TECNOLOGIA

Moda e startup, Etsy compra l’italiana Depop per 1,6 miliardi di dollari

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È fra le più grandi e importanti acquisizioni nella storia delle startup italiane, riguarda il secondo “unicorno” dopo Yoox, colosso della moda online nato una dozzina di anni fa, e ha generato per l’incubatore veneto H-Farm un ritorno più grande di 15,5 volte rispetto all’investimento iniziale: il marketplace americano Etsy si è comprato l’app Depop, creata nel 2011 per vendere e acquistare online, per 1,63 miliardi di dollari.

Nel 2020 le vendite lorde di merci attraverso Depop sono state di circa 650 milioni di dollari, i ricavi pari a 70 milioni di dollari, entrambi in aumento di oltre il 100% rispetto all’anno precedente: a oggi, la piattaforma conta circa 30 milioni di utenti in oltre 150 Paesi, ogni mezzo secondo viene caricato un prodotto e ogni 3 secondi ne viene venduto uno; sempre l’anno scorso, Depop ha transato un miliardo di articoli senza passare per negozi o magazzini.

I benefici per H-Farm (e per Etsy)

La cosiddetta clausola di earn-out prevede il pagamento a H-Farm del 35% di quanto ottenuto dai venditori per la cessione delle azioni, al netto dei costi di transazione, portando l’incasso totale dell’incubatore a quota 11 milioni di euro, rispetto a un investimento iniziale inferiore agli 800mila euro; la clausola è ovviamente subordinata al closing dell’operazione, previsto entro il terzo trimestre del 2021.

Dopo l’annuncio dell’acquisizione, Etsy ha guadagnato il 2,5% al Nasdaq, arrivando a 167 dollari per azione: la società americana, che sede New York, nella zona di Brooklyn, ha puntato sull’app italiana evidentemente allo scopo di allargare l’offerta verso le nuove generazioni.

Dove e come è nata Depop

La storia di Depop è iniziata una decina d’anni fa in Veneto, e così la raccontò il suo fondatore allo Startupitalia Open Summit del 2019: “Mi chiamo Simon Beckerman, ma nonostante il nome inglese sono nato e cresciuto in Italia, e ho fondato un’app che si chiama Depop a Treviso”. Dopo la fondazione nel 2011, la società si è trasferita nel Regno Unito, a Londra, ha aperto nuove sedi a Manchester, Los Angeles, New York, Milano e Sydney; oggi ha circa 400 dipendenti nel mondo.

Il trasferimento in Inghilterra, sempre secondo quanto spiegato allora da Beckerman, era legato al fatto che all’epoca in Italia non c’era il know-how tecnico per realizzare un’applicazione funzionale al tipo di prodotto pensato e al fatto che nel nostro Paese mancava un mercato dei capitali tale da consentire un’adeguata raccolta di fondi.

Stare a Londra ha permesso alla nascente società italiana di crescere talmente tanto che Crunchbase, il più autorevole osservatorio al mondo sul mercato del venture capital, ha attribuito a Depop 11 round di investimento complessivi per un controvalore di 105,6 milioni di dollari.

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