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Quanto si è speso in giochi e scommesse in Italia durante la pandemia

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Una mappa comune per comune, basata sui dati dell’Agenzia dei monopoli, mostra un calo della spesa nel primo semestre 2020: da 11 a 6,8 miliardi

(foto: Bruno /Germany da Pixabay)

La pandemia ha spianato la strada al gioco illegale online. Grazie a una segnalazione ricevuta sulla piattaforma WiredLeaks, pensata per inviare alla redazione indicazioni in modo anonimo e sicuro, Wired ha dimostrato il funzionamento di bische clandestine organizzate su app che non hanno i titoli per operare in Italia. Ma durante il lockdown cosa è successo invece al gioco legale? I numeri parlano di una contrazione della raccolta del 38,5%, per una somma pari a 4,2 miliardi di euro.

Per misurare l’impatto sul settore della pandemia da Sars-Cov-2, Wired si è rivolta all’Agenzia delle dogane e dei monopoli, dalla quale ha ottenuto i dati relativi alla raccolta, su base comunale, del primo semestre 2020 e dello stesso periodo dell’anno precedente. Numeri rappresentati su questa mappa.

I comuni in rosso, la stragrande maggioranza, hanno visto una contrazione del denaro speso nel gioco legale, quelli in nero hanno invece registrato un aumento. I filtri nella parte bassa consentono di stringere la mappa sul territorio di una singola regione o di una singola provincia.

Quelli in grigio, invece, sono i circa 3.300 comuni per i quali non sono disponibili dati. O meglio, quelli per i quali i dati mancano del tutto o sono disponibili solo per uno dei due periodi presi in considerazione. Le cifre totali calcolate da Wired non tengono conto della raccolta effettuata in questi comuni.

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Come si può notare, il calo è generalizzato. Del resto le sale giochi sono rimaste chiuse dall’inizio del primo lockdown, il 9 marzo 2020, alla metà di giugno. Uniche eccezioni in Lazio e nella provincia autonoma di Bolzano, che hanno confermato lo stop fino al mese di luglio. In Alto Adige, inoltre, una nuova ordinanza impone di presentare il green pass per accedere alle sale giochi e scommesse.

Ha inciso, seppure in misura minore, anche lo stop alla mobilità. Nel primo semestre del 2020 nei comuni capoluogo o con una popolazione superiore ai 50mila abitanti, quelli cioè che verosimilmente attraggono la quota maggiore di lavoratori residenti in altri comuni, la riduzione della raccolta è stata pari al 40,9%, due punti e mezzo sopra la media nazionale. Mentre nelle altre realtà la contrazione è stata del 35,7%, quasi tre punti al di sotto della media nazionale.

In numeri assoluti, si è passati da una raccolta pari a 11 miliardi di euro, registrata nel primo semestre del 2019, ai 6,8 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. Quanti di questi 4,2 miliardi che mancano all’appello siano stati dirottati sul gioco online illegale che Wired ha raccontato grazie ad una segnalazione anonima sulla piattaforma WiredLeaks, è impossibile dirlo.

Non bisogna poi dimenticare che questa somma fa riferimento solo alla prima parte dell’anno. Secondo dati di Agipronews, agenzia di stampa specializzata su temi legati all’azzardo, su base annua il calo della raccolta ha sfiorato i 7 miliardi di euro. La stessa agenzia segnala un aumento della spesa del gioco online, quello legale, del 39%, per un valore complessivo pari a 2,5 miliardi. Intanto il decreto riaperture ha stabilito che dal primo luglio, in zona gialla, potranno riaprire sale giochi, sale scommesse, bingo e casinò. Tra qualche mese i numeri diranno se il settore sarà tornato o meno ai livelli pre pandemia.

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