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TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE SUL CASO SVEZIA E IL SUO NO ALLE CHIUSURE

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TUTTO QUELLO CHE C'È DA SAPERE SUL CASO SVEZIA E IL SUO NO ALLE CHIUSURE

La Svezia rappresenta un caso unico tra i Paesi europei riguardo alla gestione del Sars-Cov2. Il Paese, che ha evitato i rigidi blocchi e restrizioni che hanno soffocato gran parte dell’economia mondiale, ha fatto registrare un aumento minore del tasso di mortalità complessivo rispetto agli altri Paesi europei. Questo confermerebbero i dati aggiornati di Eurostat, agenzia statistica dell’UE.

Gli esperti di malattie infettive hanno tenuto a precisare che tali risultati non possono essere interpretati come prove del fatto che le restrizioni non fossero necessarie, ma hanno riconosciuto che il comportamento della Svezia nel gestire la crisi sanitaria ha dei lati positivi, tanto da meritare di essere studiato e analizzato attentamente.

La scorsa settimana, i governi della Germania e della Francia hanno deciso di estendere le misure anti-covid per l’aumento dei casi di Coronavirus e l’alto tasso di mortalità. Una mossa questa che secondo gli economisti dei due Paesi, ritarderebbe ulteriormente la ripresa economica.

La Svezia, invece, come si è comportata? Il Paese ha fatto affidamento principalmente su misure volontarie incentrate essenzialmente sul distanziamento sociale, una buona igiene e precise regole che hanno mantenuto scuole, ristoranti e negozi praticamente sempre aperti. Un approccio, questo, che ha risparmiato all’economia svedese i contraccolpi che hanno subito invece gli altri Stati, compresa l’Italia.

I dati preliminari dell’agenzia statistica dell’Unione europea hanno mostrato che la Svezia ha avuto il 7,7% di morti in più nel 2020, rispetto ai quattro anni precedenti. In Paesi come la Spagna e il Belgio, che hanno adottato misure più restrittive, si è registrato un tasso di mortalità in eccesso rispettivamente del 18,1% e del 16,2%.

Svezia datiL’epidemiologo svedese Anders Tegnell, divenuto a livello internazionale la figura di riferimento della risposta svedese al Covid19, ha spiegato che i dati della Svezia fanno emergere forti dubbi circa le restrizioni imposte dagli altri governi.

“Potrebbero avere un effetto positivo a breve termine, ma quando le si guarda in prospettiva, queste misure sollevano più di un dubbio” ha detto Tegnell, che per le sue dichiarazioni ‘controcorrente’ ha ricevuto pure delle minacce di morte.

La strategia della Svezia è stata pesantemente criticata da alcuni in patria e all’estero per essere sconsiderata, incapace di proteggere le fasce di popolazione più vulnerabili.

Tuttavia, secondo un sondaggio, il 43% degli svedesi ha una fiducia alta o molto alta su come viene gestita la pandemia, mentre il 30% ha una fiducia bassa o molto bassa.

In generale, la Svezia ha chiuso i suoi confini internazionali, compresi quelli con la vicina Norvegia, e ha permesso alla società interna di rimanere aperta. Sebbene ci siano limiti al numero massimo di persone negli assembramenti, si tratta comunque di “raccomandazioni” piuttosto che di leggi restrittive. L’uso delle mascherine sui trasporti pubblici, ad esempio, è stato formalmente raccomandato solo a dicembre 2020.

Va detto che la popolazione svedese è considerata generalmente più sana della media dell’UE, con un’aspettativa di vita di 82,6 anni (nel 2018) rispetto a una media di 81,0 anni nell’Unione europea. 

Da cosa quindi dipende, oltre alla longevità, il fatto che la Svezia ha avuto un tasso di mortalità più passo rispetto a quello di altri Stati europei? Forse ad una gestione del sistema sanitario più virtuosa di quella di altre nazioni?

Ulteriori fonti 

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Comprateci solo un altro po’ di tempo!


Claudio Messora

Grazie per il Vostro lavoro

Continuate come avete fatto fino ad ora! Facciamo arrivare alla gente la verità e le tante bugie diffuse ! Grazie

State facendo un lavoro straordinario, un abbraccio

Vi seguo con molto interesse e vorrei suggerirvi di mostrare, ogni tanto, i video della dottoressa Loretta Bolgan. Grazie. Umberto Fortunati

Grazie per il vostro impegno.

Era ora di sentire una voce vera

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