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Brexit, gli scontri infiammano Belfast. Boris Johnson: “Estremamente preoccupato”

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LONDRA. Un autobus bruciato, sette poliziotti feriti, cinque ore di scontri a base di bottiglie Molotov fra unionisti e indipendentisti: è il bilancio di una quarta notte consecutiva di guerriglia in Irlanda del Nord. Le due parti si sono affrontate lungo il muro che divide la comunità protestante, fedele a Londra, da quella cattolica, che vuole ricongiungersi con Dublino, nel centro di Belfast. “Sono estremamente preoccupato”, commenta il primo ministro britannico Boris Johnson. Analogo allarme viene espresso dal governo autonomo nord-irlandese, una fragile coalizione fra unionisti e indipendentisti.



A fare scoppiare gli incidenti sono stati gli unionisti, sempre più irritati dalle conseguenze della Brexit. L’accordo firmato da Johnson con l’Unione Europea, infatti, ha creato un confine di fatto tra Irlanda del Nord e Gran Bretagna per non ricreare un confine tra Irlanda del Nord e repubblica d’Irlanda. Quella frontiera ha cessato di esistere nella pratica dagli accordi di pace del 1998: persone e merci si muovono liberamente sull’intera isola, come se fosse in sostanza già unificata. L’uscita del Regno Unito dalla Ue rischiava di farla diventare il confine tra l’Europa unita e le isole britanniche, con il pericolo di riaccendere una guerra civile durata 30 anni che ha fatto più di tremila morti. Per questo Johnson, con un compromesso dell’ultima ora necessario a concludere un’intesa con Bruxelles e a salvaguardare la pace, ha accettato che l’Irlanda del Nord, pur appartenendo al Regno Unito, continui a fare parte del mercato comune e dell’unione doganale europea. Ma questo ha creato un confine – perlomeno per l’import-export di merci – tra l’Irlanda del Nord e la Gran Bretagna. Ed è contro tale separazione de facto che protestano gli unionisti, sentendosi traditi.



L’accordo è stato raggiunto a fine 2019, ma è entrato in vigore soltanto a fine gennaio 2021 dopo un anno di transizione e solamente nelle ultime settimane ha cominciato a essere applicato concretamente con controlli nei porti di imbarco e sbarco. I gruppi clandestini paramilitari legati agli unionisti hanno cominciato con il minacciare di morte i doganieri incaricati del compito di controllare le merci. Poi, nei giorni scorsi, sono scoppiati incidenti a Belfast, generalmente dopo il tramonto. All’ora in cui l’ultimo muro d’Europa chiude ancora le porte dei suoi check-point per evitare violenze: ma non è servito a evitare incidenti, di notte in notte sempre più gravi.

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