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Dal lockdown alle riaperture, la presenza sui social dei presidenti delle Regioni

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Dall’inizio della pandemia, i governatori delle diverse Regioni italiane hanno spesso avuto posizioni in contrasto con le decisioni del governo, non mancando di fare sentire la loro voce contraria, soprattutto durante il Conte Bis.

Con questo in mente, ne è stata analizzata la presenza sulle 2 principali piattaforme social in Italia per numero di iscritti, cioè Facebook e Instagram: per ciascuno dei governatori sono stati analizzati numero di follower, numero di post medi giornalieri e numero di interazioni, dal primo lockdown (cioè dal 9 marzo 2020) alle recenti riaperture dello scorso 19 maggio.

Va segnalato che la presidente dell’Umbria, Donatella Tesei, eletta nel novembre del 2019, non ha una presenza sui social: la sua pagina Facebook è rimasta a lungo ferma al giorno della vittoria elettorale, con l’ultimo post che il 27 ottobre 2019 la ritraeva con una flûte di champagne per festeggiare; un paio di mesi, la pagina è stata cancellata. Invece Nino Spirlì, subentrato a Jole Santelli come governatore della Calabria, ha una fanpage e anche un account su Instagram, ma ha fatto la curiosa scelta di rendere privato il profilo.

Facebook, De Luca e Zaia davanti a tutti


Fra tutti gli altri, il governatore con il maggior numero di follower è Vincenzo De Luca, seguito da Luca Zaia e, non considerando Nicola Zingaretti per il doppio ruolo di governatore del Lazio e anche (sino a poco fa) di segretario del Pd, da Stefano Bonaccini.

Nell’arco temporale preso in considerazione, sempre il governatore della Campania ha anche registrato il maggior incremento di follower: +991.345, pari a una crescita del 189,12%, seguita anche in questo caso da quelle di Zaia e Bonaccini. Crescite ottenuta, va detto, anche grazie a investimenti non trascurabili negli ads di Facebook.

Tra tutti, il governatore del Veneto quello che presenta la più elevata intensità nella comunicazione su Facebook con una media di oltre 7 post al giorno; in ultima posizione c’è invece il presidente della Valle d’Aosta, Erik Lavévaz, con una media di 0,17 post/giorno (in pratica, una media di 1 post ogni 5 giorni). Da questo punto di vista, sorprende la poca comunicazione di Solinas (Sardegna), spesso al centro di polemiche in questi mesi sia per le riaperture delle discoteche sia per la partenza molto a rilento della campagna vaccinale nel suo territorio.

Quanto a interazioni e coinvolgimento, è sempre Zaia quello che ne ottiene il maggior numero, fra like, reactions, commenti e condivisioni; all’estremo opposto, anche in questo caso, Lavévaz, come non poteva essere altrimenti vista la sua presenza piuttosto rarefatta.

Entrando nel dettaglio delle interazioni, per quanto riguarda Zaia parrebbe che i follower, o comunque quelli che approdano sulla sua pagina, complessivamente apprezzino il governatore del Veneto: le reactions di rabbia sono solamente lo 0,88% del totale e quelle di scherno (cioè la faccina che sghignazza) appena lo 0,25%; non è questo il caso invece di De Luca, che ha invece l’1,07% di reactions di rabbia e lo 0,95% di scherno.

Infine, fra i 3 post con il maggior numero di interazioni, due sono di De Luca e il terzo è di Bonaccini: nel caso del governatore della Campania, il video del 23 ottobre 2020 in cui fa il punto sulla situazione epidemiologica nella regione, ha ottenuto 2,1 milioni di visualizzazioni e poco meno di 241mila commenti, superando persino il post sulla commemorazione della morte di Maradona (va però detto che i commenti al video sono in netta prevalenza negativi). Quanto a Bonaccini, il video del 15 novembre 2020 su una famiglia di delfini avvistata al largo di Rimini ha ottenuto poco meno di 2 milioni di visualizzazioni. E commenti di entusiasmo, ovviamente.

Instagram, Zaia scavalca De Luca


Sul social network delle foto, il panorama cambia, e anche piuttosto significativamente: i numeri sono di gran lunga ridotti e le distanze tra i governatori più marcate. Zaia scavalca De Luca per numero di follower, ma si assesta su valori che sono meno della metà di quelli su Facebook; è invece il governatore dell’Emilia Romagna quello che produce il maggior numero di contenuti (mediamente, 7 al giorno) e Vito Bardi, generale prestato alla politica, si assesta a poco più di un post ogni 10 giorni.

Per quanto riguarda il livello di coinvolgimento c’è Zaia, e poi tutti gli altri: il presidente del Veneto, nell’arco temporale esaminato, ha ottenuto poco meno del triplo delle interazioni di De Luca, in seconda posizione; foto e album sono i due format maggiormente utilizzati su Instagram da Zaia.

Ed è sempre suo il post che tra tutti ha conquistato il maggiore numero di interazioni: è quello con la foto del prima e dopo l’alluvione di Verona, pubblicato ad agosto 2020.

Infine: Donato Toma, governatore del Molise, ha un account, ma l’ultimo post risale alla fine dell’ottobre del 2018.

La distanza fra la politica e il Paese, anche sui social


Nel complesso parrebbe davvero che Instagram funzioni meno bene di Facebook per i governatori: potrebbe essere che in generale debbano più o meno tutti rivedere le strategie di presenza sulla piattaforma social dedicata a foto e video, ma può anche essere che su Instagram le persone cerchino temi lontani dalla politica. O più probabilmente una combinazione di entrambi gli aspetti.

In conclusione, al di là delle differenze emergenti tra Facebook e Instagram, la presenza dei governatori è molto “top-down”, cioè monodirezionale, come del resto è prevalentemente l’attuale comunicazione politica sui social. Che però è una grande occasione sprecata per le istituzioni regionali, che potrebbero farsi sentire più vicine ai cittadini e ai loro bisogni, soprattutto in questo periodo drammatico.

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