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Tasse alle multinazionali, accordo storico al G7: imposta minima del 15% per ‘colpire’ i giganti del tech

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L’accordo di Londra

Redazione — 5 Giugno 2021

Tasse alle multinazionali, accordo storico al G7: imposta minima del 15% per ‘colpire’ i giganti del tech

È un accordo dalla portata storica quello arrivato al G7 di Londra, nella capitale inglese dove sono riuniti i ministri delle Finanze con i big delle materie economiche e fiscali, primo appuntamento “in presenza” dall’invio della pandemia.

Il Cancelliere dello Scacchiere inglese, Rishi Sunak, ha infatti confermato ufficialmente che dal meeting è arrivato l’accordo sulla tassazione globale alle multinazionali: un via libera basato “sul principio di una aliquota globale minima del 15% per la tassazione delle grandi imprese, applicata Paese per Paese“, ha scritto su Twitter il Tesoro britannico, parlando “una stretta sull’elusione fiscale” che farà pagare “la giusta quota” alle multinazionali di Big Tech.

L’accordo raggiunto a Londra per il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, è “un punto di partenza”. Nei prossimi mesi però “la battaglia proseguirà al G20, all’Ocse ma oggi è stata raggiunta una tappa storica”.

🚨 At the @G7 in London today, my finance counterparts and I have come to a historic agreement on global tax reform requiring the largest multinational tech giants to pay their fair share of tax in the UK.

👇The thread below explains exactly what this means. #G7UK pic.twitter.com/HdcK1HuM91

— Rishi Sunak (@RishiSunak) June 5, 2021

I CASI AMAZON E MICROSOFT – Secondo le stime del Tesoro “le maggiori imprese globali, con margini di profitto di almeno il 10%, vedranno il 20% di tutti gli utili al di sopra di tale soglia riallocato e tassato nei Paesi dove effettuano vendite”.

Un riferimento tra le righe ai casi di giganti come Amazon o Microsoft, che fino ad oggi sono stati in grado di ‘sfuggire’ alle aliquote col sistema della domiciliazione legale in paradisi fiscali, luoghi diversi da quelli in cui intascano i loro profitti. Caso simbolo è Microsoft, che ha verso zero tasse in Irlanda con la sua filiale locale con 315 miliardi di euro di profitto annuale, grazie alla domiciliazione alle Bermuda.

LA REAZIONE ITALIANA – Accordo accolto con favore da Daniele Franco, ministro dell’Economia presente al vertice, e dal commissario europeo Paolo Gentiloni. “Oggi a Londra abbiamo compiuto un grande passo verso un accordo globale senza precedenti sulla riforma della tassazione delle imprese. E’ stato un incontro molto positivo che ci ha permesso di costruire ponti su questioni cruciali”, ha detto Gentiloni.

Big step taken by the @G7 towards an unprecedented global agreement on tax reform. @EU_Commission will contribute actively to making that happen at next month’s @g20org in Venice

— Paolo Gentiloni (@PaoloGentiloni) June 5, 2021


“Le possibilità di un accordo globale sono notevolmente aumentate. Ora dobbiamo fare l’ultimo miglio per espandere questo consenso ai membri del G20 e a tutti i paesi coinvolti nel quadro inclusivo dell’Ocse. La Commissione contribuirà attivamente a queste discussioni multilaterali in corso per garantire il raggiungimento di un accordo ambizioso a luglio”, conclude.

Redazione

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