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Che cosa si intende per design sostenibile?

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Preservare il pianeta è un’urgenza. Stiamo affrontando sfide senza precedenti che costituiscono una minaccia per il nostro benessere. Così, oggi più che mai, il nostro compito è cercare di ridurre al minimo questo impatto per salvaguardare le nostre vite e l’ecosistema in cui viviamo.

E in questo scenario anche il design assume un ruolo chiave per garantire un futuro migliore. La definizione di Green design è apparsa per la prima volta nel libro Small is beautiful (1973) di Ernst Friedrich Schumacher, economista, filosofo e scrittore tedesco, che metteva in discussione il paradigma occidentale moderno, imperniato su consumismo, grande industria e centralismo organizzativo. Schumacher anticipa alcune tematiche ecologiste destinate al successo nei decenni successivi. L’umanità sta consumando il capitale della natura a ritmi allarmanti, senza considerare che le risorse non sono infinite. Un’economia materialista, fondata sulla ricerca individuale della massima ricchezza, non contenendo in sé il principio del limite, non è adatta ad un ambiente limitato.

Mostra Broken Nature Triennale

Ma oggi il concetto di sostenibilità non può più essere confinato alla sola sfera ecologica; il suo significato è più ampio, comprendendo anche una sfera economica e sociale. Alla sostenibilità si sostituisce così il concetto di sviluppo sostenibile, la cui prospettiva è di garantire alle generazioni future una qualità della vita migliore dove il rapporto sinergico e sistemico dei tre aspetti è impiegato per giungere a una definizione di progresso e di benessere costante o crescente.

Qual è dunque il ruolo del design sostenibile?  Nel corso degli anni, anche il design ha subito un’evoluzione in chiave ecologica e sostenibile, nata proprio dalla reazione alla crisi ambientale globale, la rapida crescita della popolazione mondiale, la preoccupante diminuzione delle risorse naturali e la minaccia del nostro ecosistema e della biodiversità.

È la filosofia di progettazione alla base di progetti che rispondono ai principi di sostenibilità sociale, economica ed ecologica, il cui obiettivo è quello di ridurre al minimo l’impatto ambientale di ogni tipo di oggetto o costruzione.

Materiali riutilizzabili, biodegradabili, riciclabili, non tossici, progettati pensando alla lunga vita del prodotto; ma la consapevolezza è un concetto che va al di là del prodotto. Così l’Environmentally Sustainable Design viene applicato nell’architettura di ambienti e del paesaggio, per la progettazione e pianificazione urbana, nell’interior design, industrial design, nell’ingegneria e nell’industria della moda.

cc-tapis

Una promessa sostenibile è la storia che ci racconta cc-tapisuna società italiana che produce tappeti contemporanei annodati a mano in Nepal da esperti artigiani tibetani. Ogni tappeto parla di tradizione, di qualità e di design contemporaneo.

Al centro di questa storia c’è un processo di produzione tradizionale che rimane al di fuori dei processi industriali, che è sostenibile per natura ed ecologico per design. La sostenibilità è un viaggio, che richiede tempo e risorse. Un approccio ponderato che significa porsi la domanda: esiste un’alternativa alla plastica? Il nuovo packaging di cc-tapis risponde a questa domanda con un materiale realizzato con tessuti riciclati. Un processo innovativo che ripensa l’uso degli indumenti scartati negli Stati Uniti e in Europa, dandogli una seconda vita sotto forma di un tessuto resistente e impermeabile, simile al denim, composto dall’80% di cotone e dal 20% di fibre miste. Può essere lavato, riutilizzato e soprattutto: riciclato.

Per la loro ultima collezione, Gesture on canvas, cc-tapis esplora il gesto come radice dell’espressione artistica. Dai piccoli compiti domestici allo scarabocchio ingenuo, ogni azione è considerata con lo stesso peso.

Cinque designer: Patricia Urquiola, Sabine Marcelis, Philippe Malouin, Mae Engelgeer e Yuri Himuro, meditano sul significato del gesto e indagano su come il semplice movimento delle mani e degli strumenti possa guidare il loro processo creativo. I risultati spaziano da delicate sfumature ispirate alle pennellate, all’assemblaggio imperfetto di collage spontanei, al semplice atto di tagliare il tessuto intrecciato.

Patcha di Patrizia Urquiola per cc-tapis

Un esempio di circolarità è Patcha, un’accattivante composizione di colori e motivi che da vita all’ultima collezione di Patricia Urquiola per cc-tapis. Al centro del progetto c’è la spontaneità del patchwork e del collage mixed-media. Urquiola esprime infatti il gesto della sovrapposizione e assembla strisce di campi in technicolor verde menta, lavanda, tortora, bordeaux e maculato, sovrapponendoli uno sopra l’altro per creare composizioni grafiche originali.

Al centro del processo creativo di Urquiola c’è l’indagine sui materiali riutilizzati e riciclati, dando nuova vita alla lana una volta scartata. I campi in technicolor maculato sono creati utilizzando avanzi di seta e lana in eccedenza prelevata dalla produzione di tappeti precedenti. Il risultato è una combinazione di frammenti di lana che assomigliano a carte frastagliate e cartone colorato, assemblati in una composizione estemporanea.

In risposta alla creatività dei designer, cc-tapis, guidato dall’art director Daniele Lora, ha sviluppato nuove tecniche che danno vita a questi gesti. Modi di modellare e tingere la lana, metodi di tessitura precedentemente inesplorati e l’introduzione di nuovi materiali all’interno dei tappeti annodati a mano, catturando in lana, lino e seta il gesto inimitabile degli artisti.

Mantiqueira di Tacchini

L’approccio ‘a chilometro zero’ ha il cuore e la tradizione del brand Tacchini, azienda brianzola che da sempre sostiene e porta avanti lo sviluppo e la produzione del design sostenibile.

Tutti i prodotti Tacchini seguono la politica del “chilometro zero”; fin dal 2012 Tacchini ha infatti  implementato un sistema certificato di garanzia di qualità e tutela dell’ambiente che garantisce rigorosi test in ogni fase del processo  produttivo al fine di ridurre il consumo di risorse non rinnovabili, minimizzare gli sprechi e creare prodotti di lunga durata, pensati per essere posseduti per sempre, e non solo come risposta di una tendenza immediata.

Tavoli Joaquim di Giorgio Bonaguro per Tacchini

Tacchini incorpora nei suoi arredi materiali riciclati. La collezione 2019 ispirata al design brasiliano comprende i tavoli Joaquim del designer italo-brasiliano Giorgio Bonaguro, progettati per ridare nuova vita agli sprechi della produzione di altre aziende, abbracciando pienamente i principi di sostenibilità ambientale e di riciclo che sono i capisaldi della creatività brasiliana. Joaquim presenta una struttura in metallo con piani e basi in marmo Patagonia o Marrone Elegante.

Mantiqueira di Domingos Tótora per Tacchini

Per la collezione di accessori Tacchini Edizioni, l’artista e designer brasiliano Domingos Tótora ha creato Mantiqueira, bellissimi vasi decorativi in cartone riciclato, che viene trasformato e rimodellato per dargli una nuova identità. I vasi di Tótora sono il frutto di un processo certificato e sostenibile, in cui il cartone riciclato viene ridotto in polpa, poi lavorato e modellato a mano, dando forma a pezzi scultorei che vengono poi essiccati al sole e successivamente finiti. Il procedimento artistico è molto suggestivo, prendendo il cartone, un derivato del legno, e ritrasformando il suo aspetto in qualcosa di estremamente simile al legno stesso da cui proviene.

Anche IKEA si impegna ogni giorno per migliorare la vita in casa e per avere un impatto positivo sulle persone e sul Pianeta. Il suo impegno è infatti rivolto a diventare un business circolare e avere un impatto positivo sul clima entro il 2030, termine entro il quale tutti i prodotti IKEA saranno realizzati con materiali rinnovabili o riciclati.

Così le ultime collezioni primaverili propongono progetti realizzati con fibre naturali, come la betulla, il bambù e il rattan che hanno un ridotto impatto ambientale.

Vassoio VÅRFINT di IKEA

Il vassoio VÅRFINT è realizzato in rattan scortecciato e bambù e porta in casa la bellezza della lavorazione artigianale. La base presenta un accattivante motivo a spina di pesce, mentre i manici, creati da un unico pezzo arrotondato, facilitano il trasporto Il bambù è infatti uno dei materiali più resistenti e flessibili grazie alle sue fibre particolarmente lunghe. Inoltre, produce il doppio dell’ossigeno rispetto ad altre piante ed è una delle materie prime che crescono più velocemente.

NEREBY di IKEA

La canapa non sbiancata e non tinta è un tessuto ideale per prodotti come NEREBY. Non solo resiste all’uso di tutti i giorni in cucina, ma ha anche una morbidezza e una texture dal fascino naturale. Infine, è un materiale ricavato da una pianta che per crescere richiede molta meno acqua del cotone. La canapa è un materiale naturale dai tanti talenti.

NEREBY è una nuova serie di soluzioni pratiche di IKEA, funzionali e resistenti per organizzare oggetti e utensili in cucina. Lo stile è tipicamente scandinavo e i materiali naturali, come la betulla e il misto cotone/canapa, donano calore all’ambiente senza influire sulla semplicità del design.

Perché, come ha detto Ingvar Kamprad: “Non esiste un metodo più efficace del buon esempio”.

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