TECNOLOGIA

Storia della macchina del tempo da Luciano di Samosata ai giorni nostri

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Da quando si è evoluto dall’essere scimmiesco, l’uomo ha sempre voluto sapere cosa sarebbe stato del suo domani.

O, almeno, immaginarlo.

Paradossalmente il primo a scrivere sul futuro fu uno storico greco, Luciano di Samosata.

Nella sua Storia Vera, del secondo secolo dopo cristo, quando non esisteva neanche lontanamente l’idea di un motore, immagina addirittura viaggi nello spazio e l’incontro con i seleniti, gli abitanti della Luna.

Da allora, sono stati miriadi gli scrittori visionari che hanno creato il futuro.

Angosce, inquietudini, catastrofi. Qualche volta, anche luminose prospettive.

Noi uomini di oggi dobbiamo ringraziare Herbert George Wells che tanto tanto tempo fa ci ha regalato una ‘Macchina del tempo’.

L’avete vista tante volte al cinema, dai film tratti dal libro di Wells a la saga di ‘Ritorno al futuro’.

Herbert George Wells

Insieme al più “realistico” Jules Verne, Herbert George Wells è considerato il fondatore della fantascienza, quel genere di

letteratura che immagina il futuro sulla base del progresso tecnologico esistente, oppure di inventarlo senza preoccuparsi della verosimiglianza. E’ lui ad inventare il viaggio nel tempo, l’invasione degli alieni o la possibilità di diventare invisibili.

Nato nel 1866 da una famiglia modesta e costretto a lavorare fin da giovanissimo, nel 1884 Wells torna sui banchi di scuola e ottiene una borsa di studio al Royal College of Science and Technology di Londra. Si entusiasma per la nuova teoria

darwiniana, di cui diventerà fervente sostenitore. Terminati gli studi comincia ad insegnare.

La sua attività di scrittore nasce a causa di un’emorragia polmonare che lo costrinse a lungo a letto.

Nel 1895 pubblica contemporaneamente un volume di racconti, “Il bacillo rubato e altri incidenti” e i capolavori “La macchina del tempo” e “La visita meravigliosa”.

È subito successo strepitoso.

Forse non tutti sanno però che la macchina del tempo potrebbe esistere davvero.

Gli emuli di Doc sarebbero due: un ingegnere astronautico russo, Vadim Cernobrov, e addirittura un monaco benedettino, padre Pellegrino Ernetti! Che esista, oppure no, guardare al futuro è da sempre una delle principali occupazioni dell’uomo.

Ansia del domani, desiderio di scoperta, chiamatelo come volete. Quello che è certo, è che l’immaginario del futuro, per tutti, non può che risentire del banale presente.

Padre Pellegrino Ernetti

Monaco benedettino presso l’Abbazia di San Giorgio Maggiore a Venezia, filosofo ed esorcista, Ernetti fu uomo di grande erudizione, esperto di musica e di storia della musica antica.

Fu anche collaboratore di Padre Agostino Gemelli presso il Laboratorio di Fisica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Secondo quanto riportato dallo stesso Ernetti, stavano entrambi lavorando nei locali del Laboratorio di Fisica dell’università

quando in un momento di sconforto il padre Gemelli esclamò come era solito fare in certi momenti: “Papà aiutami!”. Fu proprio

questa frase esclamata dal Gemelli che avrebbe suscitato la risposta del padre di Gemelli morto molti anni prima, che sarebbe rimasta impressa su un registratore lasciato attivo nel laboratorio.

Riproducendo il nastro si sarebbe sentita una voce che diceva: “Certo che ti aiuto zuccone.”

Il cronovisore

Ernetti nel 1972 rilasciò un’intervista nella quale affermava che sin dalla seconda metà degli anni cinquanta, insieme a un gruppo di famosi scienziati tra i quali l’italiano Enrico Fermi e il tedesco

Wernher von Braun, avrebbe progettato e infine costruito il cronovisore, una macchina che avrebbe permesso di vedere avvenimenti accaduti nel passato, che Ernetti chiamava “macchina del tempo”.

Il principio fisico che permetterebbe il funzionamento di questa macchina sembrerebbe riassumersi nella teoria secondo cui ogni

essere vivente lascia dietro di sé nel tempo una traccia costituita da una non ben identificata forma di energia.

Ernetti raccontò di aver assistito alla crocifissione di Gesù Cristo, di cui avrebbe realizzato una foto (ma la foto è stata contestata in quanto identificata con quella di un crocifisso dell’artista Cullot Valera conservata a Collevalenza, Todi).

L’esistenza della macchina tuttavia non è mai stata dimostrata,  anche se secondo una leggenda il crono visore sarebbe custodito al Vaticano.

Viaggio nella Luna

1902

La prima immagine proiettata del futuro arriva dalla nuova invenzione appena nata agli inizi del ‘900, il cinema.

Si tratta di ‘Viaggio nella luna’ di George Melies, il film capostipite del genere fantascientifico, tratto dal romanzo omonimo di Jules Verne.

 

Metropolis

1926

Poco meno di dieci anni prima, la rivoluzione russa ha sconvolto il mondo.

Con Metropolis, il regista tedesco Fritz Lang si rifà alla rivoluzione e immagina un 2026 contrassegnato dalla prevaricazione e dalle lotte di classe.


Robby the Robot

1956

Nel 1956 Iuri Gagarin sta per essere sparato nello spazio a bordo della navicella Vostok.

Nel pianeta proibito appare Robby, il robot più famoso degli anni ’50. Sembra effettivamente una Vostok con braccia e gambe.

La navicella spaziale Vostok I

Vostok 1 fu la prima missione con equipaggio umano svoltasi nel corso del programma sovietico di esplorazione spaziale Vostok nonché il primo volo umano nello spazio in assoluto. Il 12 aprile

1961 il cosmonauta Jurij Alekseevi? Gagarin divenne il primo essere umano ad orbitare intorno alla Terra.

Il lanciatore Vostok si levò da terra il 12 aprile 1961 alle ore 9.07 (ora di Mosca) dal cosmodromo di Baikonur. I tre stadi del lanciatore, un missile intercontinentale R-7 modificato, funzionarono alla perfezione. Il cosmonauta si trovava in continuo

contatto via radio con il centro di controllo di volo. Il collegamento venne garantito su onda radio a frequenza VHF (143,625 Mhz) come pure ad onde corte, in quanto l’Unione Sovietica non disponeva di una rete di collegamento con centri di controllo

stazionati in tutte le parti del mondo. Un’apposita telecamera inviò le prime immagini televisive verso il centro di controllo.

Inoltre Gagarin poté comunicare con il centro di controllo mediante codici Morse.

Christian Barnard

1966

Il professor Christian Barnard si prepara al suo primo trapianto di cuore ed alla medicina si profila un futuro radioso.

Il film ‘Viaggio allucinante’ di Richard Fleischer prevede già le nanotecnologie per navigare all’interno del corpo.

Nello stesso anno, in Italia la Olivetti inventa Programma 101.

È il primo personal computer, in grado, per la prima volta nella storia, di stare su una scrivania. Ha anche una stampante integrata.

Costa ‘appenà 3200 dollari.

Christian Barnard e il primo trapianto di cuore

Il 2 dicembre 1967, a Città del Capo, in un incidente d’ auto perde la vita la signora Myrtle Ann Dervall, mentre la figlia Denise, una

ragazza di 25 anni, ha le ore contate, a causa delle ferite riportate.

In cura all’Ospedale Groote Schuur c’era in quel periodo un droghiere ebreo di 54 anni, Louis Washkansky, che soffriva di diabete e di un incurabile male cardiaco. Barnard parla con il

padre di Denise, che dà il suo consenso per il trapianto. Il primo trapianto di cuore umano al mondo viene effettuato il 3 dicembre 1967: l’operazione è condotta da Christiaan Barnard, assistito dal fratello Marius ed un team di una trentina di persone. Dopo 9 ore in sala chirurgica il cuore della defunta Denise Darvall viene

impiantato nel corpo di Washkansky e funziona regolarmente.

La sensazionale notizia fa il giro del mondo in poche ore: Barnard diventa l’uomo del momento.

Passato l’entusiasmo, il problema del trapianto diventa l’eventuale rigetto. Dopo una settimana in cui le condizioni di Washkansky sembrano buone, il 9 dicembre i globuli bianchi nel sangue diminuiscono, il 15 la diagnosi: polmonite doppia, indotta dai farmaci immunosoppressivi che stava assumendo il paziente.

Tra il 16 e il 20 dicembre le condizioni di Washkansky si fanno gravissime, la polmonite non è curabile. La notte del 21 dicembre 1967 Washkansky muore, diciotto giorni dopo il trapianto.

Nonostante il primo paziente con il cuore di un altro essere umano sia sopravvissuto poco più di due settimane, l’operazione di Barnard costituisce una pietra miliare per la chirurgia.

2001 Odissea nello spazio / Kubrick

1968

Nel 1968 Stanley Kubrick è un regista emergente che ha già realizzato film come Lolita e il Dottor

Stranamore.

Come sempre più spesso accade, è proprio un regista a disegnare il futuro più plausibile.

In 2001 Odissea nello Spazio, Kubrick immagina l’esistenza di Hal 9000, un supercomputer che

ammonisce l’uomo sul rischio di affidare completamente la propria esistenza alla tecnologia.

H-a-l, Sono le lettere che precedono un’altra sigla famosa per i computer: I-B-M.


Nixon / Sex Pistols

1977

Alla fine degli anni ’70, il futuro non è più asettico. Il domani diviene sporco, difettoso, pieno di mostri. Il movimento Punk dilaga e il presidente Nixon si dimette a causa dello scandalo Watergate.

Nella visione del futuro appare il conflitto tra democrazia e dittatura.


Blade Runner

1982

Negli anni ’80 si comincia a parlare di buco nell’ozono e il domani dell’uomo appare più cupo.

Philip Dick muore lasciandoci il futuro di Blade Runner, un 3019 in cui non smette mai di piovere e si vive prigionieri di smisurate megalopoli.

Come se non bastasse ci sono anche i replicanti.

I Replicanti

Sono androidi (per la precisione organismi artificiali) pressoché indistinguibili dall’uomo, creati dalla Tyrell Corporation. Sono superiori all’uomo per forza e agilità, nonché di intelligenza

almeno pari a quella degli ingegneri che li hanno creati. Sono stati progettati per essere il più possibile simili agli uomini (lo slogan della Tyrell è più umano dell’umano). Gli ingegneri della

Tyrell stimarono la possibilità che i Nexus 6 potessero nel tempo sviluppare emozioni proprie (rabbia, amore, paura, sospetto,…) ovvero potessero assumere coscienza di sé, e così li dotarono di un dispositivo autolimitante, vale a dire 4 anni di vita.

Per distinguere un replicante da un umano, il sospetto viene sottoposto ad un test per l’empatia denominato Voigt-Kampff, che consiste in un interrogatorio condotto con un dispositivo puntato

sull’occhio dell’interrogato. Il replicante, di fronte alle domande pensate per suscitare un’emozione precisa nell’interrogato, tradisce la sua natura in seguito all’impossibilità, dovuta alla mancanza del bagaglio di esperienze tipico di un essere umano,

di controllare le proprie emozioni. Per la riuscita del test sono infatti fondamentali i tempi di reazione alle domande.

Matrix

1999

Il Millennium Bug alla fine del ’99 diventa lo spauracchio della civiltà.

Si teme che le macchine governate dai computer si blocchino facendo piombare l’uomo in un nuovo

medioevo.

Naturalmente, nulla succede, ma le previsioni di futuro di altri registi, i fratelli Wachowski nel film Matrix, vedono una rivolta sotterranea degli umani contro i software.

Questi coltivano gli uomini come piante, per carpire dal loro corpo l’energia necessaria ai computer.


District 9

2009

In un altro film, District 9, il futuro si mescola con la cronaca.

In un prossimo futuro gli alieni saranno come emigranti, da isolare, imprigionare.

Non vi ricorda qualcosa di familiare?

Ricordate i cartoni animati dei Pronipoti?

Tutto era rassicurante, perfetto e desiderabile.

Eh, sì, il futuro non è più quello di una volta…

Nei romanzi, e poi al cinema, la visione del domani diventa sempre più nera…


2022 i sopravvissuti

2022

Come per esempio in ‘2022, i sopravvissuti’, nel quale si immagina che cibo e acqua siano razionati e costosissimi, fino a scoprire che l’unico modo di sfamare l’umanità è trasformare i cadaveri in cibo.

Chi decide di immolarsi per gli altri, vive esperienze immersive multisensoriali durante le quali gli viene mostrato com’era un tempo la natura. Quanto tempo manca al momento in cui anche noi dovremo rimpiangere un albero vedendolo solo su uno schermo televisivo?

Il futuro nella serie tv ‘Ufo’

Nella serie ‘cult’ ufo sono presenti alcune innovazioni tecnologiche che nel 1969, anno della sua messa in onda, non erano ancora diffuse o conosciute. Alcune sono state effettivamente realizzate, altre esistevano davvero ma avevano

una diffusione molto ristretta e solo in seguito sono state commercializzate su vasta scala.

Eccole:

• Il telefono per auto

• L’aria condizionata per auto

• Il cercapersone

• Il telefono cordless

• Gli sportelli per auto ad ali di gabbiano (in realtà,

esistevano già dagli anni cinquanta, sulla Mercedes

300sl)

• Una specie di Shuttle, lanciato da un aereo, anche se nella stessa serie è considerato sperimentale.

• L’equipaggio in posizione di comando gerarchico senza discriminazioni di sesso e di razza.

• L’uso massiccio del computer nella vita quotidiana.

• L’identificazione vocale

• I satelliti-spia.

• I costumi disegnati da Sylvia Anderson, ripresi dagli attuali indumenti tecnici.

• La spazzatura spaziale.

• I rifiuti tossici.

Altro aspetto preconizzato dalla serie e avveratosi in parte è lo sviluppo di velivoli da trasporto supersonici. Il concorde e l’omologo sovietico Tupolev tu-144 compivano infatti allora i primi

voli di prova. Nella serie si parla, comunque, di velocità superiori al mach 2. Previsti anche gli aerei a decollo verticale come il ‘Convertiplano’ presente nella serie. Il modello americano Bell v-22 Osprey, invece, dopo aver superato una lunga fase

sperimentale agli inizi del XXI secolo, è attualmente in servizio.

La fine del razzismo “per morte naturale” è vaticinata dal comandante Ed Straker nell’episodio ‘Conflict’.

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