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Lanzi (M5s) a iNews24: “Astensione Lega? Se Salvini e Giorgetti pensano di tirare avanti così per due anni, cascano male”

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Gabriele Lanzi (da Facebook)

Senatore, abbiamo un nuovo decreto sulle riaperture che lascia finalmente intravedere dei segnali di ripresa, siete soddisfatti ?

“Siamo in una fase cruciale, la campagna vaccinale sta ingranando, ma i contagi seppur in calo non ci permettono ancora di abbassare la guardia. Le soluzioni individuate in Consiglio dei Ministri sono il compromesso di buon senso tra la necessità di far ripartire i vari comparti produttivi, in primis quello della ristorazione che se ne tira dietro tanti altri, e il bisogno di non vanificare i sacrifici fatti fin qui da 60 milioni di italiani. La nostra bussola sono e debbono rimanere i dati: pensare di aver risolto i problemi, o far credere ai cittadini che siano tutti risolti allentando ogni ormeggio, rischierebbe di rivelarsi un errore grave. Non possiamo permettercelo”

Proprio a proposito delle riaperture, pochi giorni fa il premier Draghi aveva fatto riferimento ad un rischio calcolato. Politicamente parlando però, forse non aveva considerato un’altra variabile: la Lega di Matteo Salvini, che ieri si è astenuta dal votare le misure del prossimo decreto.  Come giudicate questa scelta da parte del Carroccio?

La Lega purtroppo ha deciso di nuovo la strada dell’irresponsabilità, via che purtroppo Matteo Salvini sceglie di percorrere un giorno sì e l’altro pure. Far credere agli italiani che la buriana del Covid sia passata e che si possa tornare con nonchalance alla vita di prima è il peggior danno che possiamo fare al Paese. Salvini ripete come un disco rotto che bisogna riprendere a vivere. Tutti lo vogliamo. Ma al di là delle filippiche propagandistiche, dobbiamo pensare che da inizio pandemia sono morti più di 115 mila connazionali, e purtroppo quel dato ancora aumenta. Essere improvvidi non è la soluzione”

 La polemica con Lega sul mantenimento del coprifuoco

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Matteo Salvini ( Getty Images)

 La polemica riguarda principalmente lo spostamento di un’ora del coprifuoco (dalle 22 alle 23) e l’anticipo a maggio della ripresa dell’attività dei ristoranti al chiuso. I contagi al momento ancora non permettono questo tipo di allentamento delle misure?

“Credo proprio che quella decisione in queste settimane così delicate sia figlia della prudenza. Ogni errore fatto ora rischiamo di pagarlo più avanti. Inoltre il governo ha specificato che non è vero il mantra del coprifuoco certo fino al 31 luglio: qualora la situazione dovesse migliorare, nel mese di maggio si potranno rivedere i paletti sia degli orari e sia dei ristoranti al chiuso. Certo, la nostra economia ha bisogno di ossigeno. Gli esercenti necessitano di fatturare come l’aria, perché il fatturato è il miglior indennizzo, ma sarebbe mortale per queste attività aprire tutte ora e magari richiudere tra un mese perché il quadro nel frattempo è peggiorato. Noi intanto continuiamo a lavorare per loro: grazie al M5s, nel decreto Sostegni-bis ci saranno risorse volte a coprire anche i costi fissi, come a Draghi abbiamo chiesto dal giorno del suo insediamento. Vale a dire affitti, bollette, Tosap e Cosap per i ristoranti e altre imposte che gravano su queste pmi”

Per quale motivo, dopo aver partecipato anche ai lavori della cabina di regia, ora la Lega sta spingendo su questo punto, è un’operazione mediatica o c’è dell’altro?

“La Lega è un partito specialista della teatralità. Lo è dagli ultimi scampoli della Prima Repubblica, figuriamoci ora con un leader come Salvini. Gli italiani però sono esausti, e certe trovate ora attecchiscono il giusto. Noi stiamo lavorando per potenziare, prolungare ed estendere il Superbonus al 110%, che può essere davvero una misura-locomotiva per la ripresa economica. Tanto che tutta la filiera edilizia ne chiede il rafforzamento. Stiamo spingendo per far arrivare più soldi ai Comuni, con la campagna Rigenera-Italia partita proprio questa settimana. Abbiamo lanciato le Comunità Energetiche, per dare ai cittadini un percorso che li porti ad avere bollette più basse. Abbiamo un progetto forte sulla libera circolazione e cessione dei relativi crediti d’imposta. In più stiamo estendendo i prestiti garantiti dallo Stato alle imprese messi a punto un anno fa col Dl Liquidità. La Lega oltre alle messe in scena che sta facendo?”

 Lo strappo della Lega e i possibili contraccolpi nel governo

Giancarlo Giorgetti, in Italia si studia per la produzione dei vaccini anti-Covid
Giancarlo Giorgetti – ministro dello Sviluppo (Instagram)

Dovrebbe essere un governo di unità nazionale, in questo modo però la tenuta dell’esecutivo non rischia di subire dei contraccolpi, o comunque di vedere depotenziata la sua azione?

“Quando Renzi ha disarcionato Conte in modo indegno, il M5s ha deciso di sostenere il governo Draghi perché il bene dei cittadini viene prima di tutto. Siamo di fronte a un tornante della storia durissimo per l’Italia, e non è questo il momento delle braccia conserte. Questo esecutivo ha una maggioranza nei numeri imponente, ma se le forze politiche iniziano ognuna a fare come fa Salvini la strada rischia di essere ancora più accidentata di quanto già non la renda il virus. Il M5s è leale e lavora per portare l’Italia in salvo. Le chiacchiere le lasciamo agli altri”

Non è che la Lega a forza di giocare il doppio ruolo , di lotta e di governo, ad un certo punto potrebbe decidere di sfilarsi dalla maggioranza?

Se Salvini e il ministro Giorgetti pensano di tirare avanti due anni a fare uno il poliziotto cattivo e l’altro il poliziotto buono, cascano male. La Lega farà ciò vuole, ma serve serietà. O si opera in modo costruttivo e si mette il governo nelle condizioni di lavorare, o lascino il passo a chi ha voglia di risolvere problemi”

Tra l’altro per voi del M5s, memori della fine governo gialloverde, questo atteggiamento della Lega è un «film già visto» , no?

“E’ un vero e proprio remake. I 14 mesi di governo gialloverde ci hanno svelato nella pratica l’approccio alla politica di Matteo Salvini: grandi annunci a favore di cinepresa, demagogia e sparate a go go, ma zero capacità di proposta quando c’è da trovare soluzioni adeguate per i cittadini. In quel governo nove provvedimenti su dieci portavano il marchio del M5s. Forse è per quello che il segretario del Carroccio poi si è stancato e ha detto basta”

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