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Russia, timori per la “vita e salute” dell’oppositore Navalnyj in carcere

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La “vita e la salute” dell’oppositore russo Aleksej Navalnyj in carcere è in pericolo, dichiarano i suoi collaboratori in una denuncia indirizzata all’amministrazione penitenziaria e all’ufficio del procuratore generale diffusa oggi online. L’attivista ha spiegato di essere svegliato “otto volte a notte” dai suoi carcerieri. “Mi privano del sonno, è un uso de facto della privazione del sonno come tortura”, ha scritto Navalnyj, chiedendo di “ricevere cure”.

“Per me il suo stato di salute è ovviamente estremamente problematico”, ha detto alla tv indipendente Dozhd la sua avvocata Olga Mikhailova che solo ieri è riuscita a incontrare Navalnyj in carcere. L’oppositore soffrirebbe di “forti dolori” alla schiena e alla gamba destra e mercoledì sera sarebbe stato sottoposto a una risonanza magnetica presso un “ospedale pubblico” senza però ricevere una diagnosi. Un neurologo gli avrebbe prescritto il solo ibuprofene, un comune antifiammatorio.

Il Servizio penitenziario federale (Fsin) della regione di Vladimir, vicino a Mosca, dove è imprigionato Navalnyj, ha smentito problemi di salute assicurando che sono state effettuate le visite mediche e che le condizioni di Navalnyj sono state “considerate stabili e soddisfacenti”. “Non seguiamo il caso, il monitoraggio della salute dei prigionieri è di competenza delle autorità penitenziarie”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov.

Il quarantaquattrenne è sopravvissuto all’avvelenamento da Novichok. Finito in coma e trasferito in Germania, dopo cinque mesi di convalescenza, lo scorso gennaio era rientrato a Mosca, ma era stato arrestato non appena atterrato. Condannato in febbraio a due anni e mezzo di carcere per un caso di frode risalente al 2014 giudicato “motivato politicamente” dalla Corte europea per i diritti umani, è detenuto dall’inizio di marzo nella colonia penale Pokrovskaya Ik-2, a 100 chilometri dalla capitale russa. Da allora Navalnyj ha pubblicato solo due messaggi su Instagram.

“Chiedo l’immediato rilascio di mio marito, Aleksej Navalnyj, e che gli venga data l’opportunità di essere curato da medici di cui si fida”, ha scritto su Instagram la moglie dell’oppositore russo, Julija Navalnaja. “Putin lo ha spinto illegalmente in prigione. Lo ha spinto perchè ha paura della competizione politica e vuole sedere sul trono per il resto della sua vita. Quello che sta accadendo sotto i nostri occhi è una vendetta personale e una rappresaglia contro una persona. Deve essere fermata immediatamente”.

Per chiederne il rilascio il Fondo anti-corruzione ha creato il sito free.navalnyj.com dove sta raccogliendo le adesioni per una nuova manifestazione. Raggiunta quota 500mila adesioni, verranno resi noto il luogo e la data dell’evento.

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