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A Goma l’aereo militare per riportare in patria i corpi di Attanasio e Iacovacci: già domani le autopsie

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E’ atterrato a  Goma l’aereo militare inviato da Roma per riportare in patria i corpi dell’ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci, uccisi ieri in un agguato nei pressi del parco nazionale di Virunga in Congo insieme al loro autista Mustapha Milambo.  L’aereo dovrebbe tornare in Italia stasera tardi e sono fissate per domani mattina al Policlinico Gemelli di Roma le autopsie. I pm di Roma Sergio Colaiocco e Alberto Pioletti indagano per sequestro di persona con finalità di terrorismo.

A Kinshasa il presidente della Repubblica del Congo Felix Antoine Tshilombo Tshisekedi si è recato a far visita a Zakia Seddiki, la moglie dell’ambasciatore. Nel corso della visita una donna congolese cresciuta nella comunità italiana, è intervenuta per ricordare la generosità dell’ambasciatore Attanasio, provocando la commozione in tutte le persone presenti.

#RDC, le couple présidentiel est allé consoler la famille d l’ambassadeur Italien Luca Attanasio. Une congolaise ayant grandi dans la communauté italienne a demandé au PR d s’impliquer davantage pr pacifier Est. «C’est ma priorité, madame. Soyez rassurée» lui a répondu @fatshi13 pic.twitter.com/qqeVFnJFKe

— ????Ben Nazer Sengamali (@BenNazerSe) February 23, 2021

Intanto, un un comunicato della presidenza della Repubblica congolese indica nei rapitori e non nei rangers che tentavano di liberarli i responsabili della morte dei due uomini.

Dopo il rapimento, spiega la nota, “le Ecoguardie e le Fardc”, le Forze armate congolesi, “si sono messe alle calcagna del nemico. Quando i rangers erano a 500 metri, i rapitori hanno sparato da distanza ravvicinata sulla guardia del corpo, deceduta sul posto, e sull’ambasciatore, ferendolo all’addome”, si afferma nel comunicato.

Gli aggressori del convoglio su cui viaggiava il diplomatico “erano 6, in possesso di cinque armi del tipo AK47 e di un machete”, stabiliscono ancora le prime indagini compiute dagli inquirenti della Repubblica democratica del Congo e riportate dal sito Cas-info che cita una nota del governatore della provincia di sud-Kivu. “Gli assalitori hanno costretto le persone a bordo a scendere e a seguirli nel Parco dopo aver ucciso uno degli autisti per creare il panico”.

Nel convoglio viaggiava anche un terzo italiano: Rocco Leone, vice direttore del Pam nel Paese, secondo quanto apprende l’agenzia Ansa, è stato portato in ospedale per controlli subito dopo l’agguato ma non ha riportato alcuna ferita.

A supporto della polizia locale, il presidente della Repubblica Tshisekedi  ha inviato una squadra a Goma per le indagini sul campo.

“Le dinamiche dell’evento sembrano evidenziare che gli assalitori fossero a conoscenza del passaggio del convoglio lungo la viaria RN2. Appare probabile che l’evento sia da ricondurre a una delle tre milizie, Fdlr, Nyatura e Mai Mai, che potrebbero aver condotto l’azione a scopo di rapina”, si legge nel primo rapporto dell’Intelligence sulla ricostruzione dell’attacco di ieri.

Le Forces Democratiques de Liberation du Rwanda, note come Fdlr, sono state accusate ieri di essere dietro all’agguato. Oggi il gruppo armato però smentisce ogni coinvolgimento. Un portavoce del gruppo ribelle, Cure Ngoma, ipotizza invece responsabilità di militari regolari. “Non abbiamo alcuna postazione nella zona” sottolinea il rappresentante dei ribelli, una formazione composta perlopiù da combattenti hutu con basi nella provincia del Nord Kivu, a ridosso del confine con il Ruanda. “Secondo le informazioni delle quali disponiamo – riferisce Ngoma – il convoglio dell’ambasciatore è stato attaccato in una zona detta delle ‘tre antenne’, lungo la frontiera con il Ruanda, non lontano da postazioni dell’esercito congolese, le Fardc, e di militari ruandesi, le Forces de Defense Rwandaises”.

Intanto Tshisekedi ha inviato oggi a Roma un “suo emissario per portare una lettera personale al presidente del Consiglio italiano” Mario Draghi.

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