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Sulle colline del Chianti, una tenuta racchiude vino, arte e voglia di rinascere

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Non poteva che innamorarsi di questo posto, Philippe Austruy, collezionista, mecenate, imprenditore del vino che ama restituire a nuova linfa luoghi con dei patrimoni nascosti, o poco noti. La scintilla è stata immediata, come quelle che legano le amicizie vere o i grandi amori. E infatti questa è una storia d’amore e d’amicizia, da gustare sotto il sole benevolo del Chianti, tra le colline di Panzano. Del resto il terroir del Chianti è il luogo ideale per abbracciare un lifestyle pieno di passione e di creatività, basta osservare la lunga storia d’arte, gastronomia e relazioni umane che qui è fiorita.

La storia inizia così: Austruy, che è già proprietario di diverse tenute vitivinicole in Francia, Portogallo e in Italia, conosce in Toscana Lorenzo Fiaschi, uno dei fondatori di Galleria Continua, un nome che nell’arte contemporanea è sinonimo di vivacità e intuito.

I due si piacciono, hanno in comune tante cose: la passione per il vino e per l’arte, ovvio, ma anche un certo spirito avant-garde, col quale vorrebbero creare qualcosa di unico e mai visto, un connubio ideale tra tradizioni vinicole ed eccellenza, hospitality di lusso e nuovi modi di fruire l’arte contemporanea. La risposta a questo sogno è oggi reale e si chiama Tenuta Casenuove.

Un luogo dove ti viene voglia di rinascere, lasciandoti trasportare dal profumo del mosto, con lo sguardo che vaga tra le vigne, a caccia di opere di artisti da tutto il mondo. Qui si viene per gustare il vino, eccellente, per mangiare cibo toscano, per riposare in camere dagli arredi dal gusto eccelso, un sobrio mix tra antico e contemporaneo. Non vuoi più andare via.

Tayou Totem, Courtesy Tenuta Casenuove

Il dècor di tenuta case Nuove è stato affidato alla gallerista e collezionista belga Valérie Bach, moglie di Philippe, che ha curato ogni dettaglio, stupendo e coccolando i clienti con la bellissima sala affrescata, i vasi di fior freschi, gli accorgimenti di charme, come la mobilia vintage accuratamente restaurata, i tocchi di colore diversi per ogni stanza. E una selezionata e accurata scelta di opere d’arte contemporanea che appaiono come elementi naturali nel contesto della tenuta, in un mix tra galleria, vigna e countryhouse.

Come ha sviluppato il concept della Tenuta? Come è nata l’idea di mixare elementi classici e storici con l’arte contemporanea e il design?

«Tenuta è un elemento di per sé classico, e Philippe ed io siamo appassionati collezionista d’arte contemporanea. Il concetto che volevamo trasmettere è quello del bello, del savoir-vivre, del buon vino che incontra l’arte. Volevamo che si sentisse questa particolare miscela di antico e contemporaneo, e che ci fosse sempre una nuova scoperta».

Il vino dell’arte. Courtesy Tenuta Casenuove

Che stile ha adottato?

«Mi piace usare un mix di stili e di periodi storici, e nel caso di Casenuove ho necessariamente privilegiato designer italiani, non per forza noti, perché volevo evitare ogni facile cliché di dècor. C’è, è vero, una poltrona di Giò Ponti, ma la sala da pranzo ha uno stile sobrio, con un tavolo del XIX secolo che proviene da un monastero italiano. I lampadari sono tutti Fortuny: trovo che siano in armonia con le vecchie lanterne del XIX secolo e con le applique degli anni’ 50. In ogni camera ho messo dei mobili toscani d’epoca, tutti recuperati e restaurati. I grandi divani, per garantire un comfort ideale, sono stati progettati su misura».

Chi ha eseguito i meravigliosi affreschi della sala da pranzo? Che spunti ha seguito?

«Mi sono affidata alla Van der Kelen in Belgio, una scuola di pittura decorativa che dal 1882, insegna le tecniche tradizionali. Volevo che sulle pareti ci fossero elementi vegetali, in bianco e nero. Non ho scelto apposta la carta da parati: avevo bisogno di un affresco che fosse in qualche modo diverso da quelli dei palazzi italiani, cercavo qualcosa di sorprendente, che avesse al contempo carattere e dolcezza, con giochi d’ombra e di luce. Ho affidato il progetto a Sylvie Van der Kelen dopo aver preso ispirazione di ritorno da un viaggio in Messico».

Tenuta Casenuove

Come sono stati selezionati gli arredi delle diverse stanze? 

«Volevo che le stanze fossero classiche, all’antica, con un tocco di colore nei tessuti e nei fregi che richiamano i tessuti. Io prediligo i toni chiari per le camere da letto, e quelli più scuri per le zone come il salotto o la sala fumoir, che hanno un’atmosfera da sera».

Molti pezzi d’arredo sono stati fatti su misura per voi. Quali sono gli artigiani di fiducia ai quali vi siete rivolti?

«L’elenco degli artigiani sarebbe lungo. Mi concentro su quattro artigiani: Falegnameria Ferruzzi Mario & Carlo, a Panzano (oggi gestita da Andrea Ferruzzi): è la falegnameria di riferimento alla quale sono state affidate tutte le forniture delle travi dell’orditura dei tetti, restauro porte, portoni interni ed esterni, finestre e fornitura di quelle mancanti. Ha realizzato parte degli arredi, come la boiserie della sala Tv e i copri fancoil della Villa; Falegnaneria CMM, a Cusona San Gimignano: hanno realizzato la cucina della Villa, la sala ballatoio e la sala caffè;
Falegnameria Arredamenti Caneschi di Arezzo, hanno realizzato l’arredo su progetto della sala accoglienza dell’artista Gisele Colon, la sala degustazione con il tavolo a spirale, la sala Fertility Form con il tavolo a plettro. E infine la Falegnameria Lepri Arredamenti, di Panzano in Chianti, che si è occupata dell’arredo per il negozio di vendita diretta, a Panzano».

Come è nato il connubio con Galleria Continua? 

«È la storia di un incontro, e di una profonda amicizia con Lorenzo».

Cecchini, Courtesy Tenuta Casenuove

Quali progetti avete in mente per far conoscere ancora di più l’arte contemporanea ai vostri ospiti?

«Con il progetto Le Radici dell’Arte, sviluppato con Galleria Continua: ovvero una mostra annuale nella nostra galleria a Panzano- ora è visibile quella di Loris Cecchini con tanto di istallazione murale – e un’installazioni permanenti nel vigneto, come quella dell’artista Pascale Marthine Tayou coi suoi “Geni di Casenuove”, sculture in cristallo vestite con vari accessori come perle, portafortuna, corna, bicchieri di vino».

Chi ha designato e progettato i giardini attorno alla tenuta? 

«Il progetto di restauro dei giardini è stato affidato a Matilde D’Oriano, architetto del paesaggio. Matilde ha lavorato di concerto con Philippe. Se si desidera approfondire scrivere a matildedor@gmail.com».

Vino e arte contemporanea: come volete rendere questo legame ancora più importante?

«È un legame evidente: il vino è un capolavoro artistico creato ogni anno».

Quali sono i vostri desideri o sogni per questo 2021?

«Che molti amanti del vino e dell’arte vengano a condividere le nostre passioni a Casenuove!».

Tenuta Casenuove

In questo contesto, ogni anno, seguendo l’alternanza delle stagioni del vigneto, un artista è invitato a fare esperienza di questi luoghi e a creare un’opera in situ: installazioni permanenti in sintonia ed in dialogo con i paesaggi e gli uomini che li modellano. Nel corso dell’anno, il calendario sarà costellato anche da esposizioni temporanee. Accolte nella magnifica Sala delle Volte della Tenuta, arricchiranno i visitatori proponendo delle esperienze continuamente rinnovate. Infine, nel centro di Panzano, è stato creato un nuovo spazio, «Il Vino dell’Arte», che fonde l’amore per il vino con quello per l’arte. Un unico ambiente per la degustazione dei vini e una galleria d’arte, facile da individuare per i numerosi visitatori di passaggio in paese.

« Le Radici dell’Arte » ha un doppio senso proprio: le radici rimandano alle origini, alla cultura e al territorio d’origine. Inoltre, evocano l’uomo che tenta di dialogare con la natura per coglierne i frutti migliori – l’uva – pur esprimendo l’esigenza di espressione profonda, fondamentale e radicata nell’uomo alla ricerca del perfezionamento e la comprensione del senso della vita. Dal 1990, Galleria Continua si prefigge di creare un messaggio rivolto al futuro che lasci una testimonianza del nostro passaggio attraverso l’arte, valorizzando e proiettando la Toscana ed i suoi paesaggi carichi di storia verso il futuro. Questo progetto nel cuore del Chianti Classico vuole essere il naturale proseguimento del lavoro svolto da Galleria Continua nel corso degli anni.

Un obiettivo caro a Philippe Austruy che da sempre ha a cuore l’idea di restituire a nuova vita luoghi con patrimoni nascosti: l’Arte ne è sempre il filo conduttore.

In occasione della sua prima edizione, « Le Radici dell’Arte » rivela da subito la sua ambizione e svela tre artisti. La prima installazione permanente nel cuore della Tenuta Casenuove concepita da Pascale Marthine Tayou.

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