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La Palestra dei fighters, un ambiente di allenamento online per le persone con disabilità

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L’esercizio motorio è importante ma non sempre accessibile ai soggetti con disabilità permanente o temporanea. Un nuovo spazio online vuole offrire, in particolare ai giovanissimi, la giusta alternativa a chi vuole allenare le competenze e abilità

Continuità e discontinuità con le abitudini maturate al tempo della pandemia: sarà uno dei temi dei prossimi anni, dal lavoro alla vita privata. Non fa eccezione la pratica sportiva, che, a causa di chiusure prolungate, ha visto milioni di italiani fare sport a casa. Un’attitudine, quella di allenarsi lontani dalla palestra, che però non è nuova per le persone con disabilità, spesso ostacolate nell’accesso alla pratica sportiva da dinamiche come la distanza dalle strutture, i costi e la mancanza di professionisti specializzati.

L’alternativa in digitale è, in questo caso, più importante che mai e grazie al canale online, la Palestra dei fighters può spalancare le sue porte virtuali con l’obiettivo di allenare in particolare le abilità motorie dei giovani con paralisi cerebrale infantile, impaccio motorio e disabilità multiple.

Il nuovo servizio si rivolge – più in generale – alle persone con disabilità permanente o temporanea (non solo motoria, ma anche sensoriale, intellettivo relazionale), che possono quindi accedere a un ambiente di allenamento che, oltre a offrire i diversi sport in modalità adattata, eroga anche musicoterapia, fisioterapia neurologica, terapia occupazionale.

La piattaforma consente di prenotare la lezione e scegliere il professionista con cui svolgerla (la Palestra dei fighters ha una fortissima trazione femminile): si può partire con una prima lezione di orientamento, gratuita, e poi scegliere pacchetti a pagamento correlati alla durata e, in qualche caso, anche al numero di partecipanti.

Fissata la lezione, non resta che collegarsi ed entrare quindi in palestra, sfruttando la tecnologia di Microsoft Teams.

Pagando le lezioni, si ricompensa il professionista, come in qualsiasi altro contesto di allenamento, ma si finanzia anche la Fondazione FightTheStroke che ha disegnato il canale confrontandosi con famiglie e professionisti che conoscono bene, complice l’esperienza diretta, i bisogni dei soggetti con disabilità. FightTheStroke, lanciata come associazione e diventata fondazione nel 2019, è un punto di riferimento per le famiglie che gestiscono bambini e ragazzi che si confrontano con la paralisi cerebrale infantile o con le conseguenze di un ictus: oltre a sostenere la ricerca in questo ambito, anche ai fini dell’adozione di terapie innovative per i soggetti affetti da problemi del neurosviluppo, FightTheStroke ha dimostrato, attraverso la piattaforma Mirrorable, l’importanza della leva tecnologica nell’ambito dell’importante processo della riabilitazione.

La continuità delle esperenzie di FightTheStroke con la Palestra dei fighters è garantita dalle esperienze di professioniste che già collaborano con la fondazione, oltre ad avere esperienze pregresse nei rispettivi ambiti.

La pratica sportiva rientra tra i diritti delle persone con disabilità, sancita anche a livello Onu dalla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, come prevede l’articolo 7 e il 30. Principi che non si discutono sul piano teorico ma poi, concretamente, servono servizi  e soluzioni per non lasciare che l’attività sportiva in maniera continuativa, condotta in maniera adattata e individualizzata, resti un miraggio. La tecnologia può fare molto per favorire l’inclusione e garantire la flessibilità necessaria non solo ai soggetti direttamente coinvolti ma anche a chi li assiste, famiglia e caregivers. E non meno rilevante è anche la capacità dell’online di superare le differenze connesse alla “geografia della disabilità”, ovvero ai contesti locali in cui le persone, di diverse età, e quindi anche i giovani, esperiscono le limitazioni, di vario grado, connesse alle normali attività quotidiane. Una differenza, quella geografica, che si riflette sulla presenza di strutture sportive ma anche sui fattori legati alla mobilità, per esempio; dinamiche che una buona connessione aiuta a semplificare se si vuole fare sport e accedere a esperienze ricreative.

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