione.

È di qualche settimana fa la manifestazione dei poliziotti, che hanno denunciato le continue aggressioni contro uomini in divisa, mentre alcuni militari hanno pubblicato appelli in cui paventano il rischio di una “guerra civile”. Lunedì era stato Mélenchon a prevedere un “fatto gravissimo” che potrebbe scuotere la campagna per le presidenziali nella primavera 2022. Il capo della France Insoumise ha anche criticato uno youtuber di estrema destra, “Papacito”, che ha pubblicato un filmato nel quale mimava l’uccisione di un “elettore di Mélenchon”.

Poco prima di ricevere lo schiaffo, Macron aveva lanciato un appello alla calma, parlando nell’istituto alberghiero davanti al quale l’aspettava l’aggressore. “In democrazia le opposizioni possono esprimersi liberamente, per strada, sulla stampa, in televisione – ha detto – ma la contropartita è la fine della violenza e dell’odio”. Aveva poi aggiunto: “Se l’odio e la violenza ritornano, indeboliscono solo una cosa, ovvero la democrazia. E quindi invito tutti a essere rispettosi e calmi”.

Dopo lo schiaffo ripreso in diretta, il leader non ha voluto cambiare il programma ufficiale. È arrivato nel pomeriggio a Valence, apparendo rilassato, facendo selfie tra la folla, sempre circondato da alte misure di sicurezza. Macron ha parlato di un “gesto isolato” di una “persona ultraviolenta”. “Bisogna relativizzare questo incidente – ha commentato, sostenendo che – ci sono temi più importanti di cui occuparsi”.

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